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Crisi chip, la mossa di Musk per anticipare tutti. Tre i driver dietro boom domanda semiconduttori

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La carenza di semiconduttori rappresenta uno dei temi caldi sui mercati. Soprattutto per gli impatti sull’industria e in particolar modo sul mondo dell’automotive. Molti produttori sono dovuti, infatti, già correre ai ripari riducendo o ritardando la produzione. La carenza globale di chip per computer, causata dalle interruzioni nella catena di approvvigionamento dovute al Covid-19, ha messo sotto pressione l’industria automobilistica e quella tecnologica. All’inizio dell’anno, Bloomberg ha messo in evidenza che la carenza di chip potrebbe costare alle case automobilistiche una perdita in termini di ricavi fino a 61 miliardi di dollari.

Una crisi, quella dei semiconduttori, che a cui anche Tesla di Elon Musk guarda con estrema attenzione. Secondo quanto anticipato da “The Financial Times“, il fondatore del big californiano delle auto elettriche si sarebbe già attivato per trovare una soluzione per tamponare la situazione: sarebbe in trattative per pagare in anticipo le forniture di chip. Questa mossa gli permetterebbe di assicurarsi la fornitura di materiali indispensabili per la produzione. Il passo sarebbe insolito per le aziende tecnologiche e automobilistiche, ma potrebbe consentire a Tesla di essere la prima nell’assicurarsi l’offerta di quei chip che stanno diventando sempre più scarsi. Musk, sempre secondo quanto anticipato dal quotidiano britannico, starebbe valutando anche l’acquisto di un impianto per produrre i chip in casa.

Schroders: tre driver guidano il boom della domanda di semiconduttori

“Si è parlato spesso della carenza di semiconduttori negli ultimi mesi. A subirne gli effetti sono soprattutto i produttori di automobili, molti dei quali hanno dovuto ridurre o ritardare la produzione. Ciò ha evidenziato la crescente dipendenza del settore dai semiconduttori con la transizione dell’industria verso i veicoli elettrici e i sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS – Advanced Driver Assistance Systems). Tuttavia, il settore automotive rappresenta una piccola percentuale del mercato finale per i semiconduttori. Altri trend strutturali come l’Internet delle cose, l’Intelligenza Artificiale e le reti di comunicazione (4G, 5G e potenzialmente 6G) diverranno probabilmente driver molto più importanti per la crescita di questa industria“. Comincia così l’analisi di Vijay Anand, analyst European Equities di Schroders, che si sofferma sui tre driver guidano il boom della domanda di semiconduttori.

 

Internet delle cose e IA guideranno la domanda nei prossimi 10 anni

Secondo l’analisi Vijay Anand, analyst European Equities di Schroders, un’area di crescita importante per i semiconduttori nei prossimi 10 anni sarà probabilmente quella dell’Internet delle cose, con sensori e software inclusi nei device per connetterli alla rete. Le potenziali applicazioni sono svariate. Le industrie smart e le case “connesse” sono un esempio chiave. Statista stima che il numero di device connessi passerà da 7,74 miliardi del 2019 a 25,44 miliardi nel 2030. Naturalmente tutti i dati prodotti saranno processati, analizzati e immagazzinati, con una crescita della capacità dei data centre e dell’Intelligenza Artificiale.

 

L’ascesa del 5G

Le reti di telecomunicazioni mobili sono migliorate notevolmente con l’arrivo del 4G e poi del 5G. Tutti i device connessi di cui abbiamo parlato e i dati che dovranno trasferire saranno supportati dal 5G. Inoltre, il passaggio al 5G dovrebbe portare a un aumento della domanda di smartphone, dal 40% del 2021 al 69% nel 2025, secondo IDC. Tutto ciò implicherà, spiega l’esperto, una maggiore domanda di semiconduttori, dato che uno smartphone 5G contiene il 50% in più di componenti semiconduttori rispetto a uno smartphone 4G.

Il cambiamento strutturale del settore automotive

Da considerare il cambiamento strutturale del settore automotive. L’uso di semiconduttori nelle auto è aumentato notevolmente, e con l’ascesa dei veicoli elettrici ci sarà un ulteriore cambio di passo. Secondo Infineon Technologies, il valore complessivo dei semiconduttori utilizzati in un veicolo elettrico è più del doppio rispetto a quello di un motore a combustione interna. Le auto completamente automatizzate sono lo step successivo e necessiteranno di un numero ancora superiore di semiconduttori.

L’industria europea dei semiconduttori

Schroders sottolinea che nessuna delle innovazioni nei semiconduttori degli ultimi decenni sarebbe stata possibile senza l’azienda olandese ASML, un fornitore essenziale per l’industria, che offre ai produttori di chip le attrezzature per produrre in massa modelli su silicio, contribuendo a rendere i chip più piccoli, più veloci e più ‘green’. “Altre aziende europee nel settore sono per esempio ASM International e BESI, fornitori di attrezzature, che stanno rendendo possibile l’innovazione in diverse parti della catena produttiva. Vi sono poi i produttori stessi di semiconduttori, come Infineon Technologies e STMicroelectronics”, aggiunge Anand, secondo il quale il settore in generale sta vedendo una crescita della domanda sia ciclica che strutturale al momento. La domanda ciclica deriva dagli ordini che sono stati rimandati a causa del Covid, e dalla richiesta di nuovi dispositivi a causa del trend del lavoro da remoto.

Anche se questa domanda si normalizzerà, Schroders si attende che l’Internet delle cose e l’IA, la comunicazione avanzata e la crescita della domanda da parte del settore automotive permetteranno una crescita strutturale per l’industria dei semiconduttori per molti anni a venire.