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Dividendo Draghi per BTP e Piazza Affari, analisti vedono rally duraturo nel tempo con preferenza per le azioni

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Il governo Draghi deve ancora venire alla luce ma i dividendi della discesa in campo dell’ex presidente Bce sono già corposi. Lo spread è sceso ai minimi da fine 2015 e agli acquisti sui Btp si sono associati anche quelli su Piazza Affari, in particolare le banche. E’ arrivata a sei la striscia di rialzi consecutivi del Ftse Mib (+7% la scorsa settimana) con una netta sovraperformance rispetto alle altre Borse. Ieri il ceo di Intesa, Carlo Messina, ha previsto che con l’avvento del governo Draghi il differenziale di rendimento tra dei titoli di Stato italiani a 10 anni e quelli tedeschi potrebbe scendere a 50-60 punti base (attualmente è a 95 pb), in linea con il divario di cui godono i titoli portoghesi. A detta di Messina, il nuovo governo sarà positivo per il settore bancario, nonché per l’Italia e l’Europa nel suo insieme.
Erik Fossing Nielsen, capo economista di Unicredit, sottolinea come dalla notizia di questo “cambiamento sismico per la scena politica italiana”, arrivata martedì 2 febbraio, i mercati hanno premiato i detentori di asset italiani con oltre 25 miliardi di euro di plusvalenze tra BTP e azioni bancarie. “Penso che ne seguiranno altre man mano che il governo verrà (probabilmente) formato e l’agenda politica delineata”, prevede Nielsen. Chiaramente si parla di plusvalenze teoriche legate agli apprezzamenti di questi asset nelle ultime sedute (Il calcolo di Nieleen non comprende gli ulteriori rialzi di ieri).

Molte stime vedono il PIL Italia tornare ai livello pre-Covid solamente nel 2023. “Una prospettiva non accettabile per il nuovo governo”, argomenta Nielsen che pertanto vede uno sforzo fiscale elevato anche quest’anno, nell’ordine del 6,5% del PIL (quello fatto nel 2020) o anche superiore avvicinandosi all’8% del PIL stanziato dalla Germania.

La scelta tra azioni Italia e Btp

Sviluppi notevoli per l’Italia con il nuovo governo che non dovrà tirare la cinghia, ma può definire un piano extra di investimenti. “E’ probabile che vedremo buone performance relative ed assolute dall’azionario italiano quest’anno”, argomenta Giuseppe Sersale, Strategist di Anthilia Capital Partners Sgr, che elenca 4 motivi per guardare con ottimismo a Piazza Affari:
1) Draghi al Governo, dotato di un supporto ampio e incondizionato, fa calare di parecchio il rischio politico percepito, offre garanzia di programmi efficaci e credibili e di un execution efficiente, e rinsalda il legame con Bruxelles (e con la Bce).
2) La sospensione del patto di stabilità, il pensionamento temporaneo della responsabilità fiscale e l’arrivo (a maggior ragione con Draghi) dei fondi del budget EU fa si che per la prima volta da decenni l’esecutivo disponga di parecchio denaro da spendere in investimenti. Se nel 2020 la spesa pubblica è andata a tappare il buco di crescita causato dal Covid, da quest’anno in poi si dovrebbe affiancare ad una ripresa di investimenti e consumi privati, accentuando il suo impatto sul ciclo.
3) La situazione macroeonomica, politica ed epidemiologica italiana ha probabilmente tenuto gli investitori esteri lontani da Piazza Affari. Se le aspettative di normalizzazione nate in seguito all’avvento del vaccini avranno forse prodotto un riequilibrio, la svolta politica e sopracitate ricadute economiche dovrebbero attirare interesse su un mercato che sinora è rimasto ai margini dell’universo investibile.
4) La borsa italiana ha una capitalizzazione ridotta (550 bln €) e valutazioni contenute rispetto ad altre borse. Molte Mid e Small Caps sono poco seguite dagli analisti delle grandi case e semisconosciute agli investitori internazionali (anche se questo fenomeno è un po’ calato in seguito alla nascita dei PIR). Per questo hanno valutazioni eccessivamente basse. A fronte di questo quadro, un rinnovato interesse internazionale può avere un impatto più forte che altrove.
“Per questo motivo, nonostante la buona performance recente, mi aspetto altre soddisfazioni da Piazza Affari, maggiori di quelle che può dare un BTP che sicuramente vedrà il premio al rischio ridursi ulteriormente, ma tratta già molto oltre i suoi meriti a causa del supporto del QE BCE, e potrebbe vedere il calo dello spread bilanciato da un aumento dei rendimenti del bund”, conclude Sersale.