Notizie Notizie Mondo Robotica e AI: lo scatto in avanti della Cina che preoccupa Washington

Robotica e AI: lo scatto in avanti della Cina che preoccupa Washington

25 Giugno 2026 12:13

La Cina sta accelerando la sua corsa verso la transizione robotica, accompagnata ai grandi progressi nell’intelligenza artificiale che la vedono contendersi in un testa a testa con gli Stati Uniti lo scettro per i migliori “large language model” globali. In gioco ci sono nientemeno che il futuro dell’umanità e il dominio in un nuovo paradigma industriale con conseguenze epocali sull’economia globale a tutti i livelli. Non sorprende quindi che le tensioni geopolitiche siano destinate ad aver un impatto su questi avanzamenti tecnologici.

Morgan Stanley: utilizzo commerciale dei robot più rapido del previsto in Cina

La banca d’affari americana Morgan Stanley ha osservato attentamente le dinamiche cinesi e ha concluso che nel paese asiatico il passaggio dall’impiego dimostrativo di robot umanoidi al loro utilizzo commerciale stia avvenendo più rapidamente del previsto.

Come riporta Cnbc, l’istituto newyorkese ha aumentato il suo forecast, prevedendo la consegna di 50.000 unità quest’anno, quasi il doppio delle 28.000 precedentemente stimate.

Secondo Morgan Stanley il mercato dei robot umanoidi in Cina raggiungerà i 2 miliardi di dollari quest’anno e i 15 miliardi entro il 2030. Per la fine del decennio le consegne annuali dovrebbero raggiungere le 446.000 unità, secondo le proiezioni.

L’integrazione tra robot e AI prioritaria per il governo cinese

Pechino ha ben chiaro che posizionarsi in prima fila in questa rivoluzione industriale sia cruciale per il futuro del paese. Il governo cinese ha così reso prioritario lo sviluppo della cosiddetta “embodied AI”, ossia l’intelligenza artificiale “incarnata” nei sistemi fisici. Per i prossimi cinque anni i governi delle province cinesi e le banche hanno ricevuto la direttiva di agevolare in ogni modo le aziende startup che opereranno in quella direzione.

“Le verifiche commerciali, il sostegno politico e i riscontri sulla catena di fornitura indicano un’adozione più rapida dei robot umanoidi in Cina”, ha dichiarato in una nota Sheng Zhong, analista finanziario di Morgan Stanley.

In Cina un numero crescente di produttori nazionali sta premendo sull’acceleratore della produzione per arrivare ad  impiegare i robot in contesti reali come fabbriche, minimarket e ristoranti. L’obbiettivo e la volontà di dominare il settore sono chiarissimi.

Opportunità per gli investitori stranieri

I robot umanoidi potrebbero anche diventare “la prossima frontiera” per gli investitori nel mercato tecnologico cinese, secondo quanto affermato da Joe Ngai, presidente di McKinsey Greater China.

“Quando si va per strada in Cina, si notano tutte queste startup ma anche aziende più mature e tutti questi robot che ballano, ma l’impiego industriale della robotica è spesso una storia a cui non viene dato molto risalto”, ha detto Ngai a Cnbc. “Se si entra in una qualsiasi fabbrica cinese in questo momento, si trova un livello di automazione e di robotica già implementato che non ha eguali in nessun’altra parte del mondo”, ha aggiunto.

Lo scorso anno sono stati consegnati globalmente circa 13.000 robot umanoidi, secondo la società di ricerca Omdia, e il mercato è stato dominato dalle aziende cinesi: le prime cinque posizioni in termini di pezzi consegnati sono tutte del paese asiatico. Le rivali americane Figure AI e Tesla occupano rispettivamente la settima e l’ottava posizione.

Elon Musk, ceo di Tesla, ha detto che Optimus, il robot umanoide della sua azienda non sarà venduto al pubblico prima della fine del 2027.

Il successo di Leaderdrive, Seer Intelligent e altre, i timori di Washington

Tra le aziende da tenere d’occhio menzionate da Morgan Stanley è Leaderdrive, quotata sulla borsa di Shanghai, a cui la banca ha quasi raddoppiato il prezzo target. L’azienda produce componenti robotiche di precisione per altri clienti cinesi come Ubtech e Galbot, produttrici di robot umanoidi.

Secondo Sheng Zhong, equity analyst di Morgan Stanley, Leaderdrive potrebbe arrivare a detenere un 40% di market share globale quest’anno e il 25% nel lungo periodo.

Le aziende di robotica cinese non guardano solo al mercato interno. Seer Intelligent, che si è quotata ad Hong Kong proprio ieri, ha iniziato ad espandersi fuori dalla Cina già dal 2021, generando ricavi da oltre 65 paesi per un contributo del 18% sul fatturato totale, secondo il coo dell’azienda Jonathan Fan.

Tutto questo ha messo sull’attenti Washington, che negli ultimi anni ha guardato con crescente allarme ai progressi della Cina nell’intelligenza artificiale e ai rischi di una sempre maggiore dipendenza dalla tecnologia cinese.

“L’incertezza geopolitica e le latenti tensioni commerciali rimangono gli ostacoli più significativi”, ha infatti dichiarato Fan.

La questione dal punto di vista statunitense è complicata.

“Se Washington considererà la sfida esclusivamente come una corsa a raggiungere nuovi standard tecnologici, potrebbe guidare l’innovazione ma restare indietro nel dare un indirizzo su dove e come l’AI viene utilizzata nel mondo”, ha detto Suzanne Nossel, in un editoriale pubblicato su Foreign Policy. “Una campagna di marketing in favore dell’ecosistema tecnologico dell’IA americano non farà decollare l’adozione abbastanza rapidamente da tenere il passo con la Cina”, ha sottolineato.