Luci e ombre del nuovo Btp Valore. Conviene davvero? Simulazione su cedole e guadagno netto investendo 30mila euro
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Con l’ulteriore assist della promozione arrivata da Dbrs, che ha portato il rating sull’Italia “in serie A” per la prima volta dal 2017, prende il via oggi la nuova emissione del Btp Valore.
C’è chi addirittura parla di click day con i piccoli risparmiatori pronti a fare incetta di Btp Valore in questi 5 giorni di collocamento (terminerà alle 13 di venerdì, salvo chiusura anticipata). Solitamente il primo giorno in effetti è quello che calamita maggiori richieste in queste emissioni retail che nel recente passato hanno permesso al Tesoro di collocare quantitativi importanti, con circa il 15% del debito tricolore che risulta detenuto dalle famiglie.
Btp Valore e la sfida dei rendimenti
Uno strumento pensato per le famiglie italiane e che quest’anno il Tesoro ha leggermente riadattato per continuare a renderlo appetibile alla luce del differente scenario rispetto alle precedenti emissioni, tutte avvenute a cavallo tra 2023 e 2024. Come detto, lo scenario è profondamente cambiato in termini di tassi di mercato. La Bce ha in pratica dimezzato il costo del denaro rispetto ai livelli di un anno e mezzo fa e oggi il rendimento dei Btp è chiaramente meno allettante. In aggiunta, proprio nelle ultime settimane si è aggiunto un’ulteriore restringimento dei rendimenti obbligazionari sull’onda delle sempre maggiori attese di un taglio dei tassi della Fed e dell’apertura mostrata da Christine Lagarde circa l’eventualità di apportare un nuovo allentamento se la situazione lo richiederà.
Sta di fatto che il rendimento del Btp decennale è sceso ai minimi a 10 mesi poco sopra area 3,3% e il Tesoro ha dovuto tenerne conto nella fissazione dei tassi minimi garantiti in modo da non spegnere l’appeal dello strumento.
Qui tutti i dettagli della nuova emissione
La novità sulla durata
Andando a guardare la nuova emissione al via oggi, a saltare all’occhio è subito la durata leggermente maggiore, 7 anni, proprio per sopperire al calo dei rendimenti rispetto al recente passato. Sul mercato ad oggi titoli di pari durata rendimento circa il 3% e il Tesoro nel fissare i tassi minimi garantiti ha dovuto fare uno sforzo aggiuntivo per incentivare maggiormente gli investitori a guardare con interesse a questa emissione.
Nel dettaglio, un BTP Valore può offrire per il risparmiatore un rendimento effettivo superiore grazie: (i) al meccanismo di cedole “step-up” (cedole crescenti nel tempo) e (ii) al premio fedeltà, se detenuto fino a scadenza. Questo può rendere l’investimento più interessante rispetto a un BTP standard con cedole costanti. Allo stesso tempo, il rendimento “vergine” di un BTP a 7 anni ordinario risulta inferiore, ma con flusso più lineare.
Tesoro generoso, rendimento effettivo ben sopra a quello degli altri Btp
La “generosità” di via XX Settembre non è mancata, anzi è andata oltre le attese degli analisti soprattutto per le cedole dei primi 3 anni. Nel dettaglio si andrà dal 2,6% nei primi 3 anni (circa 40 pb in più rispetto a quanto rende oggi un Btp a tre anni) ad addirittura il 4% per il 6° e 7° anno, mentre nel mezzo (4° e 5° anno) il tasso sarà del 3,1%, senza dimenticare il premio fedeltà dello 0,8% per chi lo mantiene in portafoglio fino a scadenza.
A conti fatti, il rendimento medio lordo a scadenza di poco più del 3,24% annuo considerando anche il premio fedeltà, che si traduce in un netto del 2,84%. A conti fatti il Tesoro va a dare ai piccoli risparmiatori un rendimento quasi pari a quello che oggi viene garantito dal Btp decennale, mentre i Btp di durata 7 anni (scadenza novembre 2032) viaggiano su un lordo del 3% circa, ossia quasi 25 punti base meno rispetto al Btp Valore.
La simulazione per chi investe 30 mila euro
Andando oltre ai calcoli percentuali e di convenienza relativa rispetto ai Btp tradizionali, proviamo a calcolare il ritorno effettivo per l’investitore che tiene in portafoglio il Btp Valore per l’intera durata.
Il taglio minimo acquistabile risulta di 1.000 euro, ma in media nelle passate emissioni il taglio medio acquistato dagli italiani risulta di 30 mila euro. Investendo tale somma, nei primi tre anni si incasseranno annualmente 683€ netti annui (suddivisi in 4 cedole trimestrali), 814€ annui i successivi due anni e 1.050€ gli ultimi due anni.
Complessivamente in sette anni sono 5.777€ più il premio fedeltà dello 0,8% che ammonta a 210€. Pertanto in 7 anni sono 5.987€ totali al netto della tassazione al 12,5%.
Abbassando l’asticella a 10mila euro, l’incasso da cedole e premio fedeltà nell’arco dei sette anni ammonta invece a circa 1.995 euro.
I contro del Btp Valore
Andiamo, infine, alle controindicazioni di questa emissione. Ci sono quelle classiche che valgono sempre quando si tratta di titoli di Stato, a partire dal rischio sovrano al rischio tassi, ossia se i tassi di interesse aumentassero fortemente, il valore di mercato del titolo (se lo si vuole vendere prima della scadenza) può deteriorarsi.
La struttura step-up a cedole crescenti del Btp Valore, a cui si aggiunge il premio fedeltà, lo rende uno strumento fortemente adatto a cassettisti che intendono tenerlo in portafoglio fino a scadenza.
Altri due rischi da non sottovalutare sono la minor liquidità di strumenti pensati solo per i retail rispetto ai titoli benchmark e soprattutto il rischio inflazione: se l’inflazione reale fosse molto superiore al rendimento, il rendimento reale può risultare basso.