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Fuga da NIO e le altre EV stock. Pugno duro di Pechino fa tremare le società cinesi quotate a Wall Street

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Pugno duro da parte di Pechino sulle società nazionali quotate nelle borse statunitensi e che sono in gran parte società tecnologiche. Le aziende più potenti della Cina – tra cui Didi, Alibaba e Tencent – sono finite nel mirino, mentre il Paese asiatico promette di reprimere le aziende nazionali che si quotano a Wall Street.

Presa di posizione che fa soffrire non poco le azioni quotate negli Stati Uniti. Martedì c’è stato il crollo di Didi, fresca di debutto a Wall STreet e che è scivolata di quasi il 19% dopo che la sua App è stata bandita dagli store online cinesi. Ieri hanno sofferto i titoli delle startup cinesi di veicoli elettrici, grandi protagoniste nel 2020 con rialzi a tre cifre. Ieri cali bruschi per Li Auto (-4,6%), Nio (-8,45%) e Xpeng (-5,86%) e anche oggi nel pre-market questi titoli segnano ribasso tra il 4 e il 6%.

Al momento la stretta di Pechino non riguarda direttamente società già quotate da tempo a Wall Street come Li Auto, NIO e Xpeng. Ma se non saranno più in grado di offrire nuove azioni negli Stati Uniti, verrà impedita un’importante via di finanziamento.

Stretta sulle società quotate nelle borse USA

Questa mossa potrebbe sconvolgere un mercato da 2 trilioni di dollari e molto amato da alcuni dei più grandi investitori americani. Il Consiglio di Stato della Cina ha detto che le regole del “sistema di quotazione all’estero per le imprese nazionali” saranno aggiornate, mentre rafforzerà anche le restrizioni sui flussi di dati transfrontalieri e sulla sicurezza. Gli analisti di mercato dicono che la pressione normativa potrebbe non solo minacciare le IPO in cantiere, ma potrebbe anche sconvolgere il popolare mercato cinese dell’ADR. Adr sta per American Depositary Receipt. Questi titoli rappresentano un modo per gli investitori di acquistare partecipazioni in società estere in via mediata. Una banca o un broker detiene azioni sottostanti in una società ed emette Adr supportati da questi titoli. Secondo la U.S.-China Economic and Security Review Commission esistono almeno 248 società cinesi quotate nelle tre principali borse statunitensi con una capitalizzazione di mercato totale di 2.100 miliardi. Il giro di vite sulla tecnologia non è una nuova tendenza. Ma visto che la Cina ha la capacità di muoversi rapidamente, qualsiasi azione potrebbe portare scompiglio nelle principali aree di Wall Street. Inoltre otto sono le imprese statali cinesi di livello nazionale quotate negli Stati Uniti. E i titoli sono nel paniere degli Etf come Invesco Golden Dragon China (PGJ), che, ricorda Cnbc, ha perso un terzo del suo valore rispetto al picco di febbraio a causa dell’aumento della pressione normativa.