Gli italiani risparmiano di più, ma non si sentono più ricchi
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Il clima economico in Italia mostra segnali di progressivo recupero, almeno sul fronte delle aspettative. È quanto emerge dall’ultima rilevazione dell’Osservatorio Anima, che evidenzia una lieve ripresa della capacità di risparmio delle famiglie e una crescente preferenza, tra chi investe, per i prodotti finanziari. Sul piano della previdenza complementare, la consapevolezza resta diffusa ma non si traduce ancora in comportamenti concreti, mentre torna a rafforzarsi l’attenzione verso la sostenibilità nelle scelte di investimento.
Nel dettaglio, le aspettative a un anno risultano in miglioramento: il 17% dei clienti bancari e il 23% degli investitori ritiene che la situazione economica del Paese evolverà positivamente nei prossimi dodici mesi, in aumento rispetto alla rilevazione di ottobre 2025. Più articolato il quadro sul piano personale, dove emerge una crescente polarizzazione tra chi prevede un miglioramento della propria condizione (27% dei clienti bancari e 33% degli investitori) e chi, al contrario, si attende un peggioramento (29% e 25%).
Risparmio in recupero, ma resta l’approccio prudente delle famiglie
Si rafforza, seppur gradualmente, la capacità di risparmio delle famiglie italiane, con un numero crescente di persone che riesce a mettere da parte una quota del reddito con maggiore continuità. Sono i risultati del report semestrale dell’Osservatorio Anima, che ha condotto un’indagine online tra il 23 gennaio e il 3 febbraio 2026, su un campione di 1.022 adulti “bancarizzati”, ovvero titolari di un conto corrente o libretto bancario/postale e con accesso a Internet. Il campione rappresenta una popolazione di circa 35 milioni di persone, di cui il 50% è anche investitore.
Secondo l’indagine, questo miglioramento non si traduce però in un cambio di passo sul fronte delle scelte: la pianificazione del futuro resta diffusa, ma viene affrontata con cautela. Gli obiettivi personali e familiari continuano a essere presenti, sostenuti soprattutto da strategie difensive come il contenimento delle spese non essenziali, indicato dal 54% degli intervistati, il ricorso al risparmio o agli investimenti (50%) e un utilizzo più disciplinato delle risorse per mantenerle coerenti con i propri traguardi (27%).
Investimenti, prodotti finanziari in testa ma pesa il contesto globale
I prodotti finanziari consolidano il loro ruolo di principale destinazione del risparmio, raggiungendo nuovi livelli di preferenza: vengono indicati dal 56% dei clienti bancari e dal 75% degli investitori. In parallelo, l’interesse per il mercato immobiliare resta elevato ma in flessione, pur mantenendosi come seconda opzione. A incidere sulle scelte è soprattutto il quadro internazionale, che continua a influenzare il sentiment degli investitori. Una rilevazione condotta a marzo, dopo l’escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, segnala infatti un netto calo della propensione a investire. Dinamiche simili si erano già osservate in passato, durante le fasi più critiche della pandemia nel 2020 e all’indomani dell’invasione dell’Ucraina nel 2022, per poi riassorbirsi nei mesi successivi.
Cresce anche l’attenzione verso la previdenza, ma resta comunque il divario tra intenzioni e scelte. Con una larga maggioranza che riconosce la necessità di costruire per tempo il proprio futuro pensionistico, la previdenza complementare è ormai entrata stabilmente tra le priorità percepite dagli italiani. Tuttavia, se molti dichiarano di aver riflettuto sul tema, solo una quota ancora limitata ha effettivamente attivato strumenti di previdenza integrativa. L’orientamento generale resta quello di iniziare il prima possibile, ma nelle scelte prevale un approccio cauto. Le soluzioni preferite sono infatti quelle garantite o a basso rischio, a conferma di una pianificazione previdenziale ancora improntata alla conservazione del capitale più che alla ricerca di rendimento.
Sostenibilità più bilanciata
La sostenibilità continua a guadagnare spazio nelle scelte degli italiani, non solo nei consumi ma anche nell’ambito degli investimenti. Una larga maggioranza della popolazione attribuisce valore a comportamenti attenti all’impatto ambientale e sociale, segno di una sensibilità ormai diffusa su questi temi. Nel confronto tra rendimento e criteri ESG si consolida un orientamento più equilibrato: tra i clienti bancari prevalgono posizioni intermedie, mentre tra gli investitori si osserva una rinnovata attenzione ai fattori di sostenibilità, sempre più integrati nei processi decisionali.