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Eni balla il tango, accordo con Ypf per esportare il gnl argentino

10 Ottobre 2025 16:07

Maxi accordo nel gnl per Eni in Argentina. Dopo lunga trattativa, il Cane a sei zampe ha siglato l’accordo definitivo di ingegneria con Ypf per esportare dal bacino di Vaca Muerta 12 milioni di tonnellate all’anno di gnl.
Situata nel bacino di Neuquén, nel sud dell’Argentina, Vaca Muerta si estende tra le province di Neuquén, Río Negro, La Pampa e Mendoza, su un’area di circa 30.000 chilometri quadrati ed è la seconda riserva di gas di scisto e la quarta di petrolio di scisto più grande al mondo.

L’accordo amplia la diversificazione geografica di Eni e dell’Italia nell’import di gas e permetterà investimenti nel Paese latino per oltre 30 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni.

L’accordo

Il Presidente della Repubblica argentina, Javier Milei, ha incontrato a Buenos Aires, l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, per discutere dei progetti di Eni nel paese e delle possibili iniziative future.
Successivamente, Descalzi e l’ad di YPF, Horacio Marin, hanno firmato la Descrizione Tecnica Finale di Progetto (Final Technical Project Description), tappa importante verso il raggiungimento della Decisione Finale d’Investimento relativa ad una fase da 12 MTPA  (milioni di tonnellate) di gas naturale liquefatto del progetto integrato upstream-midstream Argentina LNG (ARGLNG). Il progetto che prevede la produzione, il trattamento, il trasporto e la liquefazione del gas destinato all’export attraverso due unità galleggianti per la liquefazione di gas (FLNG) da 6 MTPA (Milioni di Tonnellate Per Anno, pari a circa 9 miliardi di metri cubi di gas per anno) ciascuna, oltre alla valorizzazione e all’esportazione dei liquidi associati.

L’accordo fa seguito all’Head of Agreement sottoscritto dalle due società a giugno 2025, e mette a frutto il know-how e la tecnologia maturati rispettivamente da Eni nella realizzazione fast-track di progetti di sviluppo con impiego di Floating LNG (FLNG) e da YPF nella gestione delle operazioni upstream del giacimento non convenzionale Vaca Muerta.

“Oggi abbiamo avuto l’occasione di descrivere al Presidente Milei i progressi dei progetti congiunti e le prospettive future di Eni nel paese”, ha dichiarato Descalzi, “siamo orgogliosi di essere stati scelti per un progetto così importante e di poter contribuire allo sviluppo del gas naturale liquefatto argentino, il quale rappresenterà una importante fonte di approvvigionamento per i mercati internazionali. Il know-how specifico e distintivo che abbiamo sviluppato nei progetti FLNG in Congo e Mozambico ci posiziona come partner ideale nella realizzazione di progetti di questa natura”.

Argentina LNG è un progetto di sviluppo gas integrato, upstream e midstream, su larga scala, progettato per sviluppare le risorse del giacimento a gas onshore del giacimento “Vaca Muerta” e servire i mercati internazionali, esportando in varie fasi indipendenti fino a 30 milioni di tonnellate di GNL per anno (MTPA). Il progetto è in linea con la strategia di Eni finalizzata alla promozione della transizione energetica, privilegiando lo sviluppo delle produzioni a gas, al fine di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 oltre a contribuire alle esigenze di sicurezza e competitività delle forniture energetiche.

I conti il 24 ottobre

Il prossimo 24 ottobre, Eni pubblicherà i risultati. Equita si attende possano “rappresentare un catalyst positivo per il titolo in funzione della buona performance operativa sequenziale (anche se ancora negativa nel confronto anno su anno per il peggioramento dello scenario sul Brent) e del potenziale miglioramento del piano di buyback”.

Nel 3Q25 Equita stima che Eni possa aver ottenuto una produzione in crescita del +3% e possa confermare la guidance di produzione nel 2025 a 1,7 mboed, che implicherebbe un ulteriore +3% nel quarto trimestre.

“In seguito alla buona performance sui volumi, stimiamo una crescita sequenziale dell’utile operativo proforma di gruppo nel terzo trimestre del 16% anno su anno con uno scenario praticamente invariato dei prezzi degli idrocarburi”.

A livello divisionale si attende un incremento del 13% dell’E&P, una performance sostenuta di GGP a 272 milioni oltre che un miglioramento della performance di Enilive a 225 milioni e della Raffinazione a 140 milioni grazie ai migliori margini dei prodotti. Attesa un po’ più debole invece Plenitude (90 mln) per la performance della componente rinnovabile e ancora particolarmente debole Versalis (-167 mln) per lo scenario particolarmente negativo e in quanto le chiusure degli impianti mostreranno i primi risparmi solo nei prossimi trimestri.

Guardando al 2025, le stime sulla generazione di cassa sono di 11 miliardi migliorabili a 12. Anche il piano di buyback da 1,5 miliardi appare migliorabile di 200-300 milioni grazie alla flessibilità di bilancio derivante dalle dismissioni effettuate da inizio anno (circa 7 miliardi).