Notizie Notizie Mondo SoftBank torna in utile con il traino dell’AI e aumenta l’esposizione a OpenAI

SoftBank torna in utile con il traino dell’AI e aumenta l’esposizione a OpenAI

12 Febbraio 2026 11:23

La svolta arriva dai numeri dell’ultimo trimestre: SoftBank Group torna in utile grazie a proventi che superano l’insieme di costi e svalutazioni. A fare la differenza è ancora una volta la partecipazione in OpenAI, fulcro della strategia delineata da Masayoshi Son, che rafforza l’immagine della conglomerata nipponica come principale via quotata per agganciare il successo del creatore di ChatGPT.

Negli ultimi anni la spinta dei mercati azionari globali è arrivata in larga parte dalla tecnologia statunitense, con i colossi ribattezzati Magnificent Seven diventati il perno della performance degli indici. Una leadership che, nella fase più recente, si è intrecciata sempre di più con le aspettative sull’accelerazione dell’intelligenza artificiale. In questo scenario OpenAI è diventata una delle partecipazioni chiave per SoftBank Group. Ed è proprio questa esposizione che, secondo BTIG, rende la holding giapponese “L’unico vero modo per investire direttamente in OpenAI nei mercati pubblici attuali”.

SoftBank rafforza la scommessa su OpenAI

La scommessa sull’intelligenza artificiale ha assunto un peso notevole nei conti e nella narrativa di SoftBank Group. Il conglomerato guidato da Masayoshi Son ha investito oltre 30 miliardi di dollari in OpenAI, arrivando a detenere intorno all’11% del capitale a dicembre, e sta discutendo la possibilità di aggiungere fino ad altri 30 miliardi in un’operazione che potrebbe valutare la startup tra 750 e 830 miliardi. A fine anno il guadagno sull’investimento era stimato in circa 19,8 miliardi di dollari, ha dichiarato la società questa mattina.

OpenAI figura ormai tra le partecipazioni più rilevanti del gruppo, insieme alla quota vicina al 90% nel produttore di semiconduttori Arm Holdings. Una configurazione che tende a far muovere le azioni SoftBank in funzione della traiettoria competitiva di ChatGPT rispetto ad alternative come Gemini e Claude. In una nota diffusa prima dei conti di questa mattina, BTIG ha stimato che la startup vale il 30% del valore patrimoniale netto della holding. “Il prossimo aumento di capitale di OpenAI potrebbe innescare una rivalutazione della quota detenuta da SoftBank” e fungere da catalizzatore, prosegue il report. BTIG ha inoltre indicato di attendersi di ricevere o di puntare a ottenere compensi da SoftBank per servizi di investment banking nei prossimi tre mesi.

Per finanziare parte di questi impegni, SoftBank ha comunicato giovedì di aver ridotto ulteriormente la propria partecipazione in T-Mobile US e di aver aumentato l’ammontare del margin loan garantito dalle azioni della controllata SoftBank Corp.. In precedenza il gruppo aveva già ceduto l’intera quota in Nvidia per 5,8 miliardi di dollari ed esteso un finanziamento analogo utilizzando le azioni di Arm.

SoftBank recupera redditività e spinge sulle infrastrutture AI

Nel trimestre chiuso a dicembre SoftBank Group ha riportato un utile netto di 248,59 miliardi di yen, pari a circa 1,6 miliardi di dollari, in netto miglioramento rispetto alla perdita di 369,17 miliardi registrata un anno prima, ma al di sotto delle aspettative del mercato che indicavano 857,01 miliardi. Sul fronte del fatturato, i ricavi si sono attestati a 1.980 miliardi di yen, in aumento dell’8,2% su base annua e poco al di sopra del consensus fissato a 1.960 miliardi.

Il mese scorso SoftBank Group ha raggiunto un’intesa da 3 miliardi di dollari per rilevare DigitalBridge Group, realtà che controlla un portafoglio di operatori nelle infrastrutture digitali tra cui AIMS, AtlasEdge, DataBank, Switch e Vantage Data Centers. La mossa si inserisce nel più ampio disegno che vede il gruppo impegnato nel progetto Stargate da 500 miliardi di dollari insieme a OpenAI, Oracle e al fondo di Abu Dhabi MGX per sviluppare nuovi data center negli Stati Uniti. In parallelo, la holding aveva valutato anche un’acquisizione separata di Switch per circa 50 miliardi, trattative poi interrotte nei primi mesi dell’anno.