Notizie Notizie Italia Brexit, con ok accordo da Ue ora lo scoglio per May è il Parlamento Uk. Scenari futuri possibili

Brexit, con ok accordo da Ue ora lo scoglio per May è il Parlamento Uk. Scenari futuri possibili

26 Novembre 2018 11:50

Senza sorprese dell’ultima ora ieri è stata raggiunta l’intesa ufficiale tra l’Unione europea e il Regno Unito sul fronte Brexit, con i 27 leader Ue che hanno dato il via libera politico all’accordo di divorzio dal Regno Unito. Una “tappa storica”, con il primo membro che si prepara a lasciare l’Ue, che è stata siglata a più di due anni dal referendum del 23 giugno 2016 quando la maggioranza dei britannici votò a favore dall’uscita del Regno Unito dall’Ue.  “I 27 leader Ue hanno dato il via libera politico all’accordo di divorzio” dal Regno Unito “e alla Dichiarazione politica congiunta” sui rapporti futuri con il paese. È quanto ha annunciato ieri il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, al termine del vertice Ue sulla Brexit. La Commissione Ue, il Parlamento europeo e il Consiglio si impegnano a “fare i passi necessari per garantire che l’accordo possa entrare in vigore il 30 marzo 2019, in modo da assicurare un recesso ordinato” del paese. Così comunica su Twitter Preben Aamann, portavoce del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.

 

Ma quali sono ora i prossimi step?

Portato a casa l’accordo con Bruxelles per la premier Theresa May arriva lo scoglio più duro da superare: ovvero quello di ottenere l’approvazione parlamentare a Westminster per proseguire con il progetto Brexit, convincendo il Paese che si tratta dell’accordo migliore per tutti. “Il bello (si fa per dire) arriva ora con il tentativo di ratifica del Parlamento inglese”, avverte Alessandro Balsotti, stretgist di Jci Capital, che ricorda tra le date probabili per il voto a Westminster tra il 10 e il 12 dicembre. “La pentola a pressione della politica domestica non potrà che salire nei prossimi giorni con, a giudicare dalle dichiarazioni di questi giorni, ben poche possibilità che la ratifica possa arrivare“, aggiunge l’esperto.  Importanti defezioni tra i conservatori (hard Brexiteers, sarebbero al momento 91 su 315 i deputati Tory contrari), l’avversione del DUP (10 deputati) e le critiche relativamente compatte dell’opposizione (Laburisti, Indipendentisti Scozzesi e Liberal-Democratici) raccontano di una missione quasi impossibile per il Primo Ministro, quantomeno al primo tentativo.

 

Gli scenari possibili

Se il Parlamento inglese non ratificasse l’accordo, quali scenari si aprirebbero? Secondo quanto anticipato dalla stampa, tra le possibilità un’uscita di Londra senza un accordo in mano; la possibilità di indire un secondo referendum dopo quello del giugno 2016, stoppando l’uscita; caduta del Governo May ed elezioni anticipate; infine un secondo voto a Westminster per evitare scenari ‘complicati’ per l’economia UK.  “Credo che le possibilità di una correzione di rotta, soprattutto nel mondo laburista, sia realistica e che una ratifica possa arrivare anche se non necessariamente già al primo voto tra un paio di settimane”, suggerisce Balsotti.

 

Ecco uno schema e le varie possibili strade che potrebbero essere perseguite