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Ftse Mib all’attacco di quota 20mila, verso emissione record del nuovo Btp 30 anni

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Giornata importante oggi per Piazza Affari tra rapporto Fmi sull’Italia, trimestrali bancarie e l’emissione del nuovo Btp a 30 anni. Proprio quest’ultima emissione, annunciata a sorpresa ieri dal Tesoro a meno di un mese di distanza da quella del nuovo Btp a 15 anni, sta catalizzando le attenzioni degli operatori con spread che si muove in moderato rialzo a 264 punti base dopo il sussulto avuto ieri pomeriggio proprio in coincidenza della notizia della nuova emissione. Le vendite sui Btp hanno portato il rendimento del decennale di nuovo sopra quota 2,8%.

 

Nuovo Btp trentennale

L’esito del collocamento sindacato del nuovo Btp trentennale con scadenza settembre 2049 dovrebbe arrivare in giornata. le indicazioni dell’agenzia Radiocor parlano di domanda record (26 miliardi) per un’emissione a così lunga scadenza. Il rendimento della nuova emissione dovrebbe risultare di circa 20 pb sopra quello offerto dal Btp trentennale attualmente presente sul mercato e che ha però una scadenza inferiore di circa un anno e mezzo (marzo 2048).

Lo scorso mese era stato emesso il nuovo BTP a 15 anni per un ammontare di 10 miliardi e una domanda record che ha superato i 35 miliardi.

 

Banche in spolvero

Intanto oggi si evidenzia un nuovo spunto rialzista del Ftse Mib che si porta sui massimi da inizio anno sopra quota 19.900 punti. L’indice guida milanese segna un progresso dello 0,42% a quota 19.916 punti (picco intraday a 19.965 punti), sui massimi a quasi 4 mesi. Il Ftse Mib non vede quota 20.000 punti dallo scorso 10 ottobre. Dopo un avvio di seduta incolore Piazza Affari ha ritrovato vigore, in controtendenza rispetto alla debolezza delle altre Borse europee e dando seguito al rally di oltre +1% con cui ha chiuso la seduta di ieri.

 

A trainare al rialzo il Ftse Mib sono le banche con Unicredit in prima fila con un rialzo del 3% circa a quota 10,20 euro. Oggi è in programma il cda dell’istituto di piazza Gae Aulenti con i risultati 2018 che saranno diffusi domani prima dell’avvio delle contrattazioni. Il consensus pubblicato dalla banca sul suo sito – basato su stime e previsioni di analisti rappresentanti 20 broker che coprono il titolo UniCredit – vede l’utile netto trimestrale a 719 milioni di euro, margine di intermediazione di 4,865 mld e risultato netto di gestione a 1,15 mld.

 

Bene anche l’altra big Intesa Sanpaolo (+1,35%) che ieri ha riportato un utile 2018 oltre la soglia dei 4 miliardi e ha previsto un risultato netto in crescita quest’anno.

Oggi in programma anche il cda di Enel (-0,15%) che approverà i dati preconsuntivi 2018.

 

Il rapporto Fmi sull’Italia dovrebbe arrivare nel tardo pomeriggio. Intanto le ultime indiscrezioni vedono la Commissione Europea pronta a tagliare drasticamente le stime sull’Italia a +0,2% per il Pil 2019.