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Donne e risparmi: più della metà lascia i propri soldi sul conto corrente perché non sa come investirli

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Si avvicina il mese dell’educazione finanziaria e sono tanti gli italiani che virtualmente dovrebbero andare alla lavagna per recuperare il gap in termini di conoscenze legate al mondo del risparmio e degli investimenti. Solo i portoghesi in Europa sono più indietro in termini di conoscenze finanziarie.
Le donne italiane in particolare appaiono poco addentre ai temi di finanza. Da un’indagine di Global Thinking Foundation che, con il contributo di Powderly, ha sottoposto un questionario per indagare le competenze economiche di un campione di 1.000 donne, da Nord a Sud, emerge un quadro che conferma ancora una volta quanto ci sia da fare in Italia in termini di alfabetizzazione finanziaria al femminile. Perchè solo la conoscenza può aiutare a prendere delle decisioni consapevoli e corrette. Dopo un percorso formativo, infatti, si registra un miglioramento della consapevolezza rispetto ai debiti (+21%), nel controllo dell’impulsività (+10%) e della capacità di monitorare le proprie spese (12%). Lo ha evidenziato la stessa Global Thinking Foundation che da tre anni promuove l’uguaglianza di genere e l’empowerment di donne a ragazze attraverso il progetto D2 – Donne al Quadrato.

Oltre la metà, per la precisione il 56% di loro, lascia i propri risparmi sul conto corrente perchè non sa come investirli e il 19% li tiene addirittura in casa. Quasi il 50% delle donne italiane non sa quanto costa un conto corrente e il 14% non ne ha uno, nemmeno cointestato. Anche dal punto assicurativo e previdenziale la situazione non e` migliore: il 21% delle donne ignora cosa sia la previdenza complementare e quasi la metà (il 45%) non ha alcuna forma di tutela assicurativa contro gli imprevisti. E ancora, il 34% delle donne con un partner ha un’idea solo approssimativa di quanto guadagni.
“Siamo liete di raccogliere dati più che confortanti rispetto all’impatto e all’utilità del nostro incessante lavoro sul territorio – commenta Claudia Segre, presidente Global Thinking Foundation – Uno studio del World Economic Forum conferma che sono le donne a pagare il prezzo più salato per la pandemia che stiamo vivendo, e aggiunge però che la ripresa non potrà che puntare proprio su di loro, in termini sia occupazionali che di rilancio sociale. Ecco, noi siamo qui per supportare questo rilancio”.
Un’ulteriore occasione di alfabetizzazione finanziaria per le donne, ma non solo, sarà offerta a ottobre, quando tornerà il Mese dell’educazione finanziaria 2020, giunto alla terza edizione. Si tratta di una carrellata di incontri, seminari formativi, conferenze ed eventi organizzati in tutto il territorio nazionale a cui tutti potranno partecipare in maniera gratuita per poter migliorare e accrescere la propria conoscenza sui temi previdenziali, assicurativi e di gestione e programmazione del risparmio e degli investimenti.