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FCA stupisce con trimestrale record, torna la guidance (con asterisco Covid). Minaccia lockdown tarpa le ali in Borsa

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FCA mostra i muscoli con numeri trimestrali da record sul fronte dell’utile operativo. In linea con quanto riportato anche da peers quali Daimler, Renault e BMW, anche il gruppo guidato da Mike Manley conferma la resilienza della domanda di auto dopo lo shock Covid.
I numeri oltre le attese non stanno però scaldando il titolo FCA che a Piazza Affari paga come il resto delle blue chips i forti timori legati a possibili nuovi lockdown in Europa. Il titolo segna -2,33% a 10,74 euro. Settimana scorsa FCA si era spinta ben oltre la soglia degli 11 euro, sui massimi da febbraio e con quotazioni più che raddoppiate rispetto ai minimi toccati a marzo.

Ebit record grazie a numeri ‘fenomenali’ in Nord America

Ancora una volta è il Nord America a mettere le ali ai conti di FCA che ha anche deciso di reintrodurre la guidance per l’intero 2020, confidando che da qui a fine anno non ci siano ulteriori stop legati al Covid. Il gruppo FCA ha così chiuso il terzo trimestre 2020 con risultati record a livello di Gruppo e in Nord America. L’EBIT adjusted del terzo trimestre risulta di 2,3 mld di euro a livello di gruppo e 2,5 miliardi di euro in Nord America, con margini rispettivamente all’8,8% e al 13,8%. L’utile netto trimestrale è di 1,2 miliardi di euro, con utile netto adjusted a 1,5 miliardi di euro e free cash flow industriale di 6,7 miliardi di euro. I ricavi ammontano a 25,8 mld , in calo del 6% annuo.
Il consensus Bloomberg indicava ebit a 1,26 miliardi, ricavi a 25 mld e utile netto a 567 mln dai -179 mln del 3° trimestre 2019 che aveva risentito dei costi di ristrutturazione di 1,4 mld.
Il ceo di FCA, Mike Manley, nel commentare i conti del terzo trimestre 2020, che evidenziano ebit adj record, rimarca come i risultati record siano stati trainati dalla ‘fenomenale’ performance del team in Nord America. “Nel trimestre – aggiunge Manley – con diversi brand abbiamo presentato prodotti in segmenti in cui non eravamo presenti, abbiamo aperto un nuovo capitolo nella storia del marchio Maserati, confermato la leadership di mercato in America Latina e proseguito nel rapido percorso globale di investimenti nell’elettrificazione. Ancora una volta, il nostro team ha dimostrato la sua straordinaria resilienza e creatività e, con la fusione che a breve vedrà la nascita di Stellantis, siamo più forti e concentrati sull’obiettivo di creare un valore significativo per tutti i nostri stakeholder”.

Reintrodotta guidance 2020, stime basate su assenza di nuovi stop per Covid

FCA reintroduce la guidance per l’intero esercizio 2020. Il colosso auto italo-statunitense, prossimo alla fusione con i francesi di PSA, indica un EBIT adjusted tra 3 e 3,5 miliardi di euro. La stima di ebit adj al massimo del range risulta  più del doppio consensus. FCA aveva ritirato le previsioni a marzo a causa dell’impatto allora incerto del coronavirus. Il Free cash flow industriale è atteso tra €(1,0) e €0.0 miliardi di euro. “Questa guidance assume che non vi siano ulteriori significative interruzioni a causa del Covid-19”, rimarca FCA in una nota.

Passi avanti verso nascita Stellantis

Sempre oggi FCA e PSA hanno annunciato un nuovo passo avanti verso la scita di Stellantis, il quarto costruttore automobilistico al mondo in termini di volumi. Il 27 ottobre i cda del dei due gruppi hanno firmato il progetto di fusione transfrontaliera relativo alla combinazione dei due gruppi. Le parti prevedono che l’operazione sia perfezionata entro la fine del primo trimestre 2021 subordinatamente alle consuete condizioni di closing previste dal combination agreement.
Nei giorni scorsi varie indiscrezioni hanno anticipato il possibile semaforo verde alla fusione da parte della Commissione Antitrust europea. Bruxelles avrebbe ritenuto sufficienti le concessioni offerte dalle società per il mercato LCV (aumento della capacità produttiva riservata a Toyota nella JV con PSA Sevelnord – che produce Peugeot Expert e Citroen Jumpy e Toyota ProAce – e riparazione di marchi rivali presso i concessionari in alcune città). L’autorizzazione potrebbe arrivare già entro fine 2020, ben prima del 2 febbraio (data provvisoria limite entro la quale era atteso il verdetto della Commissione).
Intanto il cfo di PSA, Philippe de Rovira, ha rimarcato che, alla luce del contesto di mercato molto incerto, risulta prematuro parlare della distribuzione del dividendo di 500 milioni di euro ciascuna prima della fusione. Il manager transalpino ha fatto capire che dipenderà anche dall’evoluzione del Covid nelle prossime settimane.
Lo scorso mese i due cda avevano concordato che sarà valutata la potenziale distribuzione di 500 milioni agli azionisti di ciascuna società prima della fusione o, in alternativa, la distribuzione di 1 miliardo da corrispondere successivamente al closing a tutti gli azionisti di Stellantis.