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Ftse Mib chiude a -1,12% con caduta Enel e TIM, tra le banche la peggiore è Banco BPM

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Giornata intonata al ribasso per Piazza Affari con il calo di alcune big che hanno portato il listino milanese a risultare il peggiore tra quelli europei. Il Ftse Mib ha chiuso in calo dell’1,12% a 19.739 punti. Gli investitori hanno accolto con freddezza i messaggi arrivati dalla Fed. Ieri il Fomc, il braccio operativo della Federal Reserve (Fed), ha indicato che i tassi di interesse Usa rimarranno inchiodati allo zero fino almeno al 2023 secondo quanto emerge dal dot-plot. Nella conferenza stampa successiva all’annuncio, il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha affermato che “la Fed manterrà bassi i tassi fino a quando l’inflazione non viaggerà al di sopra del 2% per un po’ di tempo”. Le nuove stime sull’economia americana, con un deciso miglioramento dell’outlook sul Pil, atteso in calo del 3,7% quest’anno, rispetto al -6,5% indicato lo scorso giugno.  Gli analisti hanno rimarcato come l’assenza di indicazioni specifiche e l’aver rimarcato l’incertezza sullo scenario prospettivo, si sono tradotti in acquisti sul dollaro e vendite sugli asset rischiosi.
Dal fronte macroeconomico, le richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione Usa evidenziano come il numero dei lavoratori americani che hanno fatto richiesta per ricevere i sussidi di disoccupazione rimane alto attestandosi a 860.000 unità, poco meno delle 875.000 unità attese dal consensus degli economisti e in rallentamento rispetto alle 893.000 richieste della settimana precedente (dato rivisto al rialzo).

Male Enel, ma maglia nera va a TIM su timori per rete unica

Segno meno molto deciso per Enel a Piazza Affari con un rosso del 2,57% a 7,37 euro. Oggi il cda dell’utility guidata da Francesco Starace  è stato informato della avvenuta ricezione dell’offerta vincolante inviata nella giornata di ieri da Macquarie Infrastructure & Real Assets per l’acquisto del 50% del capitale di Open Fiber posseduto da Enel. L’offerta prevede il riconoscimento di un corrispettivo pari a circa 2.650 milioni di euro, al netto dell’indebitamento, per l’acquisto della partecipazione sopra indicata, con meccanismi di aggiustamento ed earn out. Il Consiglio di Amministrazione di Enel ha preso atto dell’informativa ricevuta, rimanendo in attesa di essere aggiornato circa i dettagli che dovessero emergere a valle delle necessarie attività di approfondimento con Macquiarie sui contenuti dell’offerta pervenuta.
Le ultime indiscrezioni vedono l’intervento del Tesoro sull’iter di cessione dell’intera quota detenuta da Enel in quanto CDP (che detiene il restante 50% di Open Fiber) vorrebbe detenere il controllo della maggioranza assoluta. Il Tesoro è anche azionista di riferimento di Enel. Ieri pomeriggio il ministro Roberto Gualtieri ha convocato l’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace e quello di Cdp, Fabrizio Palermo. Il negoziato potrebbe evolvere con un accordo che prevede una salita di CDP nel capitale acquistando un ulteriore 5-10% di Open Fiber da Enel.
Possibili complicazioni sul fronte rete unica hanno spinto forti vendite su Telecom Italia, peggior titolo di tutto il Ftse Mib con -2,79% in area 0,362 euro. Secondo quanto riferito da Bloomberg News, l’antitrust europeo starebbe monitorando attentamente gli sviluppi sulla fibra e sarebbe contrario alla creazione di un network nazionale unico controllato da Telecom Italia.  I funzionari guidati dal Commissario europeo per la concorrenza Margrethe Vestager sono preoccupati dalla proposta di combinazione tra la rete fissa di Telecom Italia e quella della rivale Open Fiber, più piccola e controllata dallo Stato, andrebbe a creare un monopolio, invertendo due decenni di deregolamentazione.

Banche ancora in affanno

Tra le banche si conferma la debolezza relativa di questi giorni di Unicredit (-1,41%), così come Banco BPM (-1,63%). Nelle retrovie oggi anche Intesa Sanpaolo (-0,95%). L’istituto guidato da Carlo Messina ha rimarcato che l’integrazione di Ubi Banca all’interno del gruppo è stata avviata fin da subito sotto il profilo commerciale e “prosegue con rapidità”. Intanto, lo squeeze out sulle azioni Ubi Banca verrà effettuato dal 18 al 29 settembre. Gli investitori che ancora detengono le azioni riceveranno un corrispettivo pari a quanto offerto durante l’OPA, oppure in alternativa 3,539 euro in contanti per ogni azione detenuta. Il prossimo 5 ottobre UBI sarà delistata da Piazza Affari.
Chiusura in calo del 2,65% circa per Stm in scia alla debolezza dei tecnologici Usa. Infine, cali contenuti per FCA (-0,44%). I dati sulle immatricolazioni di nuove auto ad agosto segnalano per il gruppo del Lingotto un calo delle immatricolazioni di auto in Europa pari al 7,2% con una quota di mercato in discesa al 5,5%. Ad agosto il calo delle immatricolazioni si è attestato al 6,9%, con un aumento della quota di mercato al 5,7%.