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BTP e Ftse Mib avanti tutta, sospiro di sollievo dopo Moody’s. Nuovi downgrade improbabili

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Spread giù del 10% e acquisti su Piazza Affari. Il lunedì si apre sotto i migliori auspici per gli asset italiani dopo le forti tensioni delle ultime settimane. Il downgrade di Moody’s non ha certamente colto di sorpresa i mercati che invece sembrano tirare un “sospiro di sollievo” per l’outlook stabile indicato dall’agenzia di rating.

In avvio di giornata lo spread Btp-Bund segna un nuovo importante calo sotto quota 285 pb, in calo di circa 10 punti percentuali rispetto ai livelli di venerdì. Considerando i picchi toccati a 340 pb sempre nella seduta di venerdì (massimi dal 2013), il calo è di oltre 55 pb. Il rendimento del BTP decennale è sceso con decisione fino a quota 3,3%.

Rally dei BTP che fa bene alle banche e all’intero listino milanese. Il Ftse Mib ha aperto con rialzi superiori all’1,5% sotto la spinta delle banche con rialzi che dopo la prima mezzora si sono assestati a +2% circa per Banco BPM, Bper, UBI e Intesa Sanpaolo. Miglior titolo è FCA (+4,2%) dopo l’annuncio della cessione di Magneti Marelli alla giapponese CK Holdings, holding di Calsonic Kansei che è uno dei principali fornitori giapponesi di componentistica per autoveicoli, per 6,2 miliardi di euro.

 

Analisti non vedono ulteriori declassamenti

“Lo scontatissimo downgrade di un ‘notch’, che ci lascia all’ultimo livello disponibile prima della discesa nell’inferno del ‘junk’ (o, con terminologia meno offensiva, ‘credito speculativo’) è stato accompagnato dall’outlook stabile, evitando il temuto outlook negativo che avrebbe acceso fondati timori di ulteriori azioni negative da parte dell’agenzia in tempi brevi (qualche mese). La situazione rimane fluida e la volatilità difficilmente ci abbandonerà ma il ramoscello d’ulivo mostrato venerdì da Moscovici mi sembra uno sviluppo rilevante“, commenta Alessandro Balsotti, Strategist e Gestore del JCI FX Macro Fund.

Sulla stessa lunghezza d’onda Vincenzo Longo, strategist di IG markets, che non vede ulteriori declassamenti all’orizzonte: “Il taglio è già stato scontato dai mercati. Quello che noi diamo per certo è che le agenzie non scenderanno sotto certi livelli. Non è successo nei momenti peggiori della crisi e non succederà adesso che ci sono gli strumenti di protezione della Bce, anche perché sarebbe un passo verso il tracollo”.

Rimane incognita tensioni con UE

 

Oggi riflettori puntati anche sulla risposta dell’Italia alla lettera dell’UE. L’esecutivo è indirizzato a una conferma degli obiettivi di deficit con il rischio che i toni della disputa con Bruxelles si alzino nuovamente. “In questo contesto pensiamo che il rischio di escalation sia in aumento – argomenta Barclays questa mattina – Le tensioni con le autorità dell’UE sono qui per rimanere. Non è facile dire se porteranno a un rifiuto senza precedenti del progetto di bilancio e all’apertura di una procedura per disavanzi eccessivi, ma i rischi aumentano sicuramente”.

In settimana riflettori al meeting Bce di giovedì, mentre venerdì a mercati chiusi sarà il turno di S&P di esprimersi sull’Italia.

Prosegue intanto l’earning season US (35% di marketcap in settimana), con l’avvio anche di quella italiana. Si parte stasera con Luxottica, poi mercoledì toccherà a Stm e Saipem.