Notizie Notizie Mondo Dazi, il GOP scarica Trump: alla Camera passa una legge per revocare tariffe al Canada

Dazi, il GOP scarica Trump: alla Camera passa una legge per revocare tariffe al Canada

12 Febbraio 2026 13:13

La politica di protezionismo commerciale voluta da Donald Trump ha subito ieri il maggior contraccolpo da quando è stata avviata lo scorso anno: la Camera dei Rappresentanti, controllata dai repubblicani, ha infatti votato a favore di una proposta di legge per abolire i dazi sull’import dal Canada. Per il presidente americano è un pessimo segnale in un anno che culminerà in novembre con le elezioni di metà mandato.

I dati macroeconomici sono positivi ma l’economia Usa fa ancora i conti con un costo della vita altissimo

Nonostante una serie di indicatori macroeconomici positivi su occupazione e crescita del Pil, per i consumatori americani il problema dell'”affordability” è concreto. Dopo l’esplosione inflattiva negli anni post-pandemia, soprattutto il 2021 e 2022, il costo della vita è rimasto altissimo e i dazi di Trump per ora contribuiscono ad aumentare la pressione. È chiaro che il tema “costo della vita” sarà uno dei cavalli dei battaglia per i democratici da qui a novembre ma, viste le defezioni, appare evidente come anche molti parlamentari repubblicani sentano la pressione dell’elettorato nei loro distretti su questo tema.

“È giunto il momento di porre fine alla cosiddetta emergenza nazionale, perché l’unica emergenza qui è quella economica creata dai dazi di Trump”, ha dichiarato Gregory Meeks, un rappresentante democratico di New York molto attivo nella causa anti-dazi, come riporta Bloomberg: “gli americani stanno pagando di più per la sanità e per i beni di prima necessità nel mezzo di una crisi del costo della vita, tutto a causa di un’emergenza costruita ad arte e dell’ego di un solo uomo.”

Se la legge passerà al Senato, Trump potrà comunque mettere il veto. La partita è tutta politica

Da una parte il voto di ieri non avrà conseguenze legislative concrete: Trump quasi certamente metterà il veto se una legge che sconfessa una delle sue politiche economiche principali dovesse arrivare sulla sua scrivania. Politicamente però è un segnale preoccupante, visto che sei deputati repubblicani hanno votato insieme ai democratici in favore di questa proposta. Il rischio è una sfaldatura nei ranghi del partito quando mancano pochi mesi alle mid-terms. I repubblicani controllano di misura entrambe le camere del parlamento e basterebbero vittorie in pochi distretti chiave per far cambiare il vento a novembre.

Negli ultimi mesi i democratici hanno messo a segno vittorie a sorpresa in alcune importanti competizioni elettorali, tra cui quella per il sindaco di Miami, e per il ruolo di governatore di New Jersey e Virginia. Ancora più di recente i democratici hanno strappato ai repubblicani un seggio senatoriale al parlamento dello stato del Texas.

Trump ai repubblicani dissidenti: chi vota contro i dazi ne pagherà le conseguenze

Prima delle elezioni di novembre sono previste una serie di sfide alla Camera e al Senato, Trump ha detto chiaramente che il suo endorsement ai candidati del gop sarà condizionato dal loro comportamento a Washington. “Qualsiasi repubblicano, alla Camera o al Senato, che voti contro i dazi ne soffrirà seriamente le conseguenze quando arriverà il momento delle elezioni, e questo include le primarie!”, ha scritto Trump in un post sui social media. “I dazi ci hanno dato sicurezza economica e nazionale, e nessun repubblicano dovrebbe essere responsabile per distruggere quel privilegio”.

A rompere i ranghi del gop sono stati Thomas Massie del Kentucky, Don Bacon del Nebraska, Kevin Kiley della California, Dan Newhouse dello stato di Washington e Brian Fitzpatrick della Pennsylvania. La prospettiva di Newhouse, che proviene da uno stato confinante con il Canada, è che “le relazioni commerciali tra Canada e stato di Washington sono molto interconnesse, con un grande valore di esportazioni ed importazioni. Ci sono molti datori di lavoro canadesi nel mio distretto che danno lavoro a molte persone”.

Si tratta di uno smacco anche per il presidente della Camera dei Rappresentanti Mike Johnson, che si era impegnato a non far arrivare al voto proposte di legge dirette ad ostacolare la politica commerciale di Trump. Johnson ha sminuito la questione, ricordando che Trump potrà mettere il veto, nel caso la legge venisse approvata anche al Senato:”Non cambia granché la traiettoria di quello che sta facendo”, ha detto, “ci sono prove che la sua politica commerciale sta funzionando”.

Secondo Johnson la Camera avrebbe dovuto attendere per votare almeno fino all’arrivo della decisione della Corte Suprema in merito alla legalità dei dazi globali voluti dal presidente. La decisone potrebbe già arrivare il prossimo 20 febbraio.