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Fca: maxi-perdita di 1,7 mld nel I trimestre, nuova guidance più avanti. Fusione con PSA entro inizio 2021

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Effetto Covid-19 su Fca, che chiude il primo trimestre dell’anno con una maxi-perdita da 1,7 miliardi di euro. Il rosso si confronta con un utile di 619 milioni del corrispondente periodo del 2019. Anche escludendo le poste straordinarie, il risultato netto nei primi tre mesi dell’anno è negativo per 0,5 miliardi di euro. Gli effetti della pandemia sono evidenti anche nelle consegne globali complessive, pari a 818.000 unità, in calo del 21% per la sospensione temporanea della produzione in tutte le region e la caduta della domanda a livello globale. Tuttavia, il gruppo guidato da Mike Manley è riuscito a conseguire un Ebit adjusted positivo per 52 milioni. La liquidità disponibile a fine marzo è pari a 18,6 miliardi di euro, ulteriormente rafforzata con una linea di credito di 3,5 miliardi di euro siglata in aprile.

Effetto pandemia sull’attività
Di fronte alla pandemia Fca ha sospeso temporaneamente la produzione in tutti gli stabilimenti e attivato il lavoro a distanza dove possibile. Il gruppo ha inoltre posticipato tutte le spese non essenziali, ridotto significativamente i costi di marketing e la retribuzione per quasi tutti gli impiegati e dirigenti è stata ridotta o differita. Nonostante le difficoltà, il gruppo ha cercato di reinventarsi e dare un contributo concreto all’emergenza, producendo mascherine facciali per operatori sanitari e primi soccorritori, con oltre 1 milione di pezzi consegnati, e collaborando con produttori di apparecchiature medicali in Italia e negli Stati Uniti per supportare la produzione di ventilatori polmonari, altre attrezzature medicali e dispositivi di protezione individuale.

Fca ora si prepara al riavvio della produzione e delle vendite. “Considerando il riavvio con successo in Cina delle attività nella joint venture e della rete di vendita e la ripresa della produzione nell’impianto di veicoli commerciali di Atessa il 27 aprile scorso, operativo al 70% della sua capacità, siamo confidenti sulle nostre prospettive“, precisa il gruppo nella nota. Nelle altre region il riavvio della produzione sarà graduale e allineato alla domanda del mercato. Anche il ritorno al lavoro negli uffici e sedi è iniziato e proseguirà gradatamente, con un parallelo ampio ricorso al lavoro in remoto.

Fusione con Psa entro inizio 2021, outlook quando si avrà più chiarezza su impatto Covid
Nonostante la situazione inattesa e senza precedenti, Fca conferma il progetto di fusione in corso con Psa per creare un leader mondiale della mobilità, prevedendo di chiuderlo al più tardi a inizio 2021. “Fca e Psa rimangono impegnate alla fusione paritetica (50/50) – assicura il Lingotto – Insieme, continuiamo a portare avanti i diversi filoni di attività finalizzati alla fusione e confermiamo l’impegno a chiudere l’operazione entro la fine del 2020 o all’inizio del 2021”. Il gruppo conferma anche che la nuova guidance sarà formulata più avanti, quando avrà maggiore chiarezza sullìimpatto Covid. “Come già comunicato lo scorso 18 marzo, a causa del protrarsi dell’incertezza sulle condizioni di mercato e delle restrizioni all’operatività in essere a livello regionale in relazione all’evolversi della pandemia da Covid-19, il gruppo ha ritirato la guidance per il 2020 e fornirà un aggiornamento non appena vi sia una maggiore visibilità dell’impatto complessivo della crisi”.