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Bper continua a macinare rialzi dopo numeri 3° trimestre. Su dividendo analisti non concordano con Vandelli

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Bper in rialzo a Piazza Affari all’indomani della pubblicazione dei conti del terzo trimestre, e a seguito delle dichiarazioni rilasciate dall’AD Alessandro Vardelli. Il titolo smorza i guadagni dopo essere volato di oltre +3% all’inizio delle contrattazioni. Il rialzo delle quotazioni, in ogni caso, continua, se si considera che l’azione ha recuperato il 12% in Borsa dal minimo storico testato lo scorso 30 ottobre (1,005 euro).

Bper: titolo in rialzo dopo bilancio. Vandelli considera prioritaria integrazione post acquisizione sportelli Intesa SanPaolo. Spazio per dividendi entro 2020
The logo of the Italian bank BPER Banca is pictured in Rome on September 28, 2018. – The Milan stock exchange took a nosedive on September 28, 2018, losing three percent after the Italian government presented the budget, agreeing to increase spending in defiance of warnings from the European Union. (Photo by Filippo MONTEFORTE / AFP) (Photo credit should read FILIPPO MONTEFORTE/AFP via Getty Images)

La banca ha annunciato di aver riportato nei primi nove mesi dell’anno “un utile netto pari a € 200,6 milioni, sostenuto da una buona capacità di generare ricavi e un efficace controllo dei costi di gestione”.
L’utile  è sceso rispetto allo scorso anno, quando si era attestato a 523 milioni, risultato che beneficiava di un goodwill negativo da 354 milioni derivante dall’acquisizione di Unipol Banca.
Riguardo ai risultati del terzo trimestre, “l’utile netto è stato pari a €95,9 milioni”, beneficiando “della crescita dei ricavi core (€587,6 milioni) e del contenimento degli oneri operativi (€379,8 milioni), in presenza di una riduzione del costo del credito (20 punti base). Contabilizzato nel trimestre il contributo ordinario al Fondo di Garanzia dei Depositi (‘DGS’) stimato pari a € 30,5 milioni”.
Bper ha confermato “l’elevata solidità patrimoniale del Gruppo con un CET1 ratio Fully Loaded pro-forma pari al 13,03%, in significativo aumento di 46 punti base da giugno 2020″.
Il CET1 ratio Phased In pro-forma si è attestato “al 14,61% con un buffer patrimoniale complessivo di oltre €2 miliardi rispetto al requisito minimo fissato dalla Banca Centrale Europea per il 2020″.
Messa in rilievo anche “l’elevata posizione di liquidità con un indice LCR a 175,8%, ampiamente superiore alla soglia regolamentare del 100% e buffer di liquidità di oltre € 15,5 miliardi”.
L’AD Vandelli è stato possibilista riguardo alla possibilità che Bper partecipi a una operazione di M&A, in un momento in cui diversi sono i rumor che circolano sul dossier del risiko bancario in Italia. Tuttavia, il ceo ha fatto anche capire che la priorità, al momento, è un’altra: ovvero quella di concentrarsi sull’integrazione successiva all’acquisizione dei 532 sportelli di Intesa SanPaolo, che è stata finanziata con un aumento di capitale da 802 milioni di euro, che si è concluso con successo:
“Non è il momento giusto”, ha detto Vandelli, in risposta alla domanda su obiettivi eventuali di fusioni o/e acquisizioni. E, in ogni caso, “se ci sarà qualche opportunità, non penso che avverrà attraverso un aumento di capitale, ma usando azioni, non cash“.
Nel commentare lo stop ai dividendi e alle operazioni di buyback imposto dalla Bce alle banche dell’Eurozona, il ceo ha dato una buona notizia agli azionisti, sottolineando come “i risultati positivi, l’outlook per la fine del 2020, la posizione patrimoniale e la redditività” lascino “spazio per una possibile distribuzione del dividendo“; c’è dunque un forte impegno a pagare il dividendo ai “nostri soci, che ci hanno supportato nell’aumento di capitale”.
Così gli analisti di Mediobanca Securities hanno commentato i risultati di bilancio di Bper:
“A nostro avviso, Bper dovrebbe concentrarsi sull’integrazione con Ubi, ripulendo ulteriormente il bilancio e migliorando l’efficienza sui costi con i suoi cuscinetti di capitali, senza pagare i dividendi nel 2020 e lasciando il target sul payout ratio attorno al 24%. Sul fronte delle operazioni di M&A, preferiremmo acquisizioni bolt-on accrescitive per l’eps con un rischio di esecuzione basso, rispetto a operazioni di trasformazione, a seguito della piena integrazione delle 532 filiali (di Intesa SanPaolo)”. Gli analisti di Mediobanca hanno un rating neutral, a fronte di un target price pari a 1,50 euro, rispetto agli 1,12 euro circa a cui il titolo è scambiato.