Buffett verso un impero della petrolchimica? Ora nel mirino anche Occidental
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Nuovo colpo nella petrolchimica per Warren Buffett. Il guru di Omaha è in trattative per acquistare la divisione petrolchimica di Occidental Petroleum per circa 10 miliardi di dollari. Secondo fonti vicine al negoziato citate dal Wall Street Journal, l’accordo, che sarebbe il più grande per Berkshire Hathaway dal 2022, potrebbe concretizzarsi nel giro di pochi giorni.
A cosa punta Buffett che già ha messo le mani su Lubrizol?
L’identikit dell’azienda
Occidental, con sede a Houston, è nota soprattutto per le sue attività nel settore del petrolio e del gas. È stata fondata nel 1920 a Los Angeles da un piccolo gruppo di investitori. E nel 1957 entrò in azienda Armand Hammer che ne acquistò una quota rilevante e ne divenne presidente. Fu lui che trasformò una piccola compagnia regionale in un gigante internazionale, grazie a contratti in Libia, Medio Oriente e con l’Unione Sovietica.
La società ha una capitalizzazione di mercato di circa 46 miliardi di dollari e conta già Berkshire come principale azionista. La divisione petrolchimica di Occidental, OxyChem, produce e vende sostanze chimiche utilizzate in applicazioni che vanno dalla clorazione dell’acqua al riciclo delle batterie, fino alla produzione di carta. L’unità ha generato quasi 5 miliardi di dollari di vendite nei 12 mesi conclusi a giugno.
Merito anche di una produzione che si concentra per più di quattro quinti negli Stati Uniti, principalmente nel bacino di Permian in Texas, che è particolarmente prolifico.
Le mire
Se l’operazione fosse finalizzata, l’acquisizione di OxyChem sarebbe il più grande affare della Berkshire dai tempi della sua acquisizione di Alleghany Corp. nel 2022 per 13,7 miliardi di dollari, secondo i dati raccolti da Bloomberg.
Nonché la seconda grande scommessa di Buffett nel settore petrolchimico: nel 2011, Berkshire Hathaway aveva infatti acquisito il produttore di chimica specialistica Lubrizol per quasi 10 miliardi di dollari, inclusi i debiti. Dietro quindi a questo secondo affondo potrebbe esserci la volontà di rafforzarsi nel settore, dando vita a una galassia ad hoc.
Le speculazioni sull’interesse di Buffett per Occidental sono numerose. A parte la sua valutazione, la più probabile è il suo posizionamento unico: il sesto produttore statunitense di petrolio e gas è specializzato nella riqualificazione di giacimenti maturi tramite iniezioni di anidride carbonica ad altissima pressione nei vari strati. Questa competenza tecnica – che l’azienda possiede da tempo differenza di concorrenti come Chevron ed Exxon – è alla base dell’intera strategia aziendale, che mira ad acquisire giacimenti meno costosi perché si presume che siano prossimi all’esaurimento se si utilizzano le tecniche di produzione tradizionali. Oltre al minor costo di acquisizione delle riserve – almeno sulla carta – questa strategia offre anche il vantaggio di un minor rischio.
Dopo anni trascorsi ad astenersi da grandi affari e smantellando progressivamente grandi partecipazioni come la sua partecipazione in Apple
Inc., Buffett sembra essere tornato all’offensiva. Il 95enne ex amministratore delegato, pronto a lasciare quel ruolo alla fine dell’anno, ha piazzato una scommessa da 1,6 miliardi di dollari sul gruppo assicurativo UnitedHealth negli ultimi mesi.
Il settore
La dimensione globale del mercato petrolchimico era di 704,83 miliardi di dollari nel 2024, dovrebbe salire a 737,25 miliardi di dollari nel 2025, e si prevede che raggiungerà 1087,31 miliardi di dollari entro il 2033, espandendosi a un CAGR di circa il 4,6% per tutto il periodo 2025-2033. passaggio alla sostanza chimica specializzata si sta trasformando in una tendenza di spicco nella crescita del mercato petrolchimico
I cambiamenti recenti
Berkshire Hathaway, la holding guidata da Warren Buffett, ha venduto – sempre a settembre – l’intera partecipazione detenuta in Byd, ponendo fine a un investimento storico avviato nel 2008. L’operazione iniziale ammontava a 230 milioni di dollari, pari al 10% del capitale della società cinese.
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Decisione arrivata in un momento di rallentamento per l’azienda, che ha registrato il primo calo dell’utile trimestrale dopo quasi quattro anni, complice la crescente concorrenza e la guerra dei prezzi nel settore delle auto elettriche.