Notizie Notizie Mondo Pil Usa rivisto al rialzo, inflazione Pce al 2,8%: numeri al vaglio della Fed

Pil Usa rivisto al rialzo, inflazione Pce al 2,8%: numeri al vaglio della Fed

22 Gennaio 2026 17:20

Gli ultimi dati macroeconomici statunitensi diffusi oggi pomeriggio descrivono un quadro che vede il Pil in crescita nel terzo trimestre 2025, con un’accelerazione dei consumi. Dal fronte prezzi, invece, non ci sono state grandi sorprese:  la lettura dell’inflazione Pce è stata in linea con le attese.

Reazione moderatamente positiva dei mercati ai numeri che finiranno sul tavolo della Federal Reserve (Fed) che si riunira’ la prossima settimana (28 gennaio). Nel primo meeting del 2026, le attese degli economisti sono di una Fed in standby sul fronte tassi, dopo i tagli di fine 2025.

Pil rivisto al rialzo

L’economia statunitense cresce oltre le attese nel terzo trimestre del 2025. Il PIL degli Stati Uniti ha registrato nella seconda lettura diffusa oggi un incremento del 4,4% su base trimestrale, dato rivisto al rialzo rispetto al +4,3% indicato sia dalla stima preliminare sia dal consensus degli analisti. Nel secondo trimestre la crescita si era attestata su un ritmo più contenuto, pari al 3,8%.

Prosegue l’accelerazione dei consumi, che hanno segnato un aumento del 3,5%, in netto miglioramento rispetto al +2,5% del trimestre precedente.

Inflazione Pce e spesa per consumi

A novembre 2025, il Pce (personal consumption expenditures price index, ossia indicatore d’inflazione preferito dalla Fed) nella versione core (esclusi alimentari ed energia,) è aumentato dello 0,2% su base mensile, in linea con le previsioni degli analisti. Su base annua, il core Pce si è attestato al 2,8%, in linea con le stime.

L’indice Pce che include i prezzi alimentari ed energetici è cresciuto anch’esso dello 0,2% congiunturale e del 2,8% tendenziale, come previsto in media dagli economisti.

La spesa personale reale, corretta per l’inflazione, è aumentata dello 0,3% per il secondo mese consecutivo, rispetto al +0,2% stimato.

I dati sulle richieste di sussidio alla disoccupazione

Aumentano lievemente, ma meno delle attese, le richieste di sussidio alla disoccupazione negli Stati Uniti. Nella settimana conclusa il 17 gennaio, le nuove domande (“initial claims”) si sono attestate a 200 mila unità, in crescita di 1.000 unità rispetto alle 199 mila della settimana precedente (dato rivisto da 198 mila), a fronte delle 209 mila unità previste dal consensus.

La media mobile delle ultime quattro settimane, secondo i dati del Dipartimento del Lavoro, è scesa a 201.500 unità, in calo di 3.750 rispetto alla media rivista della settimana precedente pari a 205.250. Si tratta del livello più basso dal 13 gennaio 2024, quando la media si attestava a 200 mila unità. Questo indicatore è considerato particolarmente significativo per valutare lo stato di salute del mercato del lavoro, in quanto attenua la volatilità delle rilevazioni settimanali.

“I consumatori continuano a trainare l’economia statunitense, con i dati odierni che indicano un altro forte aumento della spesa. Una resilienza che si manifesta nonostante il rallentamento del mercato del lavoro dello scorso anno e l’inflazione ancora elevata, entrambi fattori che hanno pesato sui redditi reali”, ha dichiarato James McCann, economista di Edward Jones, in un commento ripreso da CNBC. “I dati odierni dovrebbero rassicurare la Fed sul fatto che l’economia rimane solida, nonostante un mercato del lavoro che si sta raffreddando”.

I mercati si aspettano che la Federal Reserve mantenga i tassi fermi nella riunione di politica monetaria della prossima settimana, dopo tre tagli consecutivi dei tassi di interesse nel 2025.