1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Indici e quotazioni ›› 

BTP poco mossi dopo sell off peggiore in tre mesi. Avversione al rischio premia Bund, Treasuries e oro

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

La parola chiave, per interpretare questo inizio d’anno per i mercati, è avversione al rischio. Certo, è troppo presto essere ribassisti, visto che in queste prime sedute del 2019 i movimenti si sono fatti più violenti a causa dei volumi di scambio risicati. Bisognerà tornare ai valori medi di liquidità per avere un quadro più chiaro della situazione.

Oggi le cose vanno già meglio rispetto a ieri, guardando almeno al trend dell’indice Ftse Mib, che avanza di oltre +2% a metà seduta. Recupero anche per il mercato dei BTP, reduce dalla sessione peggiore degli ultimi tre mesi, complice, per l’appunto, l’avversione al rischio. Avversione al rischio che ha portato gli investitori, durante la sessione della vigilia, a privilegiare gli asset considerati più sicuri, tra cui i Bund tedeschi.

Di fatto, a fronte del forte sell off, ieri i tassi sui BTP decennali hanno riportato il rialzo più poderoso degli ultimi tre mesi, balzando fino a +19 punti base, al 2,88%. Lo spread BTP-Bund è schizzato fino a +20 punti base, a quota 272. Boom anche per i tassi dei BTP a 2 a 5 anni, in crescita secondo Reuters tra gli 11 e i 15 punti base.

Oggi non si assiste a nessun sell off, ma neanche a una ripresa sui BTP che possa rassicurare chi scommette sul debito italiano.

Lo spread oscilla attorno alla soglia di 270 punti base mentre i tassi decennali, che pure sono scesi durante la mattinata fino al 2,81%, tornano sui massimi di ieri, al 2,88% circa.

I tassi sui Bund decennali volano invece oggi di oltre +16% , ma rimangono comunque a livelli molto bassi, attorno allo 0,1850%, dopo essere capitolati alla vigilia al valore più basso, per l’appunto, in oltre due anni, fino allo 0,146%.

Il crollo dei tassi non ha colpito soltanto i Bund tedeschi (che comunque oggi recuperano decisamente terreno, altro motivo per non giungere a conclusioni affrettate).

A capitolare ieri anche i tassi a 10 anni dei Treasuries Usa (che, come i Bund, vengono considerati tra gli asset rifugio e vengono di conseguenza preferiti nei momenti di avversione al rischio), scesi di oltre -10 punti base, al 2,557%, al minimo dal 16 gennaio del 2018. Il crollo è stato il più forte dallo scorso maggio 2018, così come anche nel caso dei tassi a due anni, precipitati di 11,1 punti base al 2,391%, al valore più basso dallo scorso 29 maggio.

I tassi Usa a 30 anni sono arretrati inoltre di 7,9 punti base al 2,903%, minimo dal 25 gennaio del 2018. Tonfo anche per i tassi decennali giapponesi, crollati ancora di più in territorio negativo.

Sempre l’avversione al rischio ha premiato il bene rifugio per eccellenza, l’oro, con i futures  che sono balzati di oltre 5 dollari, superando la soglia di $1.300 per la prima volta dall’inizio di giugno.