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Brexit: sterlina, cosa succede in caso di no-deal

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La Brexit è uno dei temi chiave della settimana. La scadenza del 30 marzo si avvicina, mentre mercoledì 20 ci sarà il terzo voto del Parlamento britannico sul tema: “Questa settimana è molto importante – ci spiega Stefano Gianti di Swissquote – dato che Theresa May sta cercando di prendere più consenso. La May ha già preso diverse batoste, ma quello che fa ben sperare è che lo scarto si è ridotto. Se dovesse perdere per la terza volta di fila, tuttavia, si potrebbe andare verso un nuovo voto di sfiducia. Se, invece, dovesse clamorosamente vincere, la Brexit si farà, non come previsto, dato che si avrà solo un’estensione di tre mesi“.
EFFETTI SULLA STERLINA La divisa britannica è alquanto sotto pressione in questa fase: “Il no-deal è quello che spaventa tutti, anche se le probabilità ora sono inferiori. Se dovesse esserci, comunque, una hard Brexit, la sterlina si deprezzerebbe e potrebbe tornare in area 1,28 contro il dollaro. Potrebbe vedersi anche un fenomeno finora mai visto, neanche il giorno dopo il referendum, ovvero un deprezzamento dell’obbligazionario del Regno Unito“.


EURO-DOLLARO Un focus anche sul cambio tra l’euro e la valuta americana: “Siamo in una fase di congestione ampia, anche se restiamo in area 1,1350. Il biglietto verde si è rafforzato parecchio, però attenzione perché il massimo di 97,50 è importante. Tra pochi giorni (mercoledì 20, ndr) ci sarà il discorso di Jerome Powell. Sappiamo che la Fed sarà più accomodante rispetto a quanto previsto, ma sarà importante monitorare la modifica del dot plot, perché è ancora probabile ci possa essere un aumento dei tassi nel corso del 2019. Qualora fosse così potremmo rivedere il dollaro sui livelli di 97,50″.