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Brexit, testo accordo in arrivo ma a Londra è caos: Theresa May all’angolo

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Micheal Barnier, il caponegoziatore europeo sulla Brexit non usa giri di parole quando al Consiglio Affari generali a Bruxelles dice che il testo del trattato sulla Brexit è quasi pronto e gli elementi principali, scrive il Financial Times, saranno presentati al Gabinetto inglese domani ci tiene a sottolineare che le trattative fra le parti stanno proseguendo intensamente.  “Lasciate che i negoziati sulla Brexit vadano avanti. Stiamo lavorando sodo per un accordo, ma non siamo frettolosi. Occorre trovare un’intesa che vada bene a noi, ai 27, e che il parlamento britannico possa ratificare” si è affrettato a dichiarare anche il viceministro britannico per la Brexit Martin Callanan, arrivando al consiglio. Ma mentre l’UE ha chiesto maggiore chiarezza da Londra al più tardi entro la fine di mercoledì in vista di un vertice questo mese per approvare un accordo sulla Brexit, a Londra la situazione per la premier Theresa May è tutt’altro che semplice.

Secondo Bloomberg, il governo avrebbe dovuto incontrarsi oggi per firmare il piano di uscita preparato dall’inquilino di Downing Street, ma ieri sera la trattativa interna ha subito un nuovo stop  a causa dell’ostruzione di alcuni membri del suo gabinetto. Così mentre sta cercando di chiudere un accordo a Bruxelles, le possibilità di ottenere l’approvazione del Parlamento per la premier inglese oggi sono più scarse che mai. Il piano di compromesso preparato dalla May, che cerca di mantenere in futuro stretti legami commerciali con l’UE, si trova ad affrontare l’opposizione dei  filo-europeisti, dei Brexiteers e del partito nordirlandese che sostiene il suo governo e persino di alcuni dei suoi stessi ministri. “Penso che sia l’accordo peggiore di tutti”, ha detto l’ex ministro dell’istruzione Justine Greening, che ha sostenuto il mantenimento nell’UE nel referendum Brexit del 2016, parlando alla radio della BBC, aggiungendo che non pensa che l’accordo abbia alcuna possibilità di passare in Parlamento.

Tecnicamente parlando, il testo è pronto. Ma non c’è un accordo politico da parte loro“, ha detto un alto diplomatico dell’UE alla Reteurs. Come potrebbe finire a Londra? Gli scenari li delinea Bloomberg. In un primo scenario il governo spera che quando un accordo sarà concluso i conservatori si allineeranno. Un secondo scenario vede un ritorno alle urne se l’accordo della May verrà bocciato, generando il caos ed è qui che i sostenitori del secondo referendum vedono la loro opportunità. Il terzo scenario prevede che il Parlamento non voti l’accordo e i mercati reagiscono in modo drammatico con la sterlina in caduta libera. Infine nell’ultimo scenario i  legislatori votano a favore dell’accordo, la May dice di aver fatto del suo meglio con gli europei hanno esagerato e il governo inizia ad adottare misure serie per prepararsi al peggio: carenze alimentari, ritardi nelle forniture mediche e nei porti. In ogni caso qualsiasi scenario sarà il 29 marzo del 2019 Londra lascerà l’Ue con o senza accordo.