Notizie Notizie Mondo Btp e titoli di Stato Ue a confronto: le stime di Intesa Sanpaolo sulle emissioni 2026

Btp e titoli di Stato Ue a confronto: le stime di Intesa Sanpaolo sulle emissioni 2026

21 Agosto 2025 13:51

Nel 2026 l’Italia sarà chiamata a collocare sul mercato una quota importante di debito pubblico. Secondo le stime di Intesa Sanpaolo, le emissioni di titoli di Stato ammonteranno a 380-390 miliardi di euro, una cifra superiore rispetto ai 348 miliardi attesi per il 2025.

Lo scenario è stato delineato in un’analisi curata da Chiara Manenti che nella direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo è la strategist dei titoli a reddito fisso.

Vediamo nel dettaglio le stime sulle emissioni sovrane nell’Eurozona.

Titoli di Stato: emissioni lorde in aumento nel prossimo anno

La base di partenza è rappresentata dal DEF (Documento di Economia e Finanza), che per il 2026 indica un fabbisogno pari al 5,3% del PIL, ovvero circa 124 miliardi di euro. A questo si aggiungono le scadenze di titoli per 284 miliardi (al netto dei BOT), che portano a stimare nuove emissioni lorde complessive tra 380 e 390 miliardi. “Le emissioni lorde dovrebbero collocarsi l’anno prossimo intorno a 380-390 miliardi rispetto ai 348 miliardi attesi nel 2025”, osserva Manenti, evidenziando come il peso delle scadenze renda inevitabile un ricorso crescente al mercato.

Un elemento favorevole arriverà dal Recovery and Resilience Facility (RRF). “Se come da programmi, l’Italia incasserà le tranche finali di prestiti EU RRF (25 miliardi sull’intero anno), le emissioni nette scenderanno al di sotto di 100 miliardi di euro nel 2026”, sottolinea Manenti. Da qui a fine anno – continua il report di Intesa Sanpaolo – l’Italia dovrebbe ricevere due tranche di fondi PNRR per circa 23 miliardi e le emissioni lorde dovrebbero essere pari a circa 100 miliardi lordi e 16 miliardi netti. Le emissioni nette di BOT saranno probabilmente negative negli ultimi mesi dell’anno”

Nei primi sette mesi dell’anno, le emissioni lorde italiane hanno raggiunto 247 miliardi al netto dei BOT, pari a 93 miliardi netti. Il fabbisogno si è mantenuto in linea con la previsione annuale di 130 miliardi.

Italia ed Eurozona a confronto

Il report di Intesa Sanpaolo estende l’analisi agli altri grandi Paesi dell’area euro. Per l’insieme dell’Eurozona, l’offerta netta di titoli governativi scenderà dai 404 miliardi registrati tra gennaio e luglio 2025 a soli 123 miliardi tra agosto e dicembre, segnalando un rallentamento significativo nell’ultima parte dell’anno.

Nel 2026, in Germania l’offerta netta di titoli dovrebbe aumentare a 120-130 miliardi di euro. Un incremento legato al nuovo obiettivo di indebitamento del governo federale, fissato a 89 miliardi, a cui si aggiungerà una quota per il finanziamento tramite titoli dei fondi speciali. La parte restante sarà coperta attraverso prestiti. In Francia, il governo ha annunciato per il 2026 un deficit di circa 140 miliardi di euro. Le emissioni lorde di OAT dovrebbero aggirarsi intorno a 350 miliardi, un livello molto vicino a quello stimato per il 2025, confermando la stabilità del profilo di finanziamento francese. Infine la Spagna, invece, punta a ridurre il deficit dal 2,8% del PIL del 2025 al 2,5% nel 2026. Se il Tesoro proseguirà nella riduzione dello stock di Letras e riuscirà a incassare almeno 20 miliardi di prestiti RRF EU, le emissioni nette di Bonos scenderanno a 50 miliardi, in calo rispetto ai 62 miliardi dell’anno in corso.