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Crisi di governo ma no panic BTP nonostante alert Gualtieri. L’altro fattore che li rende più attraenti mentre Saxo calcola effetto Draghi

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Gli italiani hanno già iniziato a pagare lo scotto della crisi di governo tanto che, soltanto nella giornata di ieri, hanno perso quasi 8 milioni di euro. Duro il monito del ministro dell’economia Roberto Gualtieri nei confronti della decisione di Italia Viva di Matteo Renzi di staccare la spina al governo.

Gualtieri contro Italia Viva per crisi di governo: gli italiani in un giorno hanno già perso quasi 8 milioni
Italian Prime Minister Giuseppe Conte and Minister of Economy and Finance Roberto Gualtieri during the session at Senate for Communications in view of the European Council of 10 and 11 December 2020 on the reform of the European Stability Mechanism (Mes). Rome (Italy), December 9th, 2020 (Photo by Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images)

I danni, ha detto il titolare del Tesoro, si sono già affacciati con l’asta dei BTP della giornata di ieri, che ha pagato le tensioni che hanno colpito il mercato dei titoli di stato italiani. Tensioni certificate dall’andamento dei tassi sui BTP e dello spread che, rispettivamente, sono saliti allo 0,68% e a quota 120 punti base.
Si è detto “che si voleva il Mes per fare risparmiare l’Italia, oggi (ieri per chi legge) sta accadendo l’opposto, mi sembra evidente che non era quella la ragione fondamentale”, ha detto il titolare del Tesoro. “Gli italiani hanno perso quasi 8 milioni, 7,6”, ha precisato il ministro che nella trasmissione “Oggi è un altro giorno” su Rai Uno, parlando di “totale irresponsabilità di un partito che ha preso una scelta incomprensibile”.
“Causare una crisi nel pieno di una pandemia, nel momento in cui occorre varare provvedimenti difficili, nel momento in cui si sta finalizzando il più grande piano economico della storia del Paese è un atto di una irresponsabilità senza precedenti”, ha continuato il numero uno di Via XX settembre.

La crisi di governo e l’impatto su asta BTP

Di fatto, la crisi di governo ha coinciso con l’emissione dei BTP a 3, 7 e 30 anni, che sono stati collocati ieri per un importo di 9,25 miliardi. In realtà la domanda è stata buona, ma i rendimenti sono saliti rispetto all’emissione del mese scorso.
I BTP a 7 anni sono stati emessi per un importo di 4,5 miliardi di euro, con tassi allo 0,30% e un bid-to-cover di 1,43. Il rialzo dei rendimenti è stato di 11 punti base rispetto all’ultima asta del 10 dicembre scorso. Emessi anche 2,75 miliardi di Btp a 3 anni, con richieste per quasi 4 miliardi e un rapporto di copertura di 1,44: in questo caso i rendimenti sono saliti a -0,23%, 7 punti base in più rispetto all’asta precedente.
I tassi sul BTP a 30 anni si sono confermati invece praticamente stabili, attorno all’1,47%) .
Il rischio spread che incombe sull’Italia in questo momento di crisi di governo dipende da diversi fattori: gli analisti sono concordi nell’affermare che il pericolo più grande per i BTP italiani è rappresentato dalle elezioni anticipate che, secondo quanto vociferato ieri, potrebbero essere indette nel mese di giugno.
C’è da dire, tuttavia, che il ritorno alle urne viene considerato dalla maggior parte degli esperti come lo scenario più improbabile , soprattutto ora che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha deciso di imbarcarsi in una caccia ai voti per creare una nuova maggioranza di governo.

Saxo: oltre crisi governo una notizia rende BTP ancora più appetibili

Althea Spinozzi di Saxo Bank, che ritiene che questo sia il momento migliore per comprare i BTP,  fa riferimento a una “notizia straordinaria” , sulla base di alcune indiscrezioni raccolte da Bloomberg, riportate dall’esperto di mercati Holger Zschaepitz, secondo cui il governo italiano espanderà il deficit fino a +30 miliardi di euro, più dell’extra deficit di 24 miliardi di euro che il ministro Gualtieri aveva preannunciato in una intervista rilasciata lo scorso 10 gennaio.
Questa notizia, spiega Spinozzi, “unita alla crisi di governo, rende i BTP ancora più convenienti, rendendo l’opportunità di acquisto ancora maggiore”.
La responsabile della divisione di reddito fisso di Saxo Bank mette in evidenza anche il trend della curva dei rendimenti italiani, da cui emerge come gli investitori intravedano un rischio maggiore di breve termine, rispetto a quello di lungo periodo.
Da Saxo Bank insomma nessun allarme sulla carta italiana, tutt’altro: “Ricordatevi che, durante l’ultima crisi di governo italiana del 2018 – che decretò il divorzio tra il M5S e la Lega di Matteo Salvini, i tassi dei BTP a 2 anni balzarono fino al 2,7%. Dubito che i tassi saliranno fino a quel punto questa volta, e in ogni caso, se salissero al di sopra dello zero, si confermerebbero una grande opportunità di acquisto come nel caso dei BTP con scadenza di oltre 20 anni”.
Spinozzi rilascia poi un commento sull’effetto che la creazione di un governo guidato da Mario Draghi avrebbe sui bond sovrani italiani. “I tassi dei BTP a 10 anni scenderebbero fino allo zero nella prima settimana in cui lui prendesse il timone” dell’Italia.
Gli analisti di IG avvertono invece che il mix macigno debito pubblico e instabilità politica potrebbe riportare lo spread al di sopra dei 200 punti.
Dal canto suo, Bank of America teme che lo spread possa balzare fino a 140 punti base: “Tutti gli scenari di governo sono sul tavolo”, hanno scritto gli strategist del colosso Usa guidati da Erjon Satko in una nota ai clienti, aggiungendo che un ulteriore sell off potrebbe verificarsi se “il nuovo governo includesse elementi euroscettici“.
Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer UBS WM Italy, calma però anche lui gli animi, indicando come scenario più probabile quello di un rimpasto, che non dovrebbe intaccare la fiducia nei BTP:
“I bond governativi italiani saranno probabilmente più volatili fino a quando non emergerà un percorso chiaro per risolvere la crisi politica. Tuttavia, riteniamo che un’instabilità duratura, così come le elezioni anticipate, siano improbabili e, di conseguenza, rimaniamo costruttivi sui bond governativi italiani, che continuano a offrire un potenziale di ritorno decente rispetto a quelli di altri paesi periferici dell’Eurozona, e anche perché sono sostenuti dagli acquisti della banca centrale Bce”.