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Diktat Bce a Banca Carige: aumento di capitale a tutti i costi e in tempi veloci

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Messaggio chiaro della Bce ai vertici di Banca Carige e alla famiglia Malacalza. La banca ligure non deve perdere tempo perchè la Bce insiste sulla necessità di procedere all’aumento di capitale da 400 milioni di euro, tassello essenziale del piano di rafforzamento patrimoniale concordato nei mesi scorsi.

Ieri a Francoforte si sono susseguiti gli incontri prima con il presidente di Banca Carige, Pietro Modiano, e l’amministratore delegato Fabio Innocenzi, poi con Davide e Mattia Malacalza, figli di Vittorio Malacalza che attraverso Malacalza Investimenti detiene il 27,5% del capitale della banca.

 

Proprio Malacalza è il tassello chiave per far passare l’ennesima ricapitalizzazione della banca dopo che nell’assemblea di sabato scorso l’astensione dell’azionista di riferimento ha comportato la mancata approvazione dell’aumento di capitale da 400 milioni di euro.

I rappresentanti della Bce, guidati da Ramon Quintana, direttore generale della divisione della Bce incaricata della vigilanza di Carige, hanno fatto presente che l’unica strada da perseguire è quella dell’aumento di capitale, accompagnato dalla ricerca di un partner per la banca. Tra i temi caldi sollevati nuovamente dalla vigilanza Bce c’è anche quello della governance.

Titolo risale dai minimi storici

La prospettiva di una nuova assemblea scalda oggi il titolo Carige che segna un +15% a 0,0015 euro dopo il crollo di ieri del 18,75% che ha fatto sprofondare il titolo ai nuovi minimi storici con un saldo 2018 arrivato addirittura a -83%.

 

Aumento a tutti i costi

Il diktat della Bce sembra segnare la via dei prossimi passaggi. Si va verso la convocazione di una nuova assemblea straordinaria per deliberare sull’aumento di capitale. Da verificare soprattutto se la data dell’assemblea sarà fissata prima o dopo la presentazione del nuovo piano industriale; timing che potrebbe fare la differenza visto che Malacalza ha fatto capire che dai dettagli del piano dipende il suo orientamento circa il sostegno o meno alla nuova ricapitalizzazione.

Il piano B per l’istituto ligure, in caso di mancato aumento, prevederebbe la conversione in azioni del bond da 400 milioni sottoscritto per 320 milioni di euro da parte del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi su richiesta della Vigilanza.