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Ftse Mib vola, Saipem si scuote con +6%. Per analisti è tempo di ‘buy the dip’ sulle azioni

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Avvio di settimana dirompente per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha chiuso con uno sprint di +2,47% a quota 19.160 punti. Assist importante arriva dal balzo di Wall Street che sta cercando di lasciarsi alle spalle la recente correzione (quattro settimane consecutive in perdita per i principali indici Usa).
Gli analisti di Credit Suisse indicano che sull’azionario globale è il momento di acquistare sulla debolezza in quanto la politica fiscale e monetaria nel complesso rimane molto più stimolante di quanto non fosse dopo la grande crisi finanziaria del 2008, l’eccesso di liquidità è di supporto e stiamo assistendo ai primi segnali di un passaggio da obbligazioni ad azioni e l‘Equity Premium Risk  è al 7,3% mentre dovrebbe essere più vicino al 5% anche se l’ISM scende a 55; Credit Suisse indica pertanto un obiettivo di fine 2021 di 317 (potenziale di rialzo del 15%) per l’indice MSCI AC World ex Stati Uniti e vedere un rialzo del 3% entro la fine di quest’anno.

E’ alta intanto l’attesa per il primo confronto tra Donald Trump e Joe Biden. A tal riguardo, il New York Times ha pubblicato un’inchiesta dalla quale emerge che Trump avrebbe pagato soltanto 750$ di tasse sui redditi da lavoro nel 2016 e nel 2017, mentre non avrebbe versato nulla in dieci degli ultimi quindici anni.

Amplifon la migliore, Saipem segue a ruota

Miglior performer di giornata è stata Amplifon (+6,14%). Il titolo del gruppo leader mondiale del mercato retail dell’hearing care si giova dei messaggi positivi sul settore da Sonova che ha alzato la guidance 2020-2021, prevedendo ora ricavi nel 1H20-21 (aprile-settembre) in calo del 21% ed Ebita del 20-30% e un 2H20-21 (ottobre-marzo) in crescita del 4-8% con Ebita in crescita del 20-30% a cambi costanti.
Segue a ruota Saipem (+6,09% a 1,445 euro), reduce da una settimana da incubo (quasi -18%). L’amministratore delegato di Saipem, Stefano Cao, ha sottolineato in un’intervista che il mondo dell’energia ha individuato il gas come fonte energetica che accompagnerà la transizione energetica verso le rinnovabili e le tecnologie a emissione zero e Saipem ha scelto di specializzarsi negli impianti LNG di grandi dimensioni. Inoltre, Saipem sta puntando su tecnologie legate “alla decarbonizzazione dei distretti industriali attraverso processi di cattura, trattamento, trasporto e stoccaggio della CO2 al fine di ridurre in modo sostanziale le emissioni inquinanti; produzione dell’idrogeno e infine su sistemi di mobilità sostenibile”.

Unicredit torna sopra i 7 euro

In spolvero oggi l’intero settore bancario con in prima fila Unicredit (+5,44%) tornata sopra i 7 euro dopo il tondo di quasi l’11% nelle precedenti 5 sedute. Molto bene anche Intesa Sanpaolo con un progresso nell’ordine del 2,89 per cento. Il settore, in forte affanno nelle ultime settimane, oggi ha beneficiato della notizia che la cinese Ping An Insurance ha incrementato la sua quota in HSBC, di cui era già il principale azionista.
Seduta a spron battuto anche per Fca (+3,97% a 10,636 euro) che insieme a PSA ha offerto concessioni all’Antiturst europeo per risolvere la questione della posizione dominante nel segmento LCV (Veicoli commerciali leggeri) e ottenere così il via libera alla fusione. Non sono stati specificati gli impegni presi dalle due case automobilistiche ma alcune indiscrezioni di stampa suggeriscono che le due sarebbero disposte a concedere ai concorrenti l’utilizzo della loro rete post-vendita. Inoltre PSA si sarebbe impegnata ad aumentare la quota di veicoli a marchio Toyota, attualmente prodotti dalla joint venture già esistente fra le due società.

Nexi a fari spenti

Ha seguito solo in parte il rally di oggi il titolo Nexi (+0,36%) complici le ultime indicazioni che vedono il governo vagliare, per agevolare il piano cashless e stimolare l’adozione dei pagamenti digitali, una possibile eliminazione delle commissioni per le transazioni sotto i 5 euro e una riduzione su quelle fino a 25 euro, in modo da diminuire i costi per gli esercenti. “La notizia è marginalmente negativa”, commentano oggi gli analisti di Equita, che però aggiungono: “Riteniamo però che il saldo netto fra aumento dei volumi legati al cash back (potenziale aumento dei volumi per 17,5 miliardi di euro) e potenziale taglio delle commissioni sia comunque positivo per il fatturato di Nexi nel 2021, considerando che le transazioni sotto i 5 euro sono fatte quasi esclusivamente in contanti (nel 96,6% dei casi) e che la riduzione delle commissioni non potrà essere imposta dal governo, in quanto violerebbe la libera concorrenza, ma lasciata alla discrezionalità delle singole banche”.