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Dollaro osservato speciale, preview su cosa farà la nuova Fed

Occhio al rapporto euro-dollaro, scambiato attorno a $1,1351, in lieve ripresa nella sessione odierna dopo il rialzo dello 0,86% riportato la scorsa settimana che, su base settimanale, è stato il …

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Oltre alla sterlina, anche il dollaro sarà grande protagonista di questa settimana di contrattazioni. Insieme ai tassi sui Treasuries, il biglietto verde sta pagando infatti le aspettative dei mercati, secondo cui la Federal Reserve di Jerome Powell si dimostrerà ancora dovish.

I mercati azionari salgono a livello globale proprio per questo motivo: si ritiene che, praticamente, la banca centrale rimarrà ferma anche stavolta.

Il Fomc, il suo braccio di politica monetaria, si riunirà domani, per annunciare la decisione sui tassi dopodomani, mercoledì 20 marzo.

Michael Hewson, responsabile analista dei mercati presso CMC Markets UK sottolinea che, in generale, quella appena iniziata sarà una “grande settimana per le banche centrali dato che la Federal Reserve, la Banca d’Inghilterra e la Banca Nazionale Svizzera celebreranno i rispettivi meeting”.

E conferma che “uno dei motivi principali per cui i mercati azionari hanno rimbalzato così come hanno fatto dall’inizio dell’anno è in gran parte dovuto a un cambio di rotta da parte della Federal Reserve  all’inizio di gennaio quando, dopo le pesanti cadute dei mercati azionari durante il quarto trimestre, ha deciso di prendere tempo sulla prospettiva di un ulteriore rialzo nel 2019, in quanto gli investitori hanno iniziato ad innervosirsi alla prospettiva di un possibile errore politico”.

In tale contesto, spiega il responsabile analista dei mercati per CMC Markets UK, “il dollaro ha continuato a scendere in vista della riunione della Fed di questa settimana, poiché secondo le aspettative ci sarà un downgrade alle proiezioni della Federal Reserve per gli aumenti dei tassi nei prossimi due anni”.

Viene fatto notare anche che, negli ultimi tre mesi, i rendimenti dei titoli a 10 anni negli Stati Uniti sono scivolati bruscamente da livelli superiori al 3% a meno del 2,6%, il che a sua volta ha contribuito a generare un forte rally nei mercati azionari”.

Dal canto suo Kit Juckes, responsabile della divisione di reddito fisso globale presso Société Générale, ritiene che “i movimenti positivi che stanno caratterizzano la sessione odierna (riferimento al trend dell’azionario) ” riflettano soprattutto l’ottimismo sul fatto che la Fed abbia dalla sua parte i mercati e gli investitori”.

L’attenzione dei mercati, tuttavia, non sarà solo sui tassi. Powell fornirà infatti anche altre informazioni sulle prossime mosse che saranno adottate per ridurre quel bilancio monstre della banca centrale Usa, che vale ora ben $4,5 trilioni.

Occhio al rapporto euro-dollaro, scambiato attorno a $1,1351, in lieve ripresa nella sessione odierna dopo il rialzo dello 0,86% riportato la scorsa settimana che, su base settimanale, è stato il più forte dalla fine di settembre.

Dollaro-yen attorno a JPY 111,50, in calo rispetto al record in nove giorni a JPY 111,90. Il dollaro sale invece nei confronti della sterlina, oscillando attorno a $1,3270, dopo i massimi in nove mesi testati la settimana scorsa a $1,3380, quando gli investitori hanno guardato con favore alla decisione di Westminster di bocciare l’opzione di una no-deal Brexit.

Non solo dollaro, occhio alla sterlina

Riguardo alla sterlina, la valuta britannica sconta il pessimismo di alcuni parlamentari del Regno Unito, che temono che la premier Theresa May possa incassare una nuova sconfitta, questa settimana, a Westminster, quando si presenterà per la terza volta con la proposta sulla Brexit che ha concordato con l’Unione europea lo scorso novembre.

Non si sa ancora con precisione, al momento, se Westminster si esprimerà nella giornata di domani, martedì 19 marzo.

Nella giornata di ieri, sono stati due i parlamentari che hanno avvertito che il voto potrebbe essere posticipato fino a quando il governo di Theresa May non avrà la certezza di ottenere un’approvazione dal Parlamento.

Così alla Cnbc ha commentato la situazione Brexit Ulrich Leuchtmann, analista di Commerzbank: Un voto stabilito per la giornata di domani “indicherebbe che May considera possibile il raggiungimento di un accordo. C’è da dire che le view di May si sono confermate spesso sbagliate, in passato, e dunque un eventuale annuncio (del voto di domani) non sarebbe necessariamente un fattore molto bullish per la sterlina. Tuttavia, la notizia dovrebbe essere per la valuta moderatamente positiva”.

Sempre Hewson spiega:

“Sembrerebbe che, sulla scia degli eventi della scorsa settimana a Westminster, gli investitori stiano iniziando a reinvestire il denaro in titoli azionari del Regno Unito, nella speranza che si realizzi una sorta di soft Brexit nelle prossime settimane, anche se questo non è certo, data la pantomima politica della scorsa settimana a Westminster, dove l’accordo di ritiro di Theresa May è finito per la seconda volta nel tritacarne. La pantomima a Westminster sembra destinata a continuare questa settimana, mentre aumentano le aspettative che il Primo Ministro proverà per la terza volta a far passare il suo accordo, in vista del Consiglio UE alla fine della settimana, quando è previsto che May chiederà un’estensione all’articolo 50, con l’unico punto interrogativo relativo alla durata di un’estensione”.

L’ “aspettativa di un terzo voto – continua Hewson – sembra essere stata leggermente mitigata dai commenti del fine settimana del cancelliere dello scacchiere Philip Hammond, il quale ha suggerito che qualsiasi terzo tentativo di spingere l’accordo attraverso la Camera dei Comuni potrebbe essere ritardato se vi fosse la sensazione che (May) potrebbe non ottenere il supporto necessario dai parlamentari”. Un tale esito “sembra ancora probabile, dato che la scorsa settimana il gap si è attestato a 149 voti e diversi parlamentari conservatori rimangono implacabilmente contrari (alla proposta), il che significa che, a meno che il primo ministro non abbia ingaggiato i democratici unionisti qualsiasi tentativo di approvare l’accordo sembra destinato a fallimento”.