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CdM decide: Savona presidente Consob. Ma tra Euklid e pensione c’è già nodo incompatibilità

L’ex numero uno Mario Nava ha avuto vita breve alla Consob, costretto a dimettersi proprio sulla scia di accuse di incompatibilità.

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Sarà Paolo Savona, se il presidente della Repubblica Mattarella lo vorrà,  a occupare lo scranno più alto della Consob, a dispetto del nodo incompatibilità che sta già sollevando diverse polemiche.

L’accordo all’interno del governo, che già sembrava cosa fatta, è stato annunciato da fonti della Lega al termine del CdM, che si è tenuto nella tarda mattinata di oggi. Un CdM lampo, che è iniziato alle 12,15 per concludersi alle 12,29. I temi erano diversi, ma sul tavolo c’era soprattutto l’indicazione di Savona, che al momento è ministro degli Affari europei.

Quella del CdM è stata una indicazione, per l’appunto, in quanto la nomina al timone della Consob tocca al presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri.

Paolo Savona torna così nel radar del presidente Sergio Mattarella, che aveva fatto scoppiare un caso, nel post elezioni politiche dello scorso 4 marzo, quando aveva detto no alla nomina dell’economia al ministero dell’Economia, voluta soprattutto dal vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Il no di Mattarella a Savona e l’insistenza della Lega e del M5S nel proporlo al Tesoro avevano scatenato una crisi istituzionale. Il tutto si è risolto con l’assegnare all’economista la poltrona di ministro degli Affari europei, e con la nomina di Giovanni Tria a ministro dell’Economia e delle Finanze.

Stando alle indiscrezioni circolate negli ultimi giorni, Mattarella stavolta non dovrebbe avere nulla in contrario.

A far circolare le indiscrezioni sulla possibile nomina alla presidenza della Consob era stato inizialmente, nel fine settimana, un articolo de Il Sole 24 Ore, che aveva riportato anche la reazione del ministro: “Non so cosa stia accadendo alle mie spalle”.

I rumor avevano fatto riferimento a un incontro riservato avvenuto tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il presidente Sergio Mattarella, che non aveva sollevato obiezioni.  Fino a qualche giorno prima, il candidato ideale a prendere il posto dell’ex presidente Mario Nava era stato indicato sia dalla Lega che dal M5S nella persona di Marcello Minenna.

A questo punto, se il Colle darà il suo benestare e nominerà Paolo Savona alla carica più importante della Consob, il premier Giuseppe Conte, come stabilito dal CdM, assumerà a interim la carica di ministro degli Affari europei.

Detto questo, già Il Sole 24 Ore aveva fatto notare come non pochi fossero gli ostacoli alla nomina di Savona alla presidenza dell’Autorità responsabile della vigilanza sui mercati.

Intanto, tutti sanno che fino a metà 2018, l’economista è stato director del fondo Euklid, che è un soggetto vigilato. Il quotidiano segnalava come il ministro si trovasse in una “situazione di incompatibilità con il decreto legislativo 39 del 2013, secondo il quale l’incarico di presidente non può essere attribuito a coloro che nei due anni precedenti “abbiano svolto in proprio attività professionali, se queste sono regolate, finanziate o comunque retribuite dall’amministrazione o ente che conferisce l’incarico”.

Altra incompatibilità, spiegava il quotidiano, risiede nel fatto che l’economista è in pensione “e questo implica che a lui possa essere conferito l’incarico, ma soltanto per un anno e senza stipendio”. Il Sole faceva notare che il mandato del presidente Consob, però, ha durata settennale.

Incompatibilità non di poco conto, che fanno – nell’opposizione- ancora più scalpore se si considera che Mario Nava decise di dimettersi proprio sulla scia delle incompatibilità messe in evidenza dal governo M5S-Lega.

In particolare, in una nota già dello scorso 12 aprile, il senatore del M5S Vito Crimi, presidente della commissione speciale del Senato, aveva scritto che, sebbene la notizia della nomina di Nava apparisse “già un gran passo avanti rispetto agli anni bui del paracadutato Giuseppe Vegas”, tuttavia anche in questo caso si presentasse “l’ombra di una possibile incompatibilità” a causa del “delicato ruolo che (Nava) ha ricoperto presso il servizio di regolamentazione bancaria della Commissione Ue, il Fisma” e al distacco che il funzionario ha ottenuto da Bruxelles.

Il distacco vale soltanto tre anni – scriveva Crimi – mentre l’incarico in Consob ne dura sette. Allora, che si fa al termine dei tre anni? Si torna a discutere se rinnovare il distacco o mettere Nava in aspettativa? Secondo il M5s – conclude Crimi – bisognerebbe agire per rendere davvero indipendente e operativo un organismo di vigilanza e regolazione finanziaria così importante”.

Ma la domanda che si pone ora con Savona non è tanto diversa.

L’incarico in Consob dura sette anni. Che si fa, dunque – si potrebbe dire – se Savona rimane in carica solo un anno?