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Cannabis in Borsa, poche gioie e tanti dolori. Il colosso Aurora fa -73% in pochi mesi

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L’industria della cannabis è una delle industrie in più rapida crescita al mondo, ma dopo il boom,  ecco il flop o quasi. La canadese Aurora Cannabis Inc. ha registrato un calo del suo fatturato del 24%, pari a 75,3 milioni di dollari (56,8 milioni di dollari) rispetto ai 98,9 del trimestre precedente, rallentando i suoi piani di espansione in Canada e all’estero. Alla Borsa di Toronto il titolo ieri è crollato del 18% a quota 3,59 dollari canadesi e sui minimi a due anni. Dai massimi 2019 toccati 8 mesi fa sopra i 13 $, il titolo è precipitato del 73%. 

Secondo l’azienda i ricavi da consumo di cannabis sono stati pari a 30 milioni di dollari nel trimestre, in calo del 33% mentre le vendite nette canadesi di cannabis sono scese del 25% dal trimestre precedente a 70.776 milioni. Il fatturato netto della compagnia per quanto riguarda la cannabis medica è aumentato del 3% rispetto al trimestre precedente, superando i 30 milioni di dollari. Il CFO Glen Ibbott durante la conferenza di presentazione dei risultati ha sottolineato che l’aumento è stato “guidato dal nostro continuo successo nel far crescere la nostra base di pazienti, che attualmente è di poco più di 91.000 clienti. Il nostro fatturato è stato influenzato da una leggera diminuzione del prezzo netto medio di vendita della cannabis medica del 6%, ma più che compensata dalla crescita dei pazienti” ha continuato Ibbott.

Aurora Cannabis: ordini rallentano, ricavi vanno giù

In ogni caso a pesare sul calo del fatturato di Aurora gli ordini che sono rallentati considerevolmente in estate.  Da qui il produttore ha annunciato l’interruzione della costruzione del suo impianto Aurora Nordic 2 in Danimarca e il rinvio di un altro sito, Aurora Sun, in Alberta, Canada.  “Negli ultimi anni, Aurora si è guadagnata il suo posto come leader globale nell’industria della cannabis. Nonostante la distribuzione a breve termine e i venti contrari normativi in Canada che hanno temporaneamente influenzato l’industria, l’opportunità a lungo termine per Aurora nel mercato globale della cannabis e dei cannabinoidi è immensa”, ha detto Terry Booth, CEO di Aurora Cannabis. “Consideriamo i venti contrari a breve termine e, nonostante ciò, Aurora ha continuato a mantenere la posizione di produttore e fornitore leader di prodotti di cannabis medica e di consumo di alta qualità”.

Ma prospettive appaiono rosee 

Secondo un rapporto recentemente pubblicato dai Prohibition Partners, l’industria delle droghe legalizzare potrebbe generare fino a 103,9 miliardi di dollari di vendite annuali entro il 2024, rendendo la cannabis una delle industrie in più rapida crescita del pianeta. Tante le aziende che operano in questo settore ma Aurora Cannabis si colloca in cima alla lista. L’azienda ha 15 impianti di produzione che hanno il potenziale per raggiungere fino a 700.000 chili di produzione annua aggregata.

Aurora non è comunque la sola a soffrire e si inserisce nell’elenco delle più grandi compagnie di cannabis del mondo che vivono un periodo difficile. Ad esempio Canopy Growth Corp. che ha riportato una perdita fiscale nel secondo trimestre di 374,6 milioni di dollari (282,4 milioni di dollari) e Cronos Group Inc. che ha mancato le aspettative di Wall Street.

Difficoltà del settore che si traducono in performance molto deficitarie anche per gli ETF sulla cannabis: The Horizons Marijuana Life Sciences Index ETF ha perso oltre il 17% nell’ultima settimana portando a quasi -35% il saldo Ytd e -52% a/a.