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Clubhouse strega tutti, Twitter tenta il colpaccio con valutazione già alle stelle per l’App audio. Le contromosse degli altri social

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E’ partita ufficialmente la caccia a Clubhouse. L’App social con chat audio lanciata un anno fa sarebbe finita nel mirino di Twitter. Il social network creato da Jack Dorsey, stando a quanto riporta Bloomberg News, avrebbe tenuto discussioni negli ultimi mesi per acquistare l’app audio dando una valutazione di 4 miliardi di dollari. L’articolo specifica che le discussioni non sono più in corso.

Valutazione lievitata in pochi mesi

La startup dietro Clubhouse, Alpha Exploration Co., è stata fondata da Paul Davison e Rohan Seth. Andreessen Horowitz è stato uno dei principali sostenitori valutando Clubhouse 100 milioni di dollari a gennaio 2021, ma poi l’investimento effettivo ha finito per essere 10 volte quella valutazione.
Sempre Bloomberg News aveva riferito nei giorni scorsi che Clubhouse risulta in trattative con gli investitori per ottenere finanziamenti con un obiettivo di valutazione di 4 miliardi di dollari. Dopo che i colloqui con Twitter sono falliti, Clubhouse sta testando se può ottenere finanziamenti a una valutazione simile.

L’ascesa repentina della chat audio 

Clubhouse, nata solo un anno fa, sta già attirando le attenzioni del mondo degli affari dopo che diversi dei più grandi nomi del mondo degli affari e di Hollywood hanno scelto di utilizzare questo social. Clubhouse ha sede a San Francisco e la sua popolarità è aumentata a dismisura dopo le apparizioni dei miliardari Elon Musk e Mark Zuckerberg, inducendo sempre più persone a scaricarla durante la pandemia.
L’app, disponibile al momento esclusivamente su IOS, consente – solo su invito – alle persone di discutere vari argomenti in chat audio, ha raggiunto i 10 milioni di utenti attivi settimanali. Niente foto o video, differenziandosi così da Instagram e TikTok, ma solo ed esclusivamente voci.
Nel frattempo Twitter sta proponendo un’App rivale, chiamata Spaces, che sarà disponibile per tutti entro fine aprile. Lo stesso ha fatto Telegram con Room e altri social stanno affilando le armi. Anche Facebook ne sta studiando una. LinkedIn e Slack Technologies di Microsoft Corp. hanno affermato che stanno lavorando a funzionalità simili per le loro reti.