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Dividendo Intesa Sanpaolo fa gola a tanti, titolo gongola e vede i top dal 2018 con +35% Ytd

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Intesa Sanpaolo sugli scudi in attesa del corposo dividendo che verrà staccato lunedì 18 ottobre. Il titolo ha veleggiato oggi nelle posizioni di testa del Ftse Mib (close a +2,05% a 2,575 euro) sui nuovi massimi di chiusura dal giugno 2018. Da inizio anno il titolo segna quasi +35%.

Intesa Sanpaolo lunedì staccherà una corposa cedola di 0,0996 euro per azione e pertanto oggi è l’ultimo giorno utile per prendere possesso di azioni Intesa e aver diritto a incassare il dividendo.

La distribuzione avrà luogo il 20 ottobre 2021. Rapportando il predetto importo unitario al prezzo dell’azione registrato mercoledì 13 ottobre, risulta un rendimento (dividend yield) pari al 4%; se si rapporta anche l’importo unitario di 3,57 centesimi di euro corrisposto a maggio, il dividend yield complessivo a valere sull’esercizio 2020 risulta pari a 5,4%.

All’orizzonte anche l’interim dividend del 22 novembre

Ieri l’assemblea di Intesa Sanpaolo ha dato il via libera alla distribuzione sotto forma di dividendi di di parte della Riserva straordinaria a valere sui risultati 2020 per un controvalore di oltre 1,9 miliardi di euro da riserve, corrispondente ad un importo unitario di 0,0996 euro per azione.

Tale distribuzione, aggiungendosi ai 694 milioni di dividendi cash, deliberati ad aprile e corrisposti a maggio 2021, porta al pagamento di un ammontare complessivo per il 2020 corrispondente a un payout ratio pari al 75% dei 3.505 milioni di euro di utile netto consolidato rettificato, in linea con il Piano di Impresa 2018-2021.

Inoltre, la maggiore banca italiana ha in programma una ulteriore distribuzione di 1,4 miliardi da pagare, sotto forma di interim dividend, il 24 novembre 2021 (con stacco cedola il 22/11). Il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, a seguito dell’assemblea degli azionisti, ha rimarcato “la capacità di remunerare in maniera significativa gli azionisti, resa possibile dalla nostra elevata redditività, si abbina alla notevole solidità dei livelli patrimoniali, ampiamente superiori ai requisiti regolamentari”.

Conviene entrare prima dello stacco?

Oggi la corsa del titolo si spiega nella voglia di molti investitori di non farsi scappare il dividendo in arrivo settimana prossima. Ma conviene entrare in un titolo a ridosso dello stacco per ottenere la cedola generosa? Un rischio è quello di rimanere imbrigliati in fasi ribassiste di Piazza Affari. Una delle 24 regole di Gann è proprio “Non comprare mai per incassare un dividendo”. C’è inoltre da considerare il fattore fiscalità . I dividendi vengono calcolati dal mercato che già sconta lo storno post-stacco. Entrare solamente per il dividendo, tendenzialmente non avvantaggia l’investitore, specialmente se è un privato, che paga il 26% di tassazione sulla cedola incassata in quanto il dividendo è un reddito da capitale e non un reddito diverso. La decurtazione che ha il corso azionario del titolo è invece sul totale. In linea teorica quindi può esser meglio entrare ex-stacco cedola.

Molto dipende comunque da come si comporta l’azione dopo lo stacco e vedere se il mercato decurterà l’intera quota, qualcosa di meno o qualcosa di più.

Altra scelta strategica potrebbe essere addirittura quella di vendere l’azione prima dello stacco cedola. Una scelta da prendere in considerazione se il titolo è a un prezzo di carico superiore alla quotazione attuale. Vendendo l’azione si avrebbe l’effetto di evitare la tassazione sul dividendo e si accumula una minusvalenza inferiore. Di contro, se si è in guadagno la scelta di tenere il titolo o venderlo è irrilevante fiscalmente.