Fine dei tagli, la Bce lascia fermi i tassi. L’inflazione al 2% resta l’obiettivo principe
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Nell’ultima riunione del 2025, la Banca centrale europea ha lasciato il tasso sui depositi invariato al 2%. Il tasso sui rifinanziamenti principali resta al 2,15%, quello sui prestiti marginali al 2,40%. Lo comunica la Bce, che mantiene quindi il livello raggiunto lo scorso giugno, dopo averli ridotti di due punti percentuali con otto tagli in un anno. Crescita e inflazione sono al centro della decisione.
Dopo la decisione sui tassi le Borse estendono i rialzi: Francoforte avanza dello 0,60%, Parigi sale dello 0,32% e Milano guadagna lo 0,66%
L’inflazione, obiettivo 2%
Secondo la presidente Christine Lagarde, gli indicatori indicano “un’inflazione coerente con il target” del 2%.
Le ultime proiezioni di Francoforte “indicano una inflazione complessiva pari in media al 2,1% nel 2025, all’1,9% nel 2026, all’1,8% nel 2027 e al 2% nel 2028″, spiega la Bce. L’inflazione al netto della componente energetica e alimentare si porterebbe in media al 2,4% nel 2025, al 2,2% nel 2026, all’1,9% nel 2027 e al 2,0% nel 2028. “Il Consiglio direttivo è determinato ad assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, il Consiglio direttivo seguirà un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione”, si legge nel comunicato Bce.
Allo scopo di raggiungere questo obiettivo, il Consiglio direttivo spiega di essere pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti nell’ambito del proprio mandato per assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine e per preservare l’ordinato funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria.
Pil Ue in crescita ma…
“La crescita economica dovrebbe essere più sostenuta rispetto alle proiezioni di settembre, trainata in particolare dalla domanda interna”. Lo sottolinea la Bce nelle previsioni aggiornate sul Pil dell’Eurozona. A seguito di una sua revisione al rialzo, si collocherebbe all’1,4% nel 2025, all’1,2% nel 2026 e all’1,4% nel 2027, livello sul quale dovrebbe mantenersi nel 2028.
In particolare, la Lagarde ha spiegato che “l’economia è stata resiliente”, riflettendo “investimenti e consumi più forti”.
“La domanda interna è attesa essere il principale motore della crescita economica negli anni a venire, i redditi reali dovrebbero salire e il tasso di risparmio si abbasserebbe a sostegno dei consumi”, ha detto Lagarde spiegando le nuove stime di Francoforte, che registrano “un’economia resiliente” con una crescita dello 0,3% nel terzo trimestre, grazie ai servizi e un contributo significativo dell’industria chimica.
Tuttavia “l’ambiente sfidante sul piano del commercio internazionale resterà un freno alla crescita quest’anno e il prossimo”, ha spiegato Lagarde: “è urgente rafforzare l’area euro e la sua crescita economica” il richiamo a governi e Ue
“Il contesto internazionale ancora volatile potrebbe interrompere le catene di approvvigionamento, frenare le esportazioni e gravare su consumi e investimenti”, afferma Lagarde. “Le tensioni geopolitiche, in particolare la guerra ingiustificata della Russia contro l’Ucraina rimangono una delle principali fonti di incertezza”, osserva ancora il presidente della Bce. “Al contrario, la spesa pianificata per la difesa e le infrastrutture, insieme alle riforme volte ad aumentare la produttività, potrebbero stimolare la crescita più del previsto. Un miglioramento della fiducia potrebbe stimolare la spesa privata”.