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Btp e Piazza Affari scattano senza troppa verve mossa Bce, i titoli da tenere d’occhio oggi sul Ftse Mib

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Partenza lanciata per Piazza Affari che però rallenta dopo la prima mezz’ora. Il Ftse Mib sale dello 0,34% a quota 16.822 punti dopo esser partita a oltre +1%. Sponda dalla Bce che nella riunione di emergenza che si è svolta ieri ha deciso che accetterà anche i bond sovrani e i corporate bond con rating “junk” a garanzia della liquidità che la Bce eroga a favore del sistema finanziario. Una sponda importante per paesi come l’Italia che potrebbero vedere il loro rating scendere sotto il livello investment grade.
Domani l’agenzia di rating Standard & Poor’s si esprimerà sul rating italiano. La mossa Bce fa bene allo spread che questa mattina scende in area 245 pb dai 256 di ieri (nell’intraday di ieri si era spinto anche oltre 270 pb). Il tasso del Btp a 10 anni è sceso in area 2,05%.

Eni continua la risalita, Saipem nervosa dopo i conti

Tra le big di Piazza Affari continua il recupero di ENI con oltre +2% dopo il +4,7% di ieri. Sponda dal petrolio in rialzo anche oggi con Wti scadenza giugno tornato in area 15 $ e Brent che sale di quasi il 5% a 21,3 dollari.In calo invece Saipem (-0,4%) che ha diffuso i conti del primo trimestre 2020 con ricavi stabili e in linea con le attese. La società attiva nel settore dei servizi petroliferi ha annunciato stamattina i risultati dei primi tre mesi dell’anno che vedono il fatturato attestarsi a 2,172 miliardi di euro in linea rispetto al 2019 e la perdita per 269 milioni rispetto all’utile di 21 milioni del primo trimestre del 2019. Su base rettificata la perdita è stata di 9 milioni contro il risultato positivo di 29 milioni dell’analogo periodo nel 2019. Nel trimestre in esame l’Ebitda adjusted è sceso a 240 milioni contro i 274 milioni del corrispondente periodo nel 2019 (consensus Bloomberg a 253,4 milioni) e “la riduzione – spiega Saipem – è riconducibile ad una perdita di efficienza operativa nelle divisioni Engineering & Construction Offshore e Drilling Onshore”. Sono calati anche gli investimenti tecnici effettuati nel corso del primo trimestre del 2020 (principalmente riferiti a interventi di manutenzione e upgrading), che sono passati a 59 milioni dai precedenti 74 milioni.

Telecom corre dopo cessione quota Inwit

Tra gli altri titoli si muove in rialzo dell’1% circa Telecom Italia che ha completato la cessione di 41,7 milioni di azioni di Inwit, pari a circa il 4,3% del capitale sociale, al prezzo di 9,60 euro per azione, con conseguenti proventi lordi per TIM pari a circa 400 milioni, che saranno utilizzati per ridurre la leva finanziaria. Vodafone ha venduto lo stesso numero di azioni nell’ambito del collocamento. Ad esito dell’operazione, la partecipazione di Vodafone e TIM diminuirà dal 37,5% ciascuno al 33,2%. Vodafone e TIM intendono mantenere il controllo congiunto e detenere una partecipazione paritaria del capitale sociale di INWIT. Ad esito dell’operazione il flottante di INWIT aumenterà di più di un terzo, a sostegno di una maggiore liquidità del titolo. Oggi è prevista l’assemblea di TIM.

Atlantia corre, revoca concessione sempre più lontana

Balzo di oltre +5% per Atlantia. Secondo il Corriere della Sera il Mise sarebbe pronto al confronto interno al governo. Se i tempi lo permetteranno il processo si potrebbe chiudere entro giugno. Il tema della revoca della concessione non sarebbe più preso in considerazione, in favore del cambio del controllo di ASPI. I temi da definire sarebbero tre: il nuovo piano tariffario, inferiore al precedente;  il piano di capex e una sanzione/risarcimento per il crollo del Ponte di Genova.
Una volta trovato l’accordo con il governo, Atlantia dovrebbe cedere il 51% di ASPI ad un gruppo di investitori italiani guidati da F2i e da CDP, rimanendo come socio finanziario di minoranza F2i starebbe già lavorando sul dossier e CDP avrebbe avuto contatti con i vertici di Atlantia. Secondo il Corriere la valutazione di ASPI sarebbe fra 8-10 miliardi.