Notizie Notizie Mondo Banche Centrali Tassi Bce: Lagarde vede l’Eurozona “in buona posizione” per rispondere a shock “geoeconomici”

Tassi Bce: Lagarde vede l’Eurozona “in buona posizione” per rispondere a shock “geoeconomici”

30 Settembre 2025 17:14

Negli ultimi anni il contesto globale è radicalmente cambiato e si configura gradualmente il passaggio ad un “nuovo mondo” in cui le grandi istituzioni internazionali come la Banca Centrale Europea dovranno adottare nuovi metodi di lettura della realtà in aggiunta ai tradizionali criteri economici e finanziari. Lo ha detto da Helsinki la presidente della Bce Christine Lagarde, in occasione della quarta edizione della Conferenza Internazionale di Politica Monetaria della Banca di Finlandia.

Alludendo a eventi come la guerra in Ucraina e la “guerra dei dazi” innescata dal presidente americano Donald Trump, Lagarde ha parlato di “geoeconomia” (neologismo coniato da Edward Luttwak negli anni 90) , definendola come “commercio utilizzato come strumento di potere, una strategia di influenza e di dominio”. Per la prima volta, nel 2025, l’Europa si è trovata “nella posizione di subire” questo tipo di azione, ha detto la presidente, e da questa constatazione è partita la sua analisi degli effetti sull’economia europea e le implicazioni di politica monetaria.

Effetto dazi: ritorsioni contro Usa meno forti del previsto, catene del valore globale ancora in piedi

Lagarde ha citato uno studio interno della Bce dello scorso dicembre che rappresentava le aspettative legate al rischio dell’imposizione di dazi da parte di Washington e una conseguente ritorsione europea. Il risultato della maggior parte di quelle simulazioni era stato di conseguenze negative per la crescita e positive per l’inflazione.

Le aspettative sono state costruite in particolare attorno a tre concetti: ritorsioni, tassi di cambio e incertezza e “alcune di quelle aspettative non si sono concretizzate”, ha detto Lagarde, perché i dazi “non sono stati un evento economico isolato ma un sintomo di un più ampio cambiamento geopolitico, che ha innescato dinamiche di politica economica oltre la capacità dei modelli standard”

Per esempio le ritorsioni, che sono state generalmente “limitate” in Europa e nel resto del mondo e certamente, per lo meno nel vecchio continente. non di entità speculare a quanto imposto da Trump.

A pesare in questo, ha detto Lagarde, sono stati la “pressione da parte di grandi gruppi industriali” e anche le “preoccupazioni di poter mettere a rischio il sostegno americano alla guerra in Ucraina”.

Come risultato “non si sono ancora viste significative interruzioni della catene del valore globali”. Casomai, ha proseguito la presidente, “l’Eurozona è di fronte ad un aumento di importazioni”, riferendosi in particolare al deficit della bilancia commerciale con la Cina, cresciuto del 10% quest’anno.

Apprezzamento dell’euro sul dollaro riflette il cambio di ruolo globale degli Usa

Mentre era generalmente previsto un calo dell’euro dopo l’attuazione dei dazi commerciali, sorprendentemente la moneta unica si è apprezzata in modo notevole, aumentando quest’anno del 13% contro il dollaro.

“Questo”, ha detto Lagarde, “riflette il fatto che l’imposizione di tariffe americane coincide con una più ampia rivalutazione della posizione del paese nel sistema finanziario globale.” Gli investitori, ha proseguito Lagarde, “hanno cominciato a chiedersi se il dollaro continuerà a mantenere il suo status di moneta di rifugio”.

Lagarde ha ricordato tuttavia che i prezzi delle commodities principali sono tutti ancora espressi in dollari:”L’apprezzamento dell’euro ha quindi contenuto un’importazione di inflazione dalle catene del valore, e allo stesso tempo ha messo un freno ulteriore sulla crescita”:

Più in linea con le aspettative sono stati gli effetti dell’incertezza, soprattutto perché una volta raggiunto l’accordo commerciale tra Stati Uniti ed Europa essa è calata “più rapidamente del previsto” e “l’Eurozona ha adottato misure interne per favorire la crescita che hanno aiutato a contrastare la debolezza esterna”.

Tra gli esempi citati ci sono l’enorme piano di investimenti in riarmo europeo, così come alcuni nuovi accordi commerciali con Messico e Mercosur, che sosterranno la crescita.

L’Eurozona è “ben posizionata”, serve una riforma del mercato unico

Quali sono le risposte di politica monetaria in base ai rischi presentati dall’attuale scenario internazionale? Per Lagarde la Bce “è in una buona posizione”, in particolare grazie allo “svanire del grande shock inflattivo degli anni recenti, che adesso è essenzialmente terminato nell’Eurozona”. A questo, ha detto Lagarde, vanno ad aggiungersi il fatto che questi shock commerciali “non creano nuove spinte inflattive”, il rischio inflattivo “sembra abbastanza contenuto in entrambe le direzioni” e il fatto che “con i tassi al 2% siamo ben posizionati per rispondere se i rischi di inflazione si sposteranno o se emergeranno nuovi shock che minacciano il nostro target”.

Lagarde ha riconosciuto che ci sono diversi tipi di rischio di cui la Bce non conosce ancora la portata. Tra questi è noto che la aziende stiano ancora utilizzando scorte effettuate prima dell’entrata in vigore dei dazi e quindi l’effetto completo di questi ultimi deve ancora manifestarsi a pieno. A questo vanno ad aggiungersi rischi potenziali da nuovi shock geopolitici, oramai “una costante”.

Il modo in cui queste forze si esprimeranno “avrà un effetto inevitabile sulla politica monetaria”.

Infine Lagarde ha ricordato come un fattore spesso non ricordato è come “il nostro mercato interno sia molto più importante per il commercio che il mercato globale.” Un’analisi della Bce mostrerebbe “come un aumento di solo il 2% nel commercio intra Eurozona sarebbe sufficiente per compensare la perdita di export verso gli Stati Uniti per via dei dazi”.

Riforme del mercato unico quindi e un riallineamento dello priorità per costruire un “vero mercato dei capitali europeo”, ha detto Lagarde citando recenti report di Mario Draghi ed Enrico Letta.