Btp Valore, effetto Iran costringe il Mef ad alzare le cedole. Ecco di quanto
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Alle battute finali la settimana emissione del Btp Valore. Oggi è l’ultimo giorno di collocamento del nuovo titolo di Stato riservato ai piccoli risparmiatori, con crescente attesa circa la possibile decisione del Tesoro di rivedere l’entità delle cedole.
Superati i 15 miliardi
Dopo le prime quattro giornate il Btp Valore ha superato quota 15 miliardi con un totale di 479.233 contratti e un valore medio per contratto di 31.497 euro.
Non lontano il traguardo dei 16,57 miliardi di raccolta della precedente emissione, risalente a ottobre 2025. Mentre appare decisamente improbabile toccare i record delle prime emissioni (18,19 miliardi la prima edizione di Giugno 2023), 17,19 miliardi la seconda di Ottobre 2023 e 18,32 miliardi la terza di Febbraio-Marzo 2024).
Questa emissione prevede una durata di 6 anni rispetto ai 7 della precedente. Lo strumento si caratterizza per il meccanismo “step-up”, ossia cedola crescente nel tempo. Inoltre, per chi lo acquista durante i giorni di collocamento e lo detiene fino alla scadenza è previsto un premio fedeltà pari allo 0,8% del capitale nominale investito. I sottoscrittori potranno cederlo interamente o in parte prima della sua scadenza, senza vincoli e alle condizioni di mercato. Il capitale nominale sottoscritto è garantito a scadenza.
Verso cedole più ricche
Il Tesoro venerdì scorso aveva ha fissato delle cedole minime garantite pari al 2,50% il primo e il secondo anno, per poi salire al 2,80% per il terzo e quarto anno e al 3,50% per il quinto e sesto anno. La cedola media sull’intera durata – considerando anche il premio fedeltà – risulta poco sotto il 3% (2,93%).
Oggi al termine del collocamento verranno annunciati i tassi cedolari definitivi che potranno essere confermati o rivisti al rialzo, in base alle condizioni di mercato del giorno di chiusura dell’emissione. Le attese sono di un ritocco al rialzo visti i movimenti che sono avvenuti sui mercati negli ultimi giorni, con la guerra in Iran che ha alimentato i timori di una impennata dell’inflazione e quindi di banche centrali probabilmente meno accomodanti in futuro.
Ieri su tutta la curva i rendimenti dei Btp hanno registrato rialzi intorno ai 14-15 punti base, con il decennale che stamattina viaggia in area 3,56%.
Il precedente
Sul mercato secondario il Btp con scadenza nel marzo 2032 segna alla chiusura di ieri un rendimento del 2,88%, 12 punti base in più rispetto a settimana scorsa. E anche il Btp Valore emesso 5 mesi fa, che ha scadenza ottobre 2032, rende il 3,15% (dal 3,09% di settimana scorsa), quindi ad oggi è più conveniente della nuova emissione.
Appare quindi molto probabile che il Mef riveda al rialzo l’asticella. Bisognerà vedere di quanto. Un anno fa, alla fine del collocamento del Btp Più, il Tesoro ritoccò al rialzo i tassi dal 2,8% al 2,85% per i primi quattro anni e dal 3,6% al 3,7% per i successivi quattro. Stando ai movimenti di mercato di questi giorni la revisione potrebbe essere anche più corposa, in un range tra 10 e 20 punti base in più.