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Di Maio azzera effetto Tria su spread. Manovra: in bilico bonus Renzi, mentre Germania guarda a Mps

QUOTAZIONI Bca Mps

Le parole di Di Maio hanno un impatto immediato sullo spread BTP-Bund, che si è allargato subito sopra 250 punti base, dopo aver oscillato sotto la soglia per gran parte …

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Tria cerca di rassicurare i mercati, non altrettanto fa Luigi Di Maio: e così, a fine giornata, lo spread BTP-Bund torna ad alzare la testa. ‘Responsabile’ è l’intervista che il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico rilascia a Bloomberg. Intervista in cui, contrariamente a quella che il ministro dell’Economia ha rilasciato ore prima a Il Sole 24 Ore, torna alla ribalta il rischio che il governo M5S-Lega sfidi l’Unione europea, sul tema dei conti pubblici.

Nell’articolo di Bloomberg “Di Maio Vows Italy Will Use Tough Tactics in EU Budget Battle”, ovvero “Di Maio promette che l’Italia userà una tattica dura nella battaglia per la legge di bilancio contro l’Ue”, emerge un tono del governo decisamente più aggressivo, rispetto all’atteggiamento conciliante mostrato da Tria, nell’intervista al Sole, verso i dettami di Bruxelles.

L’Unione europea ci deve ascoltare – afferma il vicepremier Di Maio all’agenzia di stampa- Vogliamo discutere queste riforme (riferimento alla manovra) con l’Unione europea, al fine di ottenere margini che ci permettano di concretizzare quelle misure (del contratto di governo). Questo significa fare la stessa cosa che abbiamo fatto con l’immigrazione. Non ci dovrebbe essere uno scontro con l’Ue, ma una discussione franca”.

Un approccio potenziale, riferisce Di Maio, potrebbe essere quello di escludere alcune spese dal calcolo del deficit:

“E’ possibile introdurre sia questa misura che la flat tax e rispettare i limiti sul deficit imposti dall’Ue, perchè si tratta di una riforma strutturale per l’Italia”.

E il tono qui si fa più perentorio: “L’Unione europea ci deve ascoltare in questa fase in cui vogliamo proteggere i cittadini che fanno fronte a una emergenza sociale”.

Le parole di Di Maio hanno un impatto immediato sullo spread BTP-Bund, che si allarga subito sopra 250 punti base, dopo aver oscillato per gran parte della sessione della vigilia al di sotto della soglia e aver aperto a quota 241 . I tassi sui BTP decennali salgono di 4 punti base al 2,91%. Le contrattazioni di oggi confermano il trend rialzista, con il differenziale che sale anche di oltre +2% , oltre quota 250.

Intanto, sulla stessa linea di quanto accennato da Tria, emerge che il bonus Renzi di 80 euro è sempre più in pericolo. Il Sole 24 Ore parla oggi del vertice sulla manovra che si è svolto ieri, dopo quello di venerdì scorso, a Palazzo Chigi. Vertice che ha affrontato anche la riforma delle pensioni, con l’ipotesi di quota 100 e da cui sarebbe confermato che il bonus Renzi, che vale 10 miliardi, è in bilico.

D’altronde l’idea è quella di dare una sforbiciata ad alcuni sconti fiscali e alla spesa, al fine di finanziare la manovra 2019.

Il Sole scrive che “l’ultimo rapporto della commissione Mef sul tema ha elencato 466 spese fiscali, che riducono le entrate di 54,2 miliardi nel 2018 e di 54,9 miliardi nel 2019″.

“Naturalmente – scrive Il Sole – non tutti gli sconti fiscali sono nel mirino. Fuori dai radar delle ipotesi di riordino restano quelli sulle spese sanitarie e di sostegno a fasce deboli o disabili, mentre l’attenzione si concentra sugli sconti che premiano i consumi.

Sulla sorte del bonus Renzi, viene messo in evidenza come il bonus sia stato “criticato in sede tecnica anche per le molte complicazioni operative che produce: con le oscillazioni dei redditi, anche per i rinnovi contrattuali, la platea degli aventi diritto ogni anno perde circa un milione di persone e ne acquista altrettante”.

Se Il Sole si limita a scrivere che la misura di Renzi è in bilico, Il Corriere della Sera ne sancisce quasi l’addio:

“Lega e Movimento 5 Stelle hanno deciso di «rottamare» il bonus Renzi degli 80 euro. Introdotto nel 2016 dall’allora presidente del Consiglio, che ne fece una battaglia quasi personale con Angelino Alfano e Pier Carlo Padoan, il «premio» da 80 euro lordi mensili per i lavoratori dipendenti sotto i 26 mila euro di reddito costa la bellezza di 9 miliardi euro l’anno e finisce nelle tasche di 11 milioni di contribuenti. Nel vertice di ieri sera a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte ed i ministri economici sembra sia stata pronunciata la sentenza definitiva. Sarà azzerato, ed utilizzato per finanziare il primo modulo della flat tax per le persone fisiche, che debutterà con la Legge di Bilancio del 2019, insieme all’estensione della tassa forfettaria del 15% per le imprese.

Ancora il Corriere scrive che “con la flat tax, l’avvio del reddito di cittadinanza e probabilmente un primo allentamento della legge Fornero sulle pensioni, la manovra del 2019 costerebbe sulla carta circa 25 miliardi di euro, di cui metà per sterilizzare gli aumenti dell’Iva. Sul fronte delle coperture, per ora, ci sono il bonus Renzi, un paio di miliardi di altre detrazioni per le imprese che potrebbero sparire, e il gettito della «pace fiscale»”.

Così Tria si era espresso sul bonus Renzi nell’intervista a Il Sole, sul tema coperture. Queste, aveva detto, arriveranno con un “riordino profondo delle tax expenditures, che finora non si è fatto perchè è realizzabile solo se accompagnato da una riduzione delle aliquote generali. In questo senso bisogna applicare una versione adattata all’ottimo paretiano, in cui nessuno perde e qualcuno guadagna in un’ottica pluriennale”.

Rispondendo se in discussione ci fosse anche il bonus Renzi da 80 euro, Tria aveva risposto: “Non c’è dubbio, anche per ragioni di riordino tecnico. Per com’è stato costruito, il bonus da 80 euro crea complicazioni infinite, a partire da molti contribuenti che l’anno dopo scoprono di aver perso o acquisito il diritto per cambi anche modesti di reddito”.

Intanto le parole di Tria hanno colpito la stampa tedesca sul dossier Mps. Tria sulla questione ha preferito non commentare e nell’intervista al Sole 24 Ore si è limitato a dire che “il ritorno al mercato è un obiettivo concordato con la Commissione europea e non è in discussione”.

Aggiungendo:

“Per il resto non commento questioni che riguardano società quotate, perchè non è corretto per un esponente di governo”.

Immediata è stata tuttavia la reazione della stampa tedesca, in particolare del Frankfurter Allgemeine che, stando a quanto riporta sempre il Sole 24 Ore, ha definito “esplosiva” la conferma della riprivatizzazione della banca senese.

Intanto, sul bonus 80 euro di Renzi, pronta è la smentita di alcune fonti di Palazzo Chigi, che bollano le indiscrezioni riportate da La Repubblica e Il Corriere alla stregua di fake news.

Arriva anche la dichiarazione del ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Il governo non pensa di togliere gli 80 euro e non vuole aumentare l’Iva”. “Lavoriamo per attuare il programma. Spiace dover rincorrere alcune indiscrezioni dei giornali, palesemente false e che servono solo per riempire le pagine dei quotidiani in agosto“.