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Domani chiude l’Opa su Parmalat, Lactalis al 38% aspetta le adesioni dei fondi

QUOTAZIONI Parmalat
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L’Opa di Lactalis su Parmalat è in dirittura d’arrivo e le prossime ore saranno decisive per il raggiungimento, da parte del colosso caseario francese, della fatidica quota del 55%. Al momento l’offerta ha incassato il 13,62% delle adesioni. L’ultima a comunicare il proprio sì all’Opa è stata Intesa Sanpaolo, che nei giorni scorsi ha conferito il 2,438% delle azioni – il suo intero pacchetto – pari a oltre 40,7 milioni di titoli, per un controvalore di poco più di 110 milioni di euro. Probabile anche l’adesione di Azione Parmalat, l’associazione che raggruppa gli azionisti di minoranza guidata da Marco Pedretti, che nelle ultime ore avrebbe deciso di consegnare al gruppo della famiglia Besnier la propria quota, prevedendone la svalutazione dopo la chiusura dell’offerta e ritenendo probabile anche un calo del warrant dopo lo stacco del dividendo del prossimo 18 luglio.


Nella seduta di ieri le azioni di Parmalat hanno chiuso la seduta 8 centesimi sotto il prezzo del’offerta (a 2,52 euro) e in questo momento scambiano sotto i 2,50 euro perché non più sostenute dalla possibilità di speculazione; le quote acquistate tra ieri e venerdi, infatti, non potranno aderire all’offerta dei francesi, e questo di certo raffredda gli acquisti sul titolo. Uno degli ultimi investitori ad approfittarne è  stato Ubs, che ha comunicato ieri di aver acquistato negli scorsi giorni un pacchetto del 2,7% in Parmalat (di cui l’1,080% senza diritto di voto), e che, se vorrà realizzare dei margini, probabilmente aderirà all’offerta nei prossimi giorni.

Dall’inizio dell’operazione, sono stati consegnati a Lactalis 168,19 milioni di azioni, pari al 9,678% del capitale, portando i nuovi azionisti di controllo del gruppo di Collecchio a possedere il 38,65% delle azioni. Il 55% è ancora lontano, ma secondo il Sole 24 Ore è possibile che nelle ultime ore di contrattazione si aggiunga l’apporto dei fondi di investimento che al momento sono proprietari di circa il 30% delle quote Parmalat. Secondo il quotidiano finanziario, discriminante per l’adesione o meno di questi fondi, è il loro orizzonte temporale di investimento. Sarà difficile, infatti, che i fondi pensione, che ragionano in ottica di lungo periodo, scelgano di mantenere molto a lungo in portafoglio un titolo che presumibilmente perderà valore appena l’Opa sarà chiusa.


In vista di questo scenario, il Sole 24 Ore suggerisce ai broker più maliziosi di sfruttare la discesa, già cominciata, del titolo Parmalat, aderendo all’Opa e ricomprando quando i prezzi saranno ancora più bassi.