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Fed: lockdown costerà a economia Usa 47 milioni posti lavoro, tasso disoccupazione oltre 32%

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La Fed presenta uno scenario da incubo per l’economia americana alle prese con gli effetti del lockdown: a suo avviso, le misure di contenimento adottate dall’amministrazione Trump potrebbero costare 47 milioni di posti di lavoro, facendo balzare così il tasso di disoccupazione oltre il 32%.
Le previsioni sono state snocciolate in un report stilato dalla Fed di St. Louis. Dal report emerge che “ci sono quasi 67 milioni di americani che corrono un rischio “elevato” di essere licenziati.

Proprio la scorsa settimana il presidente della Fed di St. Louis aveva detto che le stime iniziali sull’effetto del lockdown sull’economia Usa erano decisamente negative ma, anche, che il collasso avrebbe avuto una breve durata.
L’analisi della Fed che James Bullard presiede sono più spaventose di quelle del suo presidente.

Bullard aveva parlato, infatti, di un tasso di disoccupazione al 30% come effetto della quarantena, anche se lui, per prima, aveva rassicurato che la crisi sarebbe stata passeggera.
“Questo numero e questo shock  non hanno precedenti, ma non scoraggiatevi – aveva detto – Si tratta di un trimestre particolare e, una volta che il virus sarà andato via e noi giocheremo bene le nostre carte lasciando intatto tutto, allora tutti torneranno al lavoro e andrà tutto bene“.
In ogni caso, la sua Fed prevede un balzo del tasso di disoccupazione fino al 32,1% e una perdita di posti di lavoro, per l’appunto, di 47 milioni di unità. Il tasso oltrepasserebbe il record testato durante il picco della Grande Depressione, pari al 24,9%.
Così l’economista dell Fed di St. Louis, Miguel Faria-e-Castro:
“I numeri sono molto alti rispetto agli standard storici, ma questo è uno shock piuttosto unico, diverso da qualsiasi altro sperimentato dall’economia Usa negli ultimi 100 anni”.
Le previsioni si basano sui risultati di altre ricerche della Federal Reserve, da cui emerge che 66,8 milioni di persone che corrono “un alto rischio di essere licenziate” sono attive nel ramo delle vendite, della produzione, della ristorazione e dei servizi.  Un’altra ricerca ha identificato 27,3 milioni di persone che lavorano in settori “a stretto contatto umano”: si tratta di barbieri, stilisti, dipendenti di compagnie aeree e del settore food and beverage. Per arrivare alle conclusioni, gli economisti della Fed di St. Louis hanno fatto praticamente una media di quei dati, arrivando a paventare una perdita di 47 milioni di posti di lavoro.
A questo punto grande è l’attesa per il report occupazionale Usa relativo al mese di marzo, che sarà reso noto venerdì, 3 aprile. Gli analisti prevedono un calo di 56.000 posti di lavoro: le stime tuttavia non sarebbero molto attendibili, in quanto sarebbero state formulate prima delle misure di distanziamento sociale varate dal governo.
Sicuramente non di buon auspicio sono i numeri sulle richieste iniziali di disoccupazione pubblicati la scorsa settimana: il boom è stato evidente, tanto da portare il dato a infrangere il vecchio record del 1938.