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Bitcoin ed Ethereum di nuovo KO dopo settimana di trading selvaggio, anche Kuroda solleva dubbi su criptovalute

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Haruhiko Kuroda si unisce al coro dei banchieri centrali che lanciano dubbi su Bitcoin. Il numero uno della Bank of Japan (BoJ) ha affermato come “la maggior parte del trading è speculativo e la volatilità è straordinariamente alta”.
Le osservazioni di Kuroda fanno seguito a commenti simili da parte del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, che ha affermato ad aprile che le criptovalute sono semplicemente veicoli di speculazione. Allo stesso modo, il vicepresidente della Banca centrale europea, Luis de Guindos, ritiene che i token non dovrebbero essere visti come investimenti reali.

Molto duro è stato il governatore della Banca d’Inghilterra Andrew Bailey che ha avvertito gli investitori sul fatto che le criptovalute non hanno valore intrinseco e che le persone dovrebbero acquistarle solo se sono pronte a perdere i loro soldi.

Tornano vendite su bitcoin e altre cripto

Oggi il prezzo del bitcoin è sceso fino a un minimo in area 36.500 dollari (dati CoinDesk), in calo del 4% nelle ultime 24 ore. Peggio fanno l’Ethereum (-7,7% a 2.548 dollari), l’XRP (-9,8%), il Cardano (-10%) e il Dogecoin (-7% a 0,315 $).
Nell’ultima settimana la volatilità del bitcoin è stata molto forte con tonfo del 16% domenica (minimi sotto i 32.000 $) e rimbalzo del 16% lunedì. Il Consiglio di Stato cinese ha ribadito la sua richiesta di ridurre l’estrazione e il commercio.

Cathie Wood non ha dubbi: regolatori si ricrederanno

Intanto Cathie Wood, fondatrice di Ark Investment e forte sostenitrice del bitcoin, ha affermato che la valuta virtuale è “già in arrivo e sarà impossibile farla fuori”. I regolatori “saranno un po’ più amichevoli nel tempo” nei confronti delle criptovalute per paura di perdere l’innovazione fornita dal settore, ha dichiarato la Wood alla conferenza Consensus 2021 organizzata da CoinDesk.
Nei giorni scorsi un’apertura nei confronti del bitcoin è arrivata da Ray Dalio. Il fondatore di Bridgewater Associates, ha ammesso di avere in portafoglio “qualche” bitcoin e ritiene che se le criptovalute continueranno a guadagnare terreno, gli investitori potrebbero decidere di investire in esse piuttosto che in titoli di Stato.