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Enel ed ENI in affanno, Piazza Affari perde smalto alla penultima del 2020

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Martedì interlocutorio per Piazza Affari dopo i rialzi convinti della vigilia sulla scia dell’accordo per la soft Brexit e quello oltreoceano per il nuovo piano di aiuti. Il Ftse Mib nella penultima seduta dell’anno ha fermato le lancette in chiusura a quota 22.259 punti, in flessione dello 0,13%, in linea con le performance degli altri indici UE.

Nuovi record per Wall Street

Wall Street si mantiene sulla parità dopo che in avvio gli indici a stelle e strisce hanno nuovamente aggiornato i massimi storici proprio sull’onda della firma da parte del presidente USA Donald Trump della legge che prevede aiuti anti-Covid per un valore di $2,3 mila miliardi. Ora il decreto legge dovrebbe passare al Senato, controllato dai repubblicani. Gli ulteriori stimoli fiscali dovrebbero accelerare la ripresa economica di pari passo con gli effetti della campagna vaccinale.

Male Enel e Stm

Sul parterre di Piazza Affari ha sofferto oggi Enel che ha chiuso a 8,276 euro (-0,83%). Tra le big giornata negativa anche per ENI (-0,40%), mentre Ferrari è salita di oltre l’1% a 189 euro.
Male Stm (-0,89%) dopo i rialzi della vigilia. Le indicazioni sullo sviluppo del 5G in Cina non hanno scaldato il titolo. Il ministro cinese dell’Industria e Information Technology Xiao Yaqing ha dichiarato che gli operatori come China Mobile e China Telecom costruiranno nel 2021 600.000 stazioni base per accelerare la copertura 5G nelle principali città del paese che implica un quasi raddoppio della base installata attualmente poco sopra le 700.000 stazioni base. Secondo gli analisti di Equita Sim, la costruzione di reti di telecomunicazione dovrebbe accelerare ulteriormente la domanda di semiconduttori di potenza, considerando che le antenne MIMO per il 5G richiedono un contenuto 4 volte superiore rispetto al 4G. Infineon è leader globale nel settore dei semiconduttori di potenza con una quota di mercato del 19% seguito da On Semi (8%) ed STM (6%).

In volata Atlantia

Giornata di acquisti per Atlantia. Il titolo ha chiuso a +2,54% in area 14,76 euro, in vetta al Ftse Mib. Ieri il cda di Atlantia ha esaminato l’offerta relativa all’intera partecipazione (88,06%) detenuta da Atlantia in Autostrade per l’Italia (Aspi), pervenuta lo scorso 23 dicembre da Cdp Equity, Blackstone e Macquarie. Nella nota si legge che “l’offerta, oltre ad essere ancora non vincolante e inferiore alle attese del cda, contiene, tra l’altro, una valutazione per il 100% dell’equity value di Aspi inferiore al range indicato dallo stesso consorzio Cdp nelle precedenti comunicazioni del 19 e del 27 ottobre ed è peraltro ancora soggetta ad ulteriori potenziali aggiustamenti ad esito del completamento della due diligence, che secondo le indicazioni del consorzio Cdp dovrebbe completarsi per la fine di gennaio 2021”. Il board ha, tuttavia, confermato al consorzio Cdp la propria disponibilità a valutare un’eventuale offerta vincolante per la partecipazione detenuta in Aspi, purché, come più volte ribadito in occasione delle precedenti offerte, rispondente all’interesse sociale. Secondo Equita, “L’accordo con Cdp eliminerebbe il rischio politico, risolverebbe il problema del debito nella holding ed assicurerebbe flessibilità finanziaria ad Atlantia per asset rotation o supportare Abertis, il cui leverage rimane elevato”. Equita ha rating Hold su Atlantia con target price a 15,6 euro.