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Crisi senza fine per ENI: caduta ai minimi a 24 anni per l’ex peso massimo del Ftse Mib. AT suggerisce cautela

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Si preannuncia l’ennesima seduta di passione per ENI con le rinnovate preoccupazioni legate all’outlook economico globale che non fanno che esacerbare i timori per la domanda di greggio.  In Europa l’avanzata della seconda ondata di Covid  si intensifica in molti paesi con paesi quali Italia e Germania che segnano contagi record. Le nuove misure restrittive messe in campo da governi centrali e locali rischiano di frenare bruscamente l’attività economica.
A Piazza Affari il titolo ENI annaspa a -1,7% e nella prima ora di contrattazioni ha aggiornato i minimi a 24 anni a 6,192 euro, infrangendo al ribasso i minimi dello scorso 16 marzo a 6,26 euro. Per Eni le quotazioni al momento segnano -55% da inizio anno, tra i peggiori di tutto il Ftse Mib insieme ad altri testimonial oil quali Saipem e Tenaris, che segnano rispettivamente -67,5% e -57% Ytd.

Quando ENI toccò i minimi lo scorso 16 marzo marzo il petrolio Brent viaggiava sotto i 30 $, mentre oggi segna 42 $ circa. 
ENI risulta il 5° maggior titolo di Piazza Affari per peso specifico contando per il 5,81% (dati Ftse Russell al 30/9/2020) . La sua capitalizzazione è scivolata oggi sotto i 23 miliardi di euro, pari a meno di un terzo di quella di Enel (76 mld). Fino al 2017 ENI è stato il peso massimo di Piazza Affari con capitalizzazione che ai tempi d’oro nel 2007, con petrolio ai top storici, superava i 100 mld di euro.

Annaspa tutto il settore oil, per analisti ENI può valere il 43% in più

In generale quindi tutto settore oil continua a sottoperformare con decisione: l’Euro Stoxx 600 oil & gas segna quasi -42% da inizio anno e nelle ultime settimane si sono accentuate le preoccupazioni circa la debolezza della domanda.
Il consensus degli analisti raccolto da Bloomberg risulta spaccato sulle prospettive del titolo ENI con il 36,7% degli analisti che dice buy, il 40% che dice hold e il 23,3% dice sell. Il prezzo obiettivo medio indicato è di 8,97 euro, ossia oltre il 43,3% sopra i livelli attuali.
Il 29 ottobre è previsto il cda di ENI per l’approvazione dei conti del 3° trimestre, con diffusione dei conti e conference call il giorno successivo.

Da Covid un colpo da KO per il settore energy

Lo scoppio della pandemia ha comportato un crollo senza precedenti della domanda di petrolio tra marzo e aprile. La successiva graduale ripresa dei consumi è stata solo parziale e, sebbene le quotazioni del petrolio crude abbiano recuperato terreno dal forte crollo del mese di marzo, il contratto del Brent rimane a un livello ancora inferiore del 40% rispetto a quelli precedenti la pandemia del coronavirus COVID-19. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, i prezzi del petrolio continueranno a oscillare in generale tra 40 e 50 dollari al barile nel corso del 2021.
Le stesse major petrolifere, tutte alle prese con piani volti a una rapida transizione energetica, ritengono che i picchi della domanda di greggio siano ormai alle spalle. La britannica BP nel suo ultimo Energy Outlook prospetta tre scenari da qui al 2050 con la domanda di energia mondiale che continuerà a crescere per buona parte dei prossimi tre decenni; la dinamica crescente sarà però guidata da livelli più elevati di energia rinnovabile, insieme a una crescente importanza dell’elettricità, che compenseranno il declino del ruolo dei combustibili fossili.
Anche l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) nel suo World Energy Outlook sostiene che in futuro che vedrà il ruolo dei combustibili fossili ridimensionarsi, mentre il solare si presenta come potenziale dominatore.

L’analisi tecnica su ENI

Quadro grafico debole per ENI che oggi cerca il break dei minimi 2020 (e che rappresentano anche i minimi dal 96) andando in apertura a toccare 6,192 euro. Difficile fare previsioni. Notiamo una riduzione di forza su RSI nella discesa cosa che potrebbe essere preparatoria ad una divergenza su RSI, meglio visibile su grafico settimanale. In ogni caso RSI rimane lontano dall’ipervenduto e questo non ci può portare ad escludere un test di 6 euro o magari anche qualcosina di meno prima di tentare il rimbalzo. Il quadro grafico per ora rimane molto delicato e visto il contesto macro in peggioramento (causa diffusione covid) meglio essere molto cauti su Eni.