Titolo Campari scatta con risultati 2025. Barclays: primi frutti da strategia Hunt “meno scommesse, ma più grandi”
Fonte immagine: iStock
Titolo Campari in vetta al Ftse Mib dopo avere riportato “un set di risultati solidi per il 2025”. Il gruppo guidato da Simon Hunt vede gli utili e il dividendo salire nel corso del 2025 e spiega che “la crescita organica sostenuta di vendite e profittabilità consente di ridurre più rapidamente del previsto la leva finanziaria e di incrementare il dividendo”.
Sta dando i suoi frutti, come sostengono da Barclays, la ricetta dell’amministratore delegato Simon Hunt “meno scommesse, ma più grandi” che punta alla vendita di alcuni marchi (vendita di Averna e Zedda Piras a fine 2025) e la fine delle operazioni di M&A per ridurre il debito e dare una spinta alla crescita organica.
Il 2025 di Campari: i numeri su vendite, utili e dividendo
Campari ha chiuso il 2025 con le vendite del Gruppo che sono state pari a 3.051 milioni di euro, +2,4% a livello organico ma in flessione dello 0,6% nel complesso. L’effetto perimetro è stato del +0,1%, principalmente guidato da Courvoisier al netto delle cessioni e dei marchi in distribuzione, mentre l’effetto cambio è stato del -3%.
In crescita l’utile operativo rettificato che è salito del 5,3% a 637 milioni, mentre l’utile netto è stato di 386 milioni (+2,7%) e quello rettificato è balzato a 346 milioni (+71,7%). Da Campari segnalano che “Il multiplo di debito finanziario netto rispetto all’EBITDA-rettificato è pari a 2,5 volte, rispetto al picco di 3,6 volte al 30 settembre 2024 a seguito del closing dell’acquisizione di Courvoisier, supportato dal buon andamento del business e da una gestione disciplinata, raggiungendo l’obiettivo con un anno di anticipo rispetto al piano. Considerando il valore attuale delle azioni proprie, non incluso nel debito, la leva finanziaria si attesta a 2,2 volte”.
Il dividendo annuale proposto per l’esercizio è pari a 0,100 euro per azione, in aumento del 54% rispetto all’anno precedente, corrispondente a un payout ratio del 35%. Tale incremento, si legge in una nota, è consentito da una solida conversione della cassa e da una traiettoria di riduzione della leva finanziaria accelerata.
Parole ceo su strategia, debito e dividendo
“Nel 2025 abbiamo affrontato le complessità con resilienza e conseguito una robusta crescita organica sia delle vendite sia della redditività, rafforzando al contempo la nostra direzione strategica. Il nostro team di Camparisti ha fatto sì che i nostri brand sovraperformassero e guadagnassero quote di mercato in quasi tutti i mercati a livello globale, con crescita in 24 Paesi e in tutte le nostre brand house. La forte dinamica del business e la riduzione della leva finanziaria con un anno di anticipo rispetto ai piani ci hanno consentito di aumentare il payout del dividendo, rafforzando ulteriormente ilrendimento per gli azionisti, pur mantenendo la nostra flessibilità finanziaria”, ha commentato il ceo Simon Hunt che guarda al 2026 con una view positiva.
“Ci attendiamo il proseguimento del ritmo di crescita organica delle vendite e un ulteriore miglioramento della redditività. Guidati dalla nostra missione di ‘conquistare il primo drink condiviso, ogni giorno, dappertutto’, restiamo pienamente fiduciosi nella nostra capacità di generare crescita di lungo periodo, accrescitiva per i margini e generatrice di cassa, focalizzata su nuovi formati per nuove occasioni di consumo, su un maggior focus sui brand strategici e su un’accelerazione dell’espansione geografica, garantendo al contempo una continua disciplina a livello di bilancio”, ha precisato il manager.
Guidance 2026
Per il 2026 Campari ipotizza condizioni operative sfidanti ma stabili rispetto al 2025, e punta a sovraperformare il settore “con il mantenimento di un ritmo sostenuto di crescita organica delle vendite”. Pur in presenza dell’impatto dei dazi USA sull’anno intero, si prevede che il margine Ebit rettificato possa registrare un aumento contenuto in termini organici, con una maggiore contribuzione nella seconda metà dell’anno, per effetto dell’anticipo degli investimenti in pubblicità e promozione (A&P) nella prima parte dell’anno e dell’effetto dei dazi sulla base di confronto.
Il Gruppo prevede di mantenere un livello di leva finanziaria adeguata, tenuto conto della finalizzazione del programma di investimenti straordinari e delle dinamiche del capitale circolante operativo.
Novità in cda
Novità anche per il consiglio di amministrazione di Campari. La società ha, infatti, comunicato che con effetto dal 4 marzo 2026, Alessandra Garavoglia, Robert Kunze Concewitz e Paolo Marchesini hanno rassegnato le dimissioni dalla carica di consigliere. Il cda propone all’assemblea dei soci Francesco Mele, Alessandro Garavoglia, Jacopo Forloni e Chiara Lazzarini. Inoltre, il board ha proposto agli azionisti la nomina di Jean‑Marie Laborde, attuale amministratore non esecutivo e Vice Presidente, ad amministratore esecutivo e Vice Presidente.
Con l’ingresso di Francesco Mele e l’uscita di Robert Kunze-Concewitz e Paolo Marchesini il cda completa la transizione manageriale avviata all’inizio dello scorso anno. L’entrata di Alessandro Garavoglia e Jacopo Forloni avvia invece il passaggio generazionale nell’ambito dell’azionista Lagfin.
Cosa dicono gli analisti
Dopo la pubblicazione dei conti, gli analisti mandano messaggi positivi. Come Barclays che mantiene la raccomandazione overweight e il target price di 8,7 euro su Campari e segnala riusltati “solidi” e migliori delle aspettative in termini di conto economico grazie a “un incoraggiante momentum operativo e da guadagni di quote di mercato nella maggior parte delle aree geografiche e dei marchi”.
Da Barclays sostengono inoltre che la strategia di Hunt “meno scommesse, più grandi” sta dando i suoi frutti e sono ottimisti sul set-up del 2026, “supportati dall’accelerazione del lancio di Aperol negli Stati Uniti, mentre la nuova forza vendita dedicata sta prendendo piede”.
Anche gli analisti di Equita confermano post conti la raccomandazione di acquisto (buy) e il prezzo obiettivo di 7,5 euro su Campari. E spiegano: “Campari continua a sovraperformare i peers (ultimo trimestre Pernod -5% a/a e Diageo circa -6% a/a), sta proseguendo nel percorso di deleverage, sta confermando il taglio dei costi di SG&A, e tratta con valutazioni eccessivamente lontane dalle medie storiche”.