Rating Day per l’Italia, Btp e spread sull’attenti. Sogno ‘A’ per Giorgetti e Meloni
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Tra gli investitori e in via XX Settembre oggi non si vive l’aria di grande attese del mese scorso, quando venerdì 19 settembre Fitch doveva esprimersi e alla fine arrivò l’attesa promozione del merito di credit dell’Italia.
Attesa per il giudizio di S&P
Oggi sarà il turno di S&P Rating di pronunciarsi sull’Italia e le possibilità di una nuova promozione appaiono quasi nulle. Infatti la maggiore agenzia di rating statunitense il miglioramento di rating di un gradino lo ha già apportato lo scorso aprile e una nuova promozione non è nell’ordine delle cose anche perché in sei mesi lo scenario di fondo non si è certamente stravolto.
L’unica vera novità è l’anticipo di un anno dell’obiettivo di ritorno del deficit italiano al 3%. Il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) indica il deficit/pil al 3% a fine anno e al 2,8% nel 2026. L’Italia si candida così a uscire in anticipo dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, con la Commissione europea che potrebbe formalizzare il tutto già entro la prima metà del 2026. “Il rapporto deficit/Pil scenderà stabilmente sotto il 3% dal 2026, forse anche dal 2025, vedremo, ricominciando per la prima volta dopo la pandemia a registrare avanzi primari significativi”, sono le parole di ottimismo pronunciate nei giorni scorsi dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. “Ad avvantaggiarsi dei conti pubblici in ordine non sono i ministri, ma gli italiani – ha aggiunto Giorgetti intervenendo all’assemblea Assonime – le famiglie e le imprese, quelle di oggi ma soprattutto quelle di domani”.
Per l’Italia “diventa rilevante il contenimento della spesa netta, dalla quale cioè si escludono gli interessi. Il grande vantaggio dell’Italia rispetto alla Francia è proprio di aver raggiunto nel 2024, l’avanzo primario (=deficit prima degli interessi) e poterlo espandere negli anni a venire”, rimarca Gianni Piazzoli, cio di Vontobel Wealth Management Sim, che non esclude un miglioramento dell’outlook di S&P sull’Italia già oggi.
Promozione difficile, occhio all’outlook
Le attese sono di un nulla di fatto da parte di S&P, anche se c’è chi non esclude un miglioramento dell’outlook. “Il rapporto deficit/Pil migliore delle attese al 3% quest’anno è controbilanciato da prospettive di crescita leggermente peggiori”, rimarcano gli esperti di BBVA che pertanto non si aspettano un intervento positivo sul rating o un cambiamento all’outlook. Le nuove stime di crescita del governo vedono il Pil attestarsi a +0,5% quest’anno rispetto al +0,7% precedentemente indicato.
Volgendo lo sguardo più in avanti un’ulteriore riduzione del deficit e un rafforzamento della crescita potrebbero spingere S&P a migliorare il giudizio la prossima primavera, ossia a un anno di distanza dalla precedente promozione.
Ad aprile S&P ha portato il rating sull’Italia da “BBB” a “BBB+”, con outlook stabile. Un’ulteriore promozione porterebbe il rating ad A, un evento non da poco che potrebbe riflettersi in una nuova ondata di acquisti sui Btp, già protagonisti di una sovraperformance rispetto agli altri titoli di Stato europei e un conseguente ulteriore restringimento dello spread Btp-Btp, che ieri viaggiava in area 80 punti base con rendimento del decennale italiano in area 3,5%.
Il sogno ‘A’
Sorpassata la Francia, anzi per meglio dire appaiata visto che Parigi e Roma da qualche giorno viaggiano a braccetto a livello di rendimenti, in prospettiva l’Italia potrebbe guardare alla Spagna, Paese da poco promosso proprio da S&P (da A ad A+) e che viaggia a rendimenti di 22 punti base più bassi.
Per quanto riguarda le revisioni del rating, Moody’s dovrebbe rivedere il rating sovrano dell’Italia a fine novembre dopo che a maggio l’agenzia di rating ha modificato il suo outlook da neutrale a positivo, il che apre la strada a un miglioramento del rating.