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Eni, piano 2016-2019: nuove dismissioni e contenimento dei costi. Confermato dividendo 2016

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Il netto calo registrato dal prezzo del petrolio negli ultimi due anni ha costretto la maggior parte degli operatori petroliferi a rivedere la propria strategia operativa. Non fa eccezione Eni che oggi in una affollata conferenza stampa a Londra con giornalisti e analisti finanziari ha diffuso il proprio piano industriale 2016-2019. 

 “Eni sta completando il proprio processo di trasformazione al fine di alimentare la crescita del gruppo nel lungo termine, rispettando allo stesso tempo i vincoli finanziari nel breve termine”. E’ questa la filosofia alla base del nuovo piano strategico 2016-2019. Piano che prevede la copertura degli investimenti nel 2016 con il Brent a 50 dollari al barile. Un valore sensibilmente inferiore rispetto ai 63 dollari al barile previsti nel precedente piano annunciato solo 12 mesi or sono. La copertura degli investimenti e dividendo nel 2017 si attesta a quota 60$ al barile di Brent (da circa 75 $) mentre nel successivo biennio 2018-2019 è ipotizzata inferiore ai 60 dollari al barile. 

Eni, nuove dismissioni per 7 miliardi nel quadriennio 2016-2019

Il nuovo piano industriale di Eni prevede alla voce dismissioni un nuovo corposo intervento. Oltre ai 7 miliardi di euro già dismessi nel solo 2015 (nel precedente piano si ipotizzava di raggiungere quota 8 miliardi di dismissioni entro il 2018), il nuovo piano prevede nuove ulteriori dismissioni per complessivi 7 miliardi di euro, un obiettivo da raggiungere entro il 2019. Complessivamente quindi il piano 2015-2019 post revisione odierna consentirà al gruppo petrolifero di raggiungere quota 14 miliardi di euro di dismissioni in soli 5 anni.

Una voce decisamente sostanziosa che conferma la volontà di Eni di continuare nel processo di ristrutturazione avviata dal nuovo management che guida il gruppo petrolifero da quasi due anni. L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi ha sottolineato come le nuove cessioni “avverranno principalmente attraverso la diluizione delle partecipazione nelle recenti e importanti scoperte, in linea con la strategia di dual exploration”

Eni, sui nuovi progetti break-even scende a 27 dollari al barile

Sui nuovi progetti il break-even, ossia il punto di pareggio per Eni scende a 27 dollari al barile. Un risultato notevole che allinea i costi operativi del gruppo petrolifero alle attuali quotazioni del petrolio sui mercati internazionali. Un risultato ottenibile grazie al processo di efficienza nei costi e la gestione del portafoglio. Gran parte dei risparmi, circa 3,5 miliardi di euro, sarà ottenuto grazie alla rinegoziazione dei contratti, un processo che consentirà di ridurre in maniera sensibile il differenziale tra prezzo del petrolio e costi. Altri 2,5 miliardi di euro saranno ottenuti attraverso risparmi nei costi operativi. Una voce in crescita rispetto ai 2 miliardi di euro del precedente piano diffuso da Eni alla comunità finanziaria internazionale. 

Nuovi investimenti 2016-2019 si concentreranno su progetti a rapido ritorno

Il nuovo piano industriale di Eni conferma la volontà di Eni di investire nei progetti meno costosi e a più rapido ritorno, oltre allo sviluppo di progetti convenzionali.  La trasformazione di Eni delineata dal piano punta infatti a dare vita a una “Eni molto più robusta, che sarà in grado di affrontare un periodo di prezzi bassi del petrolio continuando a creare valore in modo sostenibile”. 

Eni, Gas & Power punta a raggiungere break-even nel 2017

L’attività di Gas & Power ha sostanzialmente raggiunto il punto di pareggio nel 2015, grazie in particolare alla rinegoziazione dei contratti di gas nel lungo termine e alla riduzione dei costi della logistica. 
Secondo il piano al 2019 annunciato oggi a Londra la redditività del comparto Gas & Power migliorerà la redditività del settore concentrandosi sulla rinegoziazione dei contratti a lungo termine e alla massimizzazione del valore attraverso l’ampliamento del 20% della base clienti nel retail. 
Il flusso di cassa operativo cumulato nel 2016-2019 -precisa una nota societaria – sarà pari a 2,8 miliardi di euro con un Ebit pari a 900 milioni nel 2019. Il business G&P raggiungerà il pareggio strutturale nel 2017.

Eni, proposta dividendo confermata a 0,80 euro per azione per il 2016

Il nuovo piano 2016-2019 prevede una proposta di dividendo per il 2016 a 80 centesimi di euro per azione, confermata rispetto al precedente esercizio e da regolarsi interamente per cassa. “La politica di distribuzione del dividendo – precisa una nota societaria- sarà progressiva e in linea con la crescita degli utili e con la variabilità dello scenario”.  Un’ipotesi allineata al quadro di processo di trasformazione del gruppo confermato dal management di Eni e agli obiettivi fissati nel piano strategico annunciato oggi a Londra.