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CDP vuole azzannare fino al 25% di Telecom nell’ambito del deal con Open Fiber, Enel verso uscita di scena

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Rally a metà per Telecom Italia ha pagato il ritracciamento sul finale dell’intera Piazza Affari dopo una prima parte di seduta in rialzo di oltre l’1%. A sostenere nella prima parte di seduta  le azioni del gruppo di telecomunicazioni erano state  le ultime indiscrezioni di stampa in merito alla creazione di una società unica con Open Fiber e ad un piano di Cassa Depositi e Prestiti in preparazione per favorire una fusione in tal senso.

Cdp pronta a cedere 50% in Open Fiber in cambio di azioni Tim

Secondo Il Messaggero nel weekend appena trascorso si sarebbe svolta una riunione a Parigi tra i vertici di Cdp, con il presidente Massimo Tononi e l’ad Fabrizio Palermo da una parte e di Vivendi, con l’ad Arnaud de Puyfontaine e il patron della media company francese Vincent Bolloré, dall’altra. Oggetto della riunione uno schema di accordo che prevede il conferimento in Tim della quota del 50% che la Cdp detiene nella joint venture paritaria con Enel in Open Fiber. Secondo il quotidiano romano, il piano vedrebbe in sostanza la Cdp mettere sul piatto il suo 50% di Open Fiber, in cambio di azioni Telecom.
L’operazione, che andrà a sua volta valutata da Enel che controlla l’altra metà della joint venture Open Fiber, avverrebbe attraverso un aumento di capitale di Tim riservato a Cdp, che salirebbe fino al 20-25% dell’azienda telefonica, mentre gli altri soci si diluirebbero. Forte di questa nuova architettura, scrive il quotidiano romano, Open Fiber offrirebbe connettività a tutti gli operatori sul mercato, sarebbe non verticalmente integrata per poter mantenere la titolarità delle concessioni pubbliche nelle aree cosiddette a fallimento di mercato e sarebbe controllata da Tim. Alla fine dell’operazione, come svelato da Il Messaggero, Open Fiber sarebbe controllata da Tim (in virtù dell’apporto della rete), mentre Enel resterebbe in minoranza riservandosi o un accordo di governance o l’eventuale successiva uscita dal capitale”. La quadratura del cerchio al progetto delineato dalla Cdp ci sarebbe con l’ok di Vivendi. Nascerebbe così una Tim senza rete e tutta dedita ai servizi e ai contenuti, cosa che potrebbe essere gradita a osservatori di mercato e analisti.

Rete unica decisiva, analisti positivi

Secondo gli analisti di Mediobanca Securities, l’operazione potrebbe accelerare il processo e conferma l’impegno del nuovo Amministratore Delegato Luigi Gubitosi a concludere un accordo sulla rete unica. Secondo gli analisti, la realizzazione della rete unica è un pilastro nella valutazione del titolo di TIM. Sforzi comuni per l’installazione della fibra ottica (pubblica e privata) potrebbero accelerare il processo (e far risparmiare denaro), il che sarebbe una buona notizia per TIM e Open Fiber, ma anche per il paese, secondo gli analisti di Mediobanca. La quotazione del nuovo veicolo permetterebbe a TIM di assottigliare il proprio debito: un tale accordo potrebbe attrarre moltissimi clienti, interessi degli investitori in infrastrutture e dei fondi di private equity.