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FCA: matrimonio con PSA non salterà, il dividendo ordinario sì (analisti)

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Nulla di buono dai conti trimestrali diffusi ieri da FCA e le prospettive appiano non certo rosee se si guarda a quello che potrebbe risultare nel trimestre in corso, di gran lunga più impattato dall’effetto Covid. Il mercato ha comunque assorbito bene il colpo nonostante ricavi, ebit adj e risultato netto adj siano stati tutti più deboli del previsto. Anche oggi il titolo si avvia a chiudere poco sotto la parità in area 7,65 euro. Da inizio anno segna un saldo pesante di -42% circa. 

Delusione a tutti i livelli

Ma cosa hanno detto realmente i conti di ieri? I risultati dei primi tre mesi sono stati peggiori delle attese a tutti i livelli. Fca ha chiuso il primo trimestre dell’anno con una maxi-perdita da 1,7 miliardi di euro, inclusi 708 mln di costi non ricorrenti e 549 mln di svalutazione imposte differite. Il rosso si confronta con un utile di 619 milioni del corrispondente periodo del 2019. Anche escludendo le poste straordinarie, il risultato netto nei primi tre mesi dell’anno è negativo per 0,5 miliardi di euro.
I ricavi sono scesi del 16% a 20,6 mld rispetto ai 21,2 mld del consensus Bloomberg. L’ebit adj ha segnato -95% a 52 mln; tranne Nord America (+548 mln) tutte le aree risultano in perdita (LatAm -27 mln, Apac -59 mln, Emea -270 mln, Maserati -75 mln).

Il peggio arriverà nel secondo trimestre

Il ceo di FCA, Mike Manley, ha dichiarato che la liquidità è sufficiente anche in caso di crollo dei volumi globali del 50%. Per tamponare l’emergenza il gruppo ha ridotto i capex di 1 miliardo (posticipando di 3 mesi, senza cancellazioni), ma sono possibili ulteriori tagli.
Come prevedibile il gruppo non ha fornito una nuova guidance 2020 e fornirà un aggiornamento non appena vi sia una maggiore visibilità dell’impatto complessivo della crisi.
Gli analisti di Equita SIM rimarcano che inevitabilmente il secondo trimestre sarà peggio sia perdita netta che FCF (fino a -6/-7 mld) in funzione della velocità di ripresa della produzione. La sim milanese ha così tagliato le stime 2020 (adj. EBIT -80% a

Fusione con PSA non in dubbio, il dividendo ordinario sì

Nonostante la situazione inattesa e senza precedenti, Fca conferma il progetto di fusione in corso con Psa per creare un leader mondiale della mobilità, prevedendo di chiuderlo al più tardi a inizio 2021.
“La visibilità resta bassa, ma sono inespressi i rilevanti benefici della fusione che continuiamo a ritenere lo scenario base”, argomenta Equita SIM che ritiene che il dividendo ordinario salterà. Il management si è limitato a dire che il dividendo annunciato in precedenza sia in fase di revisione.
L’accordo con PSA non appare comunque in dubbio. “Supponendo che non intervengano cambiamenti nell’accordo FCA-PSA, stimiamo che l’entità combinata viene scambiata a 4,4x in termini di P/E 2021erispetto alle 5,7x di Volkswagen – rimarca Banca Akros che confermano buy sul titolo – FCA-PSA P/E 2021e scende a circa 2,6x quando si considera il pagamento del dividendo (7,7 miliardi di euro complessivamente).

Nodo liquidità riguarda tutto il comparto auto

FCA chiaramente non l’unica quattroruote a soffrire in questo frangente delicato per il mercato auto. Diversi produttori di auto non hanno comunicato la propria guidance per il 2020 con l’attenzione rimane puntata sulla liquidità con iniziative volte alla riduzione dei costi e del capex, distribuzione limitata di dividendi agli azionisti, linee di credito revolving parzialmente o interamente utilizzate e, in alcuni casi, di nuove linee di credito aggiuntive.
Il management di FCA non ha nascosto che un impatto più negativo del virus si avrà nel secondo trimestre, in linea con i commenti raccolti presso la maggior parte dei produttori di auto. “Al momento l’attenzione è puntata sulla liquidità necessaria affinchè FCA possa sostenere qualche settimana in più di sospensione della produzione e di flessione nella domanda – rimarca Ilana Elbim, Senior Credit Analyst, International at Federated Hermes – . In quanto tale, il management ritiene che la liquidità sia sufficiente oltre il 2020 e ha anche evidenziato alcune azioni intraprese per ridurre costi e capex”.