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Eni: primo trimestre in perdita per 790 milioni a causa di petrolio e Saipem

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Perdita netta sostanziosa per Eni che ha chiuso i primi tre mesi del 2016 con un rosso di quasi 0,8 miliardi. A pesare sui risultati del gruppo del Cane a sei zampe la forte contrazione dei prezzi del petrolio rispetto a un anno prima e la svalutazione della partecipazione in Saipem. Buone indicazioni invece dal debito sceso di oltre 4 mld in scia alla dismissione della quota in Saipem. Confermata la guidance 2016. 
Il titolo Eni ha aperto in calo di circa l’1% a quota 14,26 euro. 
Eni ha riportato nel primo trimestre 2016 una perdita netta di 0,79 miliardi di euro che si confronta con un utile di 0,83 mld registrato nello stesso periodo del 2015. La perdita netta adjusted è stata di 479 mln di euro e si confronta con l’utile di 454 mln del primo trimestre dello scorso anno. Il consensus Bloomberg era per una perdita decisamente più contenuta di 12,3 mln. 
Nel primo trimestre 2016 l’utile operativo adjusted delle continuing operations è stato di 0,47 miliardi, in calo del 69% rispetto al primo trimestre 2015 a causa della flessione della E&P (-€1 miliardo) determinata dalla significativa riduzione del prezzo del petrolio (-37%), il cui impatto è stato attenuato dalla crescita delle produzioni, dalla riduzione dei costi e dai minori ammortamenti.

Descalzi: confermiamo la guidance 2016
“Nel primo trimestre 2016, in uno scenario di acuta debolezza dei prezzi delle commodity, Eni ha conseguito importanti risultati nell’esecuzione della strategia di crescita organica, selezione dello spending e incremento dell’efficienza”. Lo ha detto Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, a commento dei conti trimestrali. “Le produzioni, in crescita – prosegue Desclazi – hanno beneficiato dell’avvio di Goliat e di altri tre nuovi campi; al contempo abbiamo rafforzato le basi per la crescita negli anni successivi grazie alla decisione finale d’investimento nel giant a gas di Zohr, all’approvazione del piano di sviluppo di Coral da parte delle autorità del Mozambico e ai continui successi esplorativi. Stiamo quindi lavorando per promuovere anche nel 2016 importanti volumi di nuove riserve certe, il cui valore unitario già alla fine del 2015 è al top tra le società nostre concorrenti”. Descalzi ha concluso sottolineando come nel complesso i risultati finanziari e operativi del gruppo consentono di confermare le guidance 2016, con particolare riferimento al contenimento del 20% dei capex, al loro finanziamento organico in uno scenario di 50 dollari e al controllo del leverage.
Debito in calo a 12,2 miliardi 
In calo l’indebitamento netto grazie principalmente agli effetti dell’operazione Saipem. Al 31 marzo 2016 l’indebitamento netto di Eni è pari a 12,21 miliardi di euro, in riduzione di€4,65 miliardi rispetto al 2015 per effetto del closing dell’operazione Saipem che ha comportato il rimborso dei crediti finanziari intercompany di 5,8 miliardi e l’incasso della cessione della partecipazione del 12,503% a FSI per 0,46 miliardi, nonché un esborso per la sottoscrizione pro quota dell’aumento di capitale sociale della ex-controllata per 1,07 miliardi. 
Nel primo trimestre 2016 il flusso di cassa netto da attività operativa delle continuing operations su base standalone è stato di 1,27 miliardi, in riduzione del 56% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli incassi da dismissioni sono stati 0,81 miliardi.