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Chiusura Piazza Affari: marcia in più per Enel e Fca, male Telecom. Pasqua incombe e Borsa riaprirà il 14

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Piazza Affari archivia l’ultima seduta prima della pausa per Pasqua con un convinto rialzo. L’indice Ftse Mib segna un progresso dell’1,39% in area 17.621 punti. In attesa dei responsi che usciranno dal delicato Eurogruppo di oggi, il mercato continua a guardare agli sviluppi del coronavirus e agli interventi per contrastare gli effetti economici. In tal senso la Fed ha annunciato una nuova misura per erogare prestiti per un massimo di 2,3 trilioni di dollari a sostegno delle famiglie e delle imprese durante la pandemia.
Sul fronte bond l’iniziale salita dei rendimenti dei Btp e dello spread, dovuta alle parole di sfida del premier Giuseppe Conte verso l’Europa, è poi rientrata grazie all’esito dell’asta Btp con forte domanda sia per il titolo triennale che per le scadenze più lunghe (Btp 2036 e 2044). In totale sono stati allocati Btp per 9,5 miliardi di euro, il massimo del range previsto. Nel dettaglio il Btp giugno 2023 è stato allocato al tasso di assegnazione dello 0,86%, in rialzo di 13 pb rispetto a un mese fa. Il bid to cover è stato di 1,5 con richieste che hanno superato i 6,7 miliardi.

FCA la migliore, in volata anche le utility

Tra le big di Piazza Affari seduta molto positiva per FCA (+5,06% a 7,479 euro). Il mercato sta puntando con decisione alla possibilità che il periodo di lockdown finisca presto. Il presidente di FCA, John Elkann, ha espresso fiducia nel riuscire a raggiungere le sinergie dichiarate pari a circa 3,7 miliardi di euro all’anno con la fusione con PSA “grazie alla creazione di una nuova società, soprattutto considerando che sarà guidata da Carlos Tavares, che ha raggiunto solidi risultati come Ceo di Psa e capisce l’importanza della cultura aziendale”. Nessun riferimento al possibile slittamento dei tempi della fusione a anche al nodo dividendi. “Alla luce dell`emergenza COVID-19 noi restiamo dell’idea che i dividendi della fusione FCA-PSA possano essere rivisti (a partire da quello ordinario)”, rimarcano gli analisti di Equita.

Tra i migliori oggi anche Enel (+2,68%), così come altre utility quali Hera (+4,73%) e Snam (+2,71%). Tra i petroliferi +2,51% per Saipem in scia al rialzo dei prezzi del petrolio sull’ottimismo per un accordo nel summit Opec. Tra i pochi segno meno Tim con -2,31%.

Unicredit corre, torna ipotesi sub-holding italiana

Miste le banche con Unicredit salita dell’1,68% nel giorno dell’assemblea che ha approvato il bilancio 2019. “La decisione di UniCredit di attenersi alle raccomandazioni della Bce e di congelare i dividendi avrà un impatto positivo sulla banca, in quanto rafforzerà la sua patrimonializzazione”, ha detto il presidente di UniCredit, Cesare Bisoni, intervenendo all’assemblea. Intanto Il Sole 24 Ore torna a parlare dell’opzione di creare una sub-holding in cui concentrare le attività straniere del gruppo. Mediobanca Sec. ritiene che una sub-holdinhg peserebbe su UniCredit per 500 milioni di euro, il 5% dei costi del gruppo. “Soltanto un improbabile miglioramento del 60% dei costi della raccolta o uno spread BTP-Bund molto più alto giustifichrebbe una tale elevata assicurazione”, argomentano gli analisti di piazzetta Cuccia che mantengono il rating outperform su Ucg.
Gli analisti di Banca IMI sottolineano che “le risposte dei vertici agli azionisti sono coerenti con quanto anticipato al mercato. Riteniamo che maggiore visibilità sull’impatto del Covid-19 sulla redditività è attesa per il mese di maggio, insieme alla diffusione dei risultati del primo trimestre del 2020, così come richiesto dall’ESMA”. Banca IMI ha un rating ADD su UniCredit, a fronte di un target price pari a 14,4 euro.

Astaldi fa +26%

Fuori dal Ftse Mib seduta da incorniciare per Astaldi con +26% sulle ali del ia libera della Commissione UE al deal con Salini Impregilo. Bruxelles ha sottolineato che l’operazione non desta preoccupazioni sul livello di concorrenza nel mercato unico dato il suo limitato impatto sulla struttura di mercato. Oggi intanto è prevista l’adunanza dei creditori di Astaldi chiamata ad approvare il piano di ristrutturazione del general contractor romano. Per l’approvazione del piano è necessario il voto favorevole del 50%+1 dei votanti all’adunanza e tale soglia è attesa essere raggiunta grazie al voto favorevole delle banche (57% del totale), dei fornitori (11%) e degli obbligazionisti del bond da 140 mln (5%).