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Enel, Intesa Sanpaolo e Stellantis: i tre titoli guida di Piazza Affari al test conti. Calendario trimestrali Ftse Mib dal 3 al 7 maggio

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Al via il mese di maggio con la stagione delle trimestrali ancora in primo piano. L’ultima tornata record di trimestrali, in particolare dei colossi di Wall Street, non ha scaldato eccessivamente gli investitori anche se gli indici a stelle e strisce si mantengono a ridosso dei top storici. “Nonostante una reporting season da record, e toni decisamente accomodanti da Bce e Fed, i mercati azionari sono reduci da una settimana in cui si sono mossi con scarsa direzionalità, sia pur scambiando in prossimità di massimi storici recentemente aggiornati. Nel quadro generale stiamo osservando un riallineamento delle performance relative del comparto dei titoli tecnologici, e Growth in generale, rispetto a quello dei titoli ciclici. In aggiunta, prosegue il forte repricing delle materie prime, con il rame che scambia sui massimi a dieci anni, comprese quelle agricole, che vengono da anni di debolezza generalizzata”, commenta oggi Edoardo Fusco Femiano, market analyst di eToro. Nei prossimi giorni circa 1.450 aziende riporteranno i risultati del primo trimestre tra cui le regine dei vaccini, Pfizer e Moderna. Conti anche per GM.

A Piazza Affari test conti per le big

Chi invece ha sofferto nelle ultime settimane è stata Piazza Affari, protagonista di un aprile incolore (-2% il saldo del Ftse Mib, peggior indice UE ad aprile).
Nei prossimi giorni Piazza Affari vedrà susseguirsi le trimestrali di alcune delle sue big con il 5 maggio che segna con Intesa Sanpaolo l’incipit della sequenza di trimestrali bancarie (il 6 maggio toccherà a Unicredit, MPS e Banco BPM).
Tempo di conti non solo per le banche. A togliere i veli dai conti del primo trimestre 2021 sarà anche il peso massimo di Piazza Affari, Enel, che da sola rappresenta oltre il 15% della market cap dell’intero Ftse Mib. I numeri del colosso energetico arriveranno il 6 maggio. Barclays stima per Enel un Ebitda di 4,192 milioni, in calo del 12% su base annua soprattutto a causa di una contrazione del 33% nella divisione di
generazione e gestione dell’energia e da una debolezza (-6%) nel settore delle energie rinnovabili. L’Eps (earning per share) è visto pari a 0,53 euro.
Tempo di conti anche per Stellantis (5 maggio). Insieme Enel, Intesa e Stellantis rappresentano quasi un terzo (32,15%) dell’intera capitalizzazione del Ftse Mib. Test conti anche per altri titoli che figurano nella top ten per capitalizzazione a Piazza Affari: Ferrari (4 maggio), CNH (5 maggio) e Unicredit (6 maggio) . 

Settimana densa con anche BoE e payrolls Usa

Nei prossimi giorni si susseguiranno anche riunioni di politica monetaria della Reserve Bank of Australia e della Bank of England.
Oggi l’attenzione degli investitori americani sarà catalizzata dal PMI dell’ISM (lunedì). Tra mercoledì e venerdì a essere sotto i riflettori sarà il mercato del lavoro statunitense. Gli investitori attendono di conoscere i dati sull’occupazione ADP (mercoledì), i dati settimanali sul mercato del lavoro (giovedì), i dati sull’occupazione al di fuori del settore agricolo e il tasso di disoccupazione di aprile negli Stati Uniti (venerdì). “Nel complesso, tutti questi dati dovrebbero confermare la posizione speciale in cui si trovano attualmente gli Stati Uniti”, rimarca Stefan Scheurer, director global capital markets & thematic research, nel consueto outlook settimanale sui mercati di Allianz Global Investors. Nell’Area Euro, a livello di singoli Paesi, in Germania giovedì saranno pubblicati i dati sugli ordinativi nel settore industriale, mentre venerdì sarà la volta di quelli su produzione industriale e scambi commerciali. Nel Regno Unito cresce l’attesa per la decisione della Bank of England sui tassi, alla luce delle recenti dichiarazioni di diverse altre importanti banche centrali.
Sullo sfondo la stagione di pubblicazione degli utili per il primo trimestre che raggiungerà l’apice. “Gli utili aziendali saranno probabilmente superiori alle attese e offriranno un importante sostegno ai mercati azionari, dove, in alcuni casi, le valutazioni appaiono già onerose – spiega Stefan Scheurer -. Alcuni dubbi appaiono piuttosto ragionevoli. Gli indicatori tecnici di mercato a breve suggeriscono una situazione di ipercomprato sulle borse globali e un posizionamento “bullish” degli investitori”. Secondo l’esperto anche le oscillazioni stagionali (“sell in May”) indicano un probabile aumento della volatilità nel prossimo futuro. Tuttavia, nonostante da qualche tempo numerosi indicatori mandino segnali di allarme, il miglioramento dei fondamentali e l’abbondante liquidità (banche centrali) suggeriscono che possa trattarsi solo di una pausa momentanea nel trend rialzista di lungo termine in atto.