Da Nvidia a Micron, è grande fuga dai titoli AI. Nasdaq in apnea e stasera un test decisivo
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Wall Street boccheggiante in questi primi scorci d’estate con tensioni sul settore tech. Ieri è stata un’altra giornata difficile con nel mirino i produttori di chip di memoria sulla scia del vero e proprio tracollo di ieri del 10% della Borsa di Seoul in scia al violento sell-off sul duo Samsung-Sk Hynix.
Martedì da dimenticare, ecatombe per titoli chip di memoria AI
L’indice Nasdaq è arrivato a cedere oltre il 3% nel corso della giornata di ieri per poi recuperare in parte e chiudere a -2,1%. Male anche l’S&P 500 che ha ceduto l’1,4%, mentre il Dow Jones Industrial Average – che comprende un numero limitato di titoli tecnologici – è sceso solo marginalmente.
Come detto, i dubbi sul settore dell’intelligenza artificiale hanno innescato un’ecatombe per i titoli del settore dei chip di memoria. Micron Technology, che oggi diffonderà i dati trimestrali, è crollata del 13%, così come Sandisk; Intel ha registrato un calo del 6%, mentre Advanced Micro Devices e Qualcomm hanno perso rispettivamente quasi il 6% e l′8%.
Affonda anche Nvidia, ecco cosa preoccupa
I timori di un aumento dei tassi da parte della Fed, insieme alle preoccupazioni per le valutazioni elevate, hanno spinto gli investitori a realizzare profitti dai titoli azionari focalizzati sull’AI. Tra le big di Wall, Street pesanti dietrofront per Nvidia che ha perso oltre il 4%, Tesla il 5,8%, mentre Alphabet ha limitato i danni (-1%) dopo il tonfo del 5% di inizio settimana.
L’ingente spesa record per l’intelligenza artificiale, sempre più finanziata tramite debito e con un percorso poco chiaro verso la redditività per alcune di esse, potrebbe trovare un ostacolo non da poco nel caso di un eventuale aumento dei tassi di interesse da parte della Fed nella seconda metà dell’anno.
Nervosismo su titoli AI acuito da toni Fed
E in effetti il sentiment sui titoli tecnologici statunitensi è iniziato a incrinarsi dopo l’ultimo meeting della Fed, che si è rivelato più restrittivo del previsto, con il nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, che ha posto la “stabilità dei prezzi” al centro della sua dichiarazione.
“E’ da un po’ di tempo che le valutazioni in aumento suggeriscono prudenza. Le infrastrutture e i servizi legati all’intelligenza artificiale sono certamente promettenti, ma, per usare un eufemismo, tale promessa è già stata ampiamente scontata nei prezzi”, rimarca Ipek Ozkardeskaya, Senior Market Analyst di Swissquote.
Più ottimista la view di Dan Ives, guru tech di Wedbush, che vede l’ultimo sell-off come un’opportunità d’acquisto. “Con Micron che pubblicherà i risultati trimestrali oggi – dice l’esperto – si percepisce un certo nervosismo nel mercato dei chip di memoria, un fenomeno di fondamentale importanza, e questo, insieme a fattori tecnici, contribuisce a generare incertezza tra gli investitori del settore tecnologico”. “Le nostre recenti verifiche in Asia e il monitoraggio complessivo della domanda di AI da parte delle aziende hanno registrato un’accelerazione negli ultimi mesi, senza mostrare segni di cedimento, il che ci rende molto ottimisti riguardo alle aziende tecnologiche leader nel settore per il prossimo anno”, aggiunge Ives che considera il crollo del Kospi come una fase di ritracciamento/pausa in un mercato cresciuto di quasi il 100% quest’anno e crediamo inoltre che il sorpasso di SK su Samsung sia stato un evento simbolico di grande portata, che ha indotto alcuni investitori a preoccuparsi di un possibile surriscaldamento del mercato dei chip di memoria.
Occhio a riscontri di Micron
L’attenzione di Wall Street oggi sarà tutta concentrata sui conti del terzo trimestre fiscale di Micron, attesi a mercati chiusi, considerati un vero e proprio test per misurare la tenuta del boom dell’intelligenza artificiale. La società è infatti uno dei principali termometri della spesa in infrastrutture per l’AI. Il consensus raccolto da Bloomberg prevede ricavi per circa 35,5 miliardi di dollari e un utile per azione di 20,39 dollari, livelli che confermerebbero una crescita esplosiva rispetto a un anno fa grazie alla domanda record proveniente dai data center e ai prezzi ancora sostenuti delle memorie.
Gli analisti si aspettano che il gruppo continui a beneficiare della forte richiesta di chip HBM (High Bandwidth Memory), componenti essenziali per i sistemi di AI generativa sviluppati dai grandi hyperscaler e utilizzati nelle piattaforme di calcolo di nuova generazione. Le stime di mercato indicano un incremento dei ricavi vicino al 280% e una crescita degli utili prossima al 1.000%, numeri che hanno contribuito a spingere il titolo sui massimi storici negli ultimi mesi.
Gli investitori guarderanno anche alle indicazioni sul quarto trimestre e all’evoluzione della domanda AI nella seconda parte dell’anno. Eventuali segnali di rallentamento degli ordini o di normalizzazione dei prezzi delle memorie potrebbero innescare ulteriori prese di profitto.